<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762</id><updated>2012-02-16T10:24:34.548+01:00</updated><title type='text'>Lecosechedico</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lecosechedico.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>64</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4961202817942066450</id><published>2009-05-04T23:22:00.005+02:00</published><updated>2009-05-04T23:27:19.550+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;color:#545454;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#545454;"&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;04MAGGIO2009..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C`era un odore di romanticismo e benzina fortissimo che ci attraversava in quel parcheggio enormemente vuoto davanti la circonvalazione nord. Con le nostre etichette biadesive per sintonizzarci in un mondo psichedelico che sapesse delle distrazioni che ci hanno trascinato lontano. Avevamo fatto promesse grandi come l`oceano che intravedevi in qualche risaia la notte mentre sussurravi al vetro sporco ed appannato in una vecchia centosei bianco dismesso. E non mi ricordo nemmeno se a pronunciarle era l`autoradio che cercava di sintonizzarci brevemente. Con occhiaie incenerite che rotolavano verso l`alto in quei miseri avvistamenti pomeridiani di qualche scorcio sottoacido di pattummiere e netturbini. Che ci siamo innamorati una sera d`inverno e vorrei innamorarmi anche di questa sera. Ma non di te e dei centosessantamila sogni che ci siamo disegnati contro con parole lunghe e bellissime che mi escono a fatica insieme ai pezzi del cenone di capodanno di qualche anno fà. Comprando qualche pastello a cera inscatolato con il quale ci racconteremo dei posti bellissimi che non abbiamo nemmeno mai visto. Andandocene nei quartieri sconosciuti e meno cari dell`est europa comunista a conoscere le persone meno abbienti e caritatevoli che potremmo mai frequentare senza un martini in mano. Facendosi una strada in discesa in mezzo a tonnellate di cemento armato che ho disteso davanti ad un campo incatramato dal sole gelido dell`inverno scorso. Con le sue lucidissime mine antiuomo che sembravano un centinaio di stelle bellissime ed ammaccate mentre ammazzavano la prole giovanile di un movimento sindacale sconosciuto e perbenista. Come le mie idee del cazzo che rimangono sintonizzate su un canale morto a guardarsi marciare come le file chilometriche dei vacanzieri Milanesi in ritorno da Ventimiglia. E mi dici chiaramente che non abbiamo capito niente da noi stessi e da questo concentrato emotivo che ci siamo consumati durante una pausa pranzo brevissima rinchiusi dentro un cesso in stazione centrale. Tu che guardavi il sole e che quando moriva morivi anche un pò dentro mentre i falò nei tuoi occhi cominciavano lentamente a consumarsi. Con un deserto rossastro e immenso che rimaneva a muoversi dentro e i boschi senza orizzonte mi regalavano un profumo di resina e pigne con il suo cuocersi di brevi ricordi. Poi è finito il nostro mare e i giovani musicisti senza casa cominciarono a suonare una corda alla volta come a risparmiarsi per un`altro tramonto.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4961202817942066450?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4961202817942066450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4961202817942066450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/05/04maggio2009.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-730250729876411701</id><published>2009-04-27T23:14:00.000+02:00</published><updated>2009-04-27T23:16:57.100+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;24APRILE2009..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentivo la tua voce imprecare dai balconi meno bassi giu`in centro la mattina verso le seimenoventi. Coi pescivendoli sovrappeso della Domenica che puliscono le piazze da concerti e rave chimici. Che l`odore di paraffina che avevano i tuoi capelli scuri mi dicevi era uno shampoo thailandese da dueeuroecinquanta. Comprato nel supermercato meno costoso che potevamo permetterci. E due occhi incatramati dai chilometri di parole che ci siamo fatti per raccontarci qualcosa che non ce ne importava un cazzo. Ma per me erano bellissimi. Morendo di nascosto. Morendo a ogni sguardo. Dicendo qualcosa verso un cielo Milanese che sapeva di cartone bagnato. Con una manciata di stelle accese che se ne stavano per scoppiare. E i nostri desideri oceanici appesi che se ne sono andati come un pensionato in coda alle poste. Come l`estate scorsa e quella prima ancora. Che ci siamo sentiti una volta per caso dopo qualche mese e non mi sembrava nemmeno la tua voce a parlare. E poi ci raccontiamo che il tempo passa e le nostre emozioni cominciano ad invecchiare. Che io cambio. E che i nostri piccoli principi del cazzo stanno andando in decomposizione dentro una montagna di ricordi e concime. Che facciamo in fretta a dare buoni consigli ma ci mettiamo qualcosa in più a dare un senso ad ogni parola. Alle cose immense che ci stanno intorno e che non vediamo nemmeno. E che un giorno aprendo i tuoi occhi riuscirai anche a vedere. Guardando per caso un articolo di un pezzo di giornale stracciato a cui nessuno dava conto. Con le interviste lusinghiere a giovani sessantunenni in parlamento che mi sembra di sfamarli come bestie in canile. Come cani investiti a ferragosto in autostrada. Mentre lo stivale và a fuoco e prendono a bruciare anche i camini dei buoni propositi messi da parte l`anno scorso e l`anno prima. Rimanendo da mettere in cassa integrazione anche i piromani stranieri che scendono dal nordeuropa per darci alle fiamme come fieno. E i nostri discorsi. Le nostre paure. Le mie reciproche attenzioni ai disadattamenti ad ogni relazione umana. Che le affermazioni che ho vomitato davanti un distributore di profilattici che mi aveva mangiato dueeuroeventi le ho chiuse in maniera stropicciata in qualche cassetto di camera mia. E non le ho mai stirate.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-730250729876411701?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/730250729876411701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/730250729876411701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/04/24aprile2009.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-7474859342634388920</id><published>2009-04-13T22:41:00.002+02:00</published><updated>2009-04-27T23:18:02.264+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color:#3b5998;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;LE PROPRIETA`PRIVATE A DUE METRI DAL MARE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concimavi con i tuoi occhi un oceano pieno di stelle scadute. Omogeneizzate e confezionate con pacchetti natalizi di seconda mano. Con quadratini e greche a cartoncino arancione. Che non ti piaceva praticamente un cazzo. E le feste che venivano la Domenica le divoravamo come un cocainomane in astinenza. Con un quintale di emozioni in meno da portarci dietro d`estate. Su macchine caricate male troppo piccole per due. Che raccontavi d`avere un ciclo mestruale che tornava sempre alle nove di mattina e non mi guardavi nemmeno. E non volevi sentire nessuno. Con le tue paturnie davvero per pochissimi. E le cose bellissime. Le proprietà private a due metri dal mare. E le nostre scoperte inaccettabili. Quanti progetti a lungo termine che ho disegnato su cartacce e marionette da buttare. E che comunque non arrivavano al penultimo del mese. Dandosi chilometri di parole per non allontanarsi di nuovo. E le tue matasse di filo spinato che mi colano ancora di traverso facendomi male. E le cose che ci bastavano anche a riviverci del quindici d`agosto in qualche mattina d`inverno. Tremando e sputando pareri su canzoni bellissime che non scriveremo mai. Pensando alle domende del cazzo che non faremo comunque. Con le risposte che non arriveranno insieme ai dipendenti Fiat il mercoledì mattina in azienda. Ma resteranno in cassa integrazione fino un`altranno. Che sono nervoso. E mi riesce di urlare ma con calma di cose che non capiamo. Perdendoci in mezzo a sigle politiche e non senza nemmeno capire quello che importa davvero. Ma che importa per noi. Con tutto l`egoismo dei cani che s`abbandonano e la compassione per qualche democristiano impoverito. Dicendo che non avevamo niente ma c`era comunque tutto. E le cose da regalarci che non abbiamo soldi per comprarle. Ma che mi racconti che basta il pensiero. E io che ne faccio tanti ma non mi sembra bastino ugualmente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#3b5998;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-7474859342634388920?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7474859342634388920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7474859342634388920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/04/le-proprietaprivate-due-metri-dal-mare.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4224353097843680014</id><published>2009-02-13T14:16:00.005+01:00</published><updated>2009-04-27T23:22:22.794+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;DOMANI VIENE S. VALENTINO, ANCORA UNA VOLTA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che volevamo dirci qualcosa ma adesso non la ricordo. Facendoci guardare clandestinamente l`un l`altro. I nostri colloqui senza mai incontrarci. Fra rassicurazioni dal gusto scadente di qualche barattolo. Ci costruiamo a manate su cartacce sulle quali ho scritto poesie. Con le melodiche bestemmie nel pronunciarle. Erano d`amore ma adesso è passato. Intanto un vecchio telefonino suona sempre. Saranno le assoziazioni no-profits che chiamandomi trecendosessantacinque giorni l`anno cercano di succhiarmi qualche euro. Tra mezz`ora circa mi avrai scordato. Come si fà con il menù di qualche cena poco importante. O con le cose noiose da farsi e da raccontarsi. Guardandosi con un contagoccie monouso. Le tue parole che mi scorrono di traverso. Che stasera camminando per un vicolo maledetto sentivo il rumore del vento. Mettendo una tristezza tremenda a chiunque. Che cosi mi ha spaccato il cuore. E che cazzo c`era da pensarci poi? Abbiamo occhiaie nere e tiepide che guardano l`orizzonte marcire. Verso un cantiere abbandonato che sembrava bellissimo. Le emozioni complementari a me stesso. Chiamando l`ascensore un minuto dopo pranzo. Per andare a prendere un treno. Scivolando verso periferie straniere. Per ricordarmi il tuo concetto d`amore umanamente inaccettabile. Le condizioni precarie a cui l`hai condannato. Messe in aspettativa da sempre. Abbiamo le parole computerizzate e qualche emozione che si conforta. I vecchi squarci sono diventati qualcosa di coriaceo. E le vene romantiche si specchiano nel vuoto. Con un diamante pazzo che splende fra le buche in mezzo al manto stradale. Fra i lampioni e le mie aspettative. Che non vanno oltre la colazione di domattina. Dobbiamo trovare dei sinonimi che ci assomigliano. O un enterprise che andrà bene uguale. Ho messo in congelatore ogni momento. Compresi i sogni a centomilioni che non abbiamo. Ti porterò al mare un giorno. Forse per sempre. Con le virgolette a fianco le promesse come i metereologi. Che ascoltandoli ci addormentavamo con il condizionatore d`inverno. Che ho le cinture di sicurezza ma mi sembra di non fare abbastanza attenzione. Con la luna storta in cielo. Che se non mi pensi nemmeno non m`importa neanche. Raccolgo i sogni con un metaldetector usato da anni ormai. E ne ho un`immensità di enormi e stupendi. Sono rimasto incastrato in questa notte maledetta. Con la poesia che si trascina dietro. E io me ne vado di conseguenza. La scoperta di certe cose è quasi ingestibile. E i monumenti a noi stessi che ci costruiamo intorno ne sono la prova. Buonanotte e vaffanculo. Domani è domani. E i carabinieri e i caselli autostradali andranno avanti ugualmente. Sei persa in questa notte. E domani saremo sempre più lontani. Le nostre delusissime ambizioni se ne vanno continuamente. Abbiamo un centimetro da dividere standocene cosi stretti. Con centinaia di parole e verbi che coniugo male per non arrivare a niente. E le canzoni dell`autoradio stanno quasi morendo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4224353097843680014?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4224353097843680014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4224353097843680014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/02/domani-viene-s.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-8219693057124563144</id><published>2009-01-30T00:38:00.002+01:00</published><updated>2009-02-01T15:43:46.887+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CON LA NOTTE CHE CI SCORRE DI TRAVERSO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramontano le cazzate a cui non pensiamo. Come ci chiamiamo se l`inverno non parla neanche? Mi battezzano con insinuazioni fuori tempo. Scivolano nella mia testa pensieri come mosche. Sai che cosa? Condividiamo una finestra chiusa. E un taxi che prende verso Bologna centrale. Gettiamo vernice rossa sopra a cemento armato. Lucidando qualche doppio vetro sporco. Con i buchi nei campi di concentramento. Per dare una via di scampo a qualche sorcio malato. E noi cosa siamo? E noi cosa siamo? Cazzo che freddo. Ci sono note che la notte sono davvero pesanti. Parole che osservandosi meglio hanno un`altro colore. Saremmo dovuti venirci incontro più spesso. Ma c`era sempre qualcuno. Abbiamo dato ai sentimenti un`occupazione a tempo determinato. Che si sono licenziati da un`anno. Riciclando le carte da regalo dal lontano ottantadue. Con la mandibola di un vagabondo in cassa integrazione. Ci condanniamo facendo l`amore. Facendo disegni anche dentro la pioggia in un giorno di sole. Con me non devi essere niente. Abbiamo preso i ricordi lungo l`A4. Andando in camera per incollarli al muro. Servirebbe un pò di spazio ora. Che ho le ossa frantumate da questa calma orrenda. Con i treni che scorrono ad alta velocità. E noi che rimaniamo a drogarci su qualche cavalcavia. Crepando nel nostro pensiero più frequente. Ho un camino spento in casa. Dove c`ho appeso qualche calzino per l`epifania del cazzo. Con il ponte fra qualche giorno. Che o rimango a casa o mi ci butto. L`arte che si traveste da puttana. E la verità che resta comunque nuda. Rincorriamo un carrello vuoto dentro la Bennet. Con qualche orgasmo al mese. Sbranandoci durante l`aperitivo che non compro niente. Fermati e aspettami. Fermati e aspettami. Fermati e aspettami. Con le infezioni del terzo mondo che arriveranno a Genova. Al primo o secondo giorno d`accesso clandestino. Che diventa un rumore di pioggia violentissimo. Non ce ne preoccupiamo neanche. Rimanendo con la faccia stesa sopra l`asfalto che profuma di benzina. Hai due occhi neri come il petrolio. Che mi ci perdo. Avevano lanciato dei lacrimogeni. Lacrimavamo come avessimo terminato la coca. Discutendo fra temporali di pioggia acida. E un`espressione seriale che facevi sempre. Ti ricordi? Com`erano diverse le nostre isteriche polemiche. Con le mani che si siamo lavati con l`alcool. Prima di fare dei preliminari in qualche cesso lussuoso. Torneranno le meccaniche d`estate. Con le colorazioni dei tuoi occhi bellissimi. Che raccontavi cambiassero col sale. Facendo un bagno al lago d`agosto. Che qualcosa sembrava non tornare. C`era anche l`alba di cosa noncisiamoraccontatimai. Che conoscendoci da poco mi sembra da sempre. Mentre passa qualcos2a in televisione. Che non ci penso neanche. Con quindici giorni di vacanza al mese. Che facciamo anche a meno di mangiare. E rimaniamo a guardare il letto di un fiume prosciugato. Dicendo che sia bellissimo. Con la notte che scorre di traverso. E un centinaio di microonde accesi per scongelare qualche silenzio. Che magari scriverai in grande. Evidenziandolo anche in rosso. Cosi da farmelo vedere subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-8219693057124563144?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8219693057124563144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8219693057124563144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/facendo-disegni-anche-dentro-la-pioggia.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2448853866922836963</id><published>2009-01-30T00:37:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:38:16.781+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LA TUA CONCEZIONE DEL SEMPRE CHE NON ARRIVAVA A FINE SETTIMANA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facevamo irruzione nei tombini delle vie più grandi e calpestate di Torino. Con scudi in plexiglas come fossimo dei celerini incazzati. Che procacciano vivande da qualche McDonalds in pieno centro. Le sette spaccate e mi risuonavano nel cuore anche le campane. Le cupole e tu che mi dicevi di guardare lontano. Quante volte l`ho fatto. I balconi in corso Orbassano con le luci natalizie a decorare l`ora di qualche grasso aperitivo. Era immenso in ogni cosa quello che sentivo dentro.. Andiamo a casa adesso? Va bene. E di notte restavamo a guardare fuori. Che pioveva o che c`erano le stelle appiccicate in cielo. Le sirene che scoppiavano nell`eco di qualcuno che crepava. Insudiciato di quell`odore che mi hai lasciato addosso.. Guardavo qualcosa in televisione che non capivo neanche. Un momento che c`è l`ultima notizia. Dell`ultima ora e dell`ultimo omicidio che hanno fatto. Era da qualche parte qua vicino. Mi sono anche messo a suonare qualcosa con forchetta e bicchiere. Ma ho smesso quasi immediatamente. Suonava male. Ci riconoscevamo in qualche discorso. Fatto da persone diverse che vomitavano cazzate insostenibili. Andiamo a fumarci qualcosa? Andiamo. Dai entra nel cesso. E ci bestemmiavamo contro per l`aria chiusa che divorava quel fumo. Lo spiffero in treno dal quale guardavamo il mondo. Con le quindici ore di viaggio per andarcene chissà dove.. Le spese aeroportuali senza prendere un volo. E le maratone sulle parole che ci siamo tatuati contro. Mi hai rubato davvero ogni cosa. Me lo dicevi in continuazione. Qualche sera ci distendavamo ubriachi a raccontarci della vita. Ma non la nostra. Qualche vita che non avevamo vissuto neanche. O che vorremmo comunque confrontare diversamente. Era come quando si spendono i soldi che non si hanno ancora vinto in sogni. Automobili e case al mare con piscina.. Cocaina e serve canadesi. Ma avevamo ugualmente un mondo intero da dividerci. Che se per strada non c`era nessuno giocavamo a fare i padroni di tutto. Ma poi c`erano le sei. Le sveglie e i pendolari del cazzo. Ci sarà qualcosa da fare a quest`ora. A parte colazione? A parte quello. E divoravamo ogni cosa. Con una fame chimico-patologica che si finiva completamente tutto. Le droghe ad iniezione rapida per andarcene lontano più velocemente. Ma da cosa ce ne andiamo? Da tutto cazzo. E il mondo scompariva l e n t a m e n t e. Conoscevo una persona una volta che.. Che cosa? No, niente. La tua concezione del sempre che non arrivava al fine settimana. Le mestruazioni a ciclo senza fine. Come cantava qualcuno. Ma resteremo lo stesso insieme. Insieme? Chiedendoci che cazzo restava da mangiarci. Come i cani. Con qualche avanzo davanti. E un conto salatissimo a cui far fronte. Vorrei vivere al mare. Un giorno di questi forse. Ma cosa stai dicendo? Ma niente. Solo.. Mi piace sognare ogni tanto. Con le emozioni che mi hai dato che nemmeno se le prende la Caritas. Nei giorni che va davvero male. E quei centocinquanta tiamomanonposso che a sentirlo mi fanno incazzare ancora. Che cos`è successo dopo? E non rispondeva nessuno. Dicendo che ogni cosa parlava di te. E che darò il tuo nome all`oceano, che me lo ricorderà ogni volta. Sarebbe stupendo se fosse tutto cosi facile sai? Non capisco. Ma si.. Come da scriversi. Che viene da solo. Con una dolcezza diabetica. E quei problemi che diventano solamente qualcosa da descrivere. Ma poi passano. Con nuove parole e nuove complicazioni. Che verranno dimenticate qualche riga più avanti. E noi cosa siamo? Adesso parole. Parole e basta. Che verranno dimenticate.. qualche riga più avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2448853866922836963?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2448853866922836963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2448853866922836963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/la-tua-concezione-del-sempre-che-non.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2659619826823712013</id><published>2009-01-30T00:36:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:37:16.852+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CON I SOGNI CHE SONO DELLO STESSO MATERIALE DEL CIELO A GENOVA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservavamo discariche in pensione. Dal balconato in qualche piazza sconosciuta. E`stupendo vero? Non me lo ricordare. Scrivevo su qualche muro che avevi due occhi verdi grandissimi. Che da cinquant`anni non vedevano il mare. Credimi che arriverà domani. Guardandoci sempre meno. C`era qualcosa di stupendo che non ho mai dimenticato di te. Saranno le ore che passavano pigramente. Con il Brandy a mezzogiorno e un quarto spaccato? E`ora di pranzo. Non me lo ricordare. Ma lo facevi sempre lo stesso. Le nuvole restavano immerse nel cielo a rincorrersi. Come mosche ubriache. Facendo l`amore che sembrava di pestarsi per un posto in qualche concerto costosissmo. Quanto mi costa tutto quanto. Con una ventola spaccata in bagno che faceva un rumore odioso. Ma non mi ascolti nemmeno. E sentivo qualcosa rigarmi la faccia. Era la pioggia ci raccontavamo. Anche se c`era un cielo sereno da Riviera Romagnola in agosto. I miei pensieri e queste parole. Con un`oceano immenso che ci andava di traverso. Scaricando le nostre intemperie in circonvalazione la sera. Facendo come se non fosse successo niente. C`era un vento incredibile quando abbiamo scoperto un parcheggio. Che non avevamo mai visto. Con un profilattico usato e siringhe dismesse che ci facevano da pavimento. Regalandoti un centinaio di poesie. Scritte su multe e volantini del Bennet. Cosa sono queste? Arriveremo a fine mese cosi. Verso il due non sapevamo cosa mangiare. Spegni la luce che passano i carabinieri. Mi mancava carta per scrivere. Ci hanno rubato il posto per fare l`amore due cani abbandonati. Sarà che la luna ulula un pò ovunque. Dicevi prendendo a calci qualcosa. Con le grandi evidenze che vengono messe in vetrina. Insieme a pacchi e fiocchi di natale. Facevano vendemmie con i nostri dubbi e complicazioni. Sorridendo ovunque e in ogni foto. Che cazzo facciamo fino le cinque? E mancava davvero poco. Ho messo in congelatore queste parole stupende. Che scongelerò quando sarò meno confusa. Ma poi hai cambiato la cucina, casa e lavoro. Risparmiando sul metano verso Dicembre. Hai sentito? Scoppiavano cassoni di champagne nei caselli in autostrada. Mentre ci tagliavamo in grembo di qualche vasca. Con l`erba sintetica che ci crollavamo sopra sbronzi. E i tuoi occhi avevano una luce fortissima la notte. Lo sai? Ci fraintenderemo ancora verso Pasqua. Sussurravi senza vedere niente. Anche se quel continuo darsi non ti piaceva più di tanto. Andando in due sopra una bicicletta. Ancora doloranti dopo la prima caduta. E poi ci sono stati dossi e ponti. Manchiamo di tempo. Come quando qualcosa suonava nell`aria. C`erano i desideri persi in cielo. Guardando le stelle per prendercene una. Quale vuoi? Quella più grande. Distendendo uno sguardo sognante. Dici cose tristissime. Che non ho neanche mai pensato. E mi avresti portato a perdermi. Dentro di te. Mettendosi in equilibrio sopra le ginocchia. Per darsi un`occhiata diversa. Con i sogni che sono dello stesso materiale di cui è fatto il cielo a Genova. E quando piove. Resto in casa per non bagnarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2659619826823712013?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2659619826823712013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2659619826823712013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/con-i-sogni-che-sono-dello-stesso.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-1050033069530097026</id><published>2009-01-30T00:36:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:36:51.827+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;HO MESSO TONNELLATE DI SABBIA VICINO A DISCARICHE PER REGALARTI IL MARE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimaniamo con un dizionario in mano. Guardandoci in faccia senza chiedere niente. Come un`autistico in cerca del sogno che ha perso. Con l`odore del porto che ci passava attraverso. Cercando la parola meno dolorosa per dire che cosa? Niente e tossisco. Tossiamo quasi contemporaneamente. Con qualche droga che cola di traverso e la tua bocca. Che sapeva di fumo. Mettendo cemento a presa rapida sopra ai tuoi occhi che sembra Novembre. Preso in qualche bancarella Cinese in piazza del mercato a Monza. La tangenziale colma di macchine in coda verso le seidisera tornando da lavoro. Domandandomi se saremo tornati a guardare le clair de Lune. Che guardavano male e noi cessavamo. Facendo preliminari in macchina per confessare che c`era qualcosa che non andava. L`estate passata con il moschicida meno profumato della zona. Lo inalavamo come fosse la cosa più buona al mondo. Una droga. Evadavamo dal mondo che neanche ce ne accorgevamo. Poi è arrivato natale, assieme a pasqua e l`epifania di merda. Con la mano sognante che prende le cose e si nasconde. Basta parlare e facciamoci. Mi sussurravi. Mi dicevo da solo qualcosa d`impossibile. C`erano le occasioni in vendita a due passi dal centro. Dicendo cose bellissime nei miei pensieri. L`inverno scende piano con la nostra ventina di gradi a fine mese. Ma se arrivasse in fondo? Scrivevi sopra un vetro appannato. Ci asciugheremo la testa con il vento e di notte dormiremo in bare ghiacciate. Era stupendo pensarlo. E intanto giravamo di continuo. Scivolavamo verso luci deboli contro qualche frontiera. Ascoltando un suono malprodotto da qualche radio locale che prendeva male. Bella questa canzone. Provavo a pensare. Con parole Slovene miste a dialetto Polacco che non capivamo un cazzo. Ma suonava bene. Quante cose mi suonavano bene. Il nostro ingurgitare parole, pensieri e parole ed ancora parole. Lasciando che le malinconie s`asciugassero al sole in un giorno di Dicembre. Non passavano davvero mai. E ci fermavamo a pisciare in ogni casello. Guarda. Che cosa? Niente. Sembravano permessi di soggiorno che non venivano concessi quei momenti. Mi scatarravi un milione d`emozioni addosso. In un secondo. E poi basta. Sembrava brace che moriva su se stessa. Ma cosa me ne fotte. Pensavo tra me. Chiediamo a Dio di fare qualcosa. Ma ce ne dimentichiamo mangiando da qualche parte. Volevo tornare a casa. Con quei trecentocinquantamila metri da te. Ci stanno costruendo addosso due maschere di cera lo sai? Si. E non cambiavi mai espressione. Scrivendo una sottospecie d`amore. Che nemmeno credo di provare per qualcuno. Pensando a quando quest`estate andrò a importunare tedeschi in campeggio. Dicendo loro che mi stanno sul cazzo. Che tanto non capiranno lo stesso. Continuando a bere guardandomi strano. Le ZTL che mettono un cerotto al buco dell`ozono. Ci cadono in testa un sacco d`emozioni a fondo perduto. Mentre mi tremano dentro un sacco di persone. Sembrano qualche centinaio di cerini in Chiesa che bruciano. A S.Giuseppe o compagni. Volevamo fotocopiare anche i sentimenti con le industrie che non li producono da anni. C`era il ventennio musicale quando sono nato. E la musica mi spacca sempre il cuore. Chiedimi perchè non ti sento. A largo di qualche lido in Toscana. Guardavamo l`oceano nei gommoni in plastica rossa. Con i corpi consumati che si remano contro. Dopo aver fatto l`amore. Ci sono tonnellate di sabbia che ho provato a mettere vicino a Discariche di Sogni per regalarti l`oceano lo sai? Si e allora? Niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-1050033069530097026?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1050033069530097026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1050033069530097026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/ho-messo-tonnellate-di-sabbia-vicino.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4446733926137131448</id><published>2009-01-30T00:35:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:36:16.750+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;DANDOCI CAREZZE CHIRURGICHE VERSO L`ORA DI PRANZO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono campi di concentramento lungo l`A4. Grazie per avermi rovinato la serata. Mi comunica con un`occhiata. Dove cazzo andiamo Domani? Ci sono citazioni che non mi piacciono mi sussurri. Facendo l`amore in qualche discarica lussuosa. A Borgo S. Siro in pieno Novembre. Senza preservativo che prenderemo le malattie asiatiche. Scrivo una poesia seduto sul cesso in pausa pranzo. Che se non dovesse piacere a qualcuno avrei una scusa pronta. Osservandoci come cani morenti che combattono. Senza padroni che ci lanciano l`osso. Sono imbarazzata confessi a bassa voce. Quando nuda ho chiesto se volevi sentire canzoni d` amore o il mio respiro. Scopiamo e basta va bene? E c`erano istruzioni in cinese da imparare a memoria. Non sono mai riuscito a capire. Resteremo chiusi in casa fino a pasqua. Quando Milano e i suoi marciapiedi torneranno vivaci come prima. Con i suoi Tic del cazzo a mezzanotte e trentacinque. Neanche troviamo cocaina da fumarci. Dici con occhi persi in qualche pensiero. Attraversando una strada a senso unico per andarsene. Stavo scomodo a trascinarmici dietro. Chiudendoci in camere separate con un lucchetto a combinazione sconosciuta. Non abbiamo niente da temere noi. Dicevi da ubriaca mentre mi venivi incontro. Ci chiameremo domani forse. Con bava e vomito che ci andavano di traverso. Qualche passante ha chiamato il mio nome. Dovrei andare ora. Con le scuse a punta arrotondata per non farci male. E siamo in fase di Rem da mesi ormai. Ci siamo spezzati la vita e l`abbiamo ricucita a cazzo. Dandoci carezze chirurgiche. Portando sana disperazione in casa verso l`ora di pranzo. Facendo Roma - Siracusa dentro a un carroattrezzi. Che guardando verso il lungomare mi dicevi che sembra d`essere in un sogno. Ma era in bianco e nero. E le canzoni che mi piacciono le mettevano sempre quando passavamo sotto qualche galleria. Ci sono deserti rossi fuoco lontano sai? E tu mi chiedevi dove. Poi rimanevo in silenzio qualche minuto. Bevendo a forza qualcosa di forte. Non lo sò dicevo. Non lo sapevamo entrambi. Quale buon vento ci ha portato lontano? Mi comunichi con una lettera che non capisco. Come cazzo scrivi certe cose? E mi affacciavo a centotrenta in autostrada. Faremo dichiarazioni che finiranno senza nessun proclamo. Come mai? Ci chiedevamo. Tirandoci gomitate e qualche calcio sopra al materasso. Come fosse una Guerra. Ci alzavamo solamente per sussurrarci quanto eravamo stanchi e ubriachi. Che ore sono? E dormivo di nuovo. Ma mi sembrava la cosa più dolce al mondo.. Mentre rimanevo a scriverci su. " Hai due occhiaie enormi che osservano il mare muoversi.. E`una cosa bellissima vedere fra te e l`oceano la distanza di uno sguardo.. Che sembra entrare nei tuoi occhi.. Distendendosi su rive sabbiose e sconosciute.. Con l`orizzonte che si scuote nel vento.. Mentre la notte si rinchiude dentro di te.. Che sei sognante su quest`isola nel mare.. Dove perderei la memoria del tuo viso.. Per non doverti mai più ricordare.. Fra le braccia di un mondo perduto.. Nato nel momento in cui la tua voce si è persa.. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4446733926137131448?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4446733926137131448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4446733926137131448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/dandoci-carezze-chirurgiche-verso-lora.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-9019208371969304641</id><published>2009-01-30T00:35:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:35:47.185+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;DISCARICA DI SOGNI.. II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Erano passate le otto da qualche minuto quando arrivò vicino a casa. Come sempre mise l`auto nel controviale vicino al vecchio capannone industriale, dove non si fidava a lasciare la macchina praticamente nessuno, facendo una breve camminata fino all`ingresso principale. Con morbidezza prese l`ampio e rumoroso mazzo di chiavi che teneva unite grazie ad un portachiavi trovato in qualche uovo di cioccolato, di quando era bambino, e ne prese una delle più grosse fra l`indice ed il pollice. Bastarono due giri in senso antiorario dentro la serratura dorata per far scattare la maniglia. Entrato vide ad aspettarlo una minestra che fumava come una ciminiera, messa in tavola già da un pezzo, senza che ci fosse una sola mosca a ronzare in quell`aria silenziosa e proibitiva. Era una di quelle minestre che si acquistano nel banco dei surgelati, con tanti ortaggi, bocconi e patate, sistemati ben in vista sopra la confezione argentea. Ma era tutto un brodo, e a lui non piaceva. Ma cercava di mantenere un rapporto equo con l`impegno disapprovato che la madre ci metteva in cucina. Aveva anche cominciato a piovigginare da qualche minuto, ed il cane fastidioso del vicino prese ad abbaiare con rabbia, richiamando le bestie a riposo dei loro stessi vicini. Prese a nascere in meno di un giro d`orologio un`altisonante reazione a catena, che non accennava a voler smettere entro breve. Richiuse la porta e si allontanò dall`ingresso in maniera pressochè rapida, senza scusarsi verbalmente del ritardo portato, bandendo un`aria mortificata mentre andava a sedersi al proprio posto con il giaccone pesante ancora indossato. Non faceva particolarmente freddo in quello stanzone, nonostante il mezzo autunno che stavano affrontando, ma non voleva prolungarsi ancora e obbligare i suoi genitori a rimandare il sacro pasto serale. Come una cattiva abitudine aveva sempre lo stesso posto in cui andare a sedersi: quello messo appena accanto all`unica finestra della cucina, verso la quale guardava taciturno e con chissà quale pensiero per la testa, quando c`era un discorso al quale non voleva partecipare, o una frase compromettente alla quale non riteneva di dover rispondere. Situazioni che ne mettevano in risalto la personalità estrosa, cosa che ne richiamava spesso il malumore. Era uno di quelli che nei film fà il tifo per le spalle dei supereroi, era normale per lui mettersi in secondo piano rispetto la vita. Ma nessuno gli chiese come aveva trascorso la giornata, se aveva conosciuto qualche nuovo amico, o se era stato intervistato da qualche presentatore di successo. Sembrava che non interessasse davvero molto la cosa. C`erano tantissimi silenzi a contornare una frase sull`altra, come ad esempio quel nuovo paio di scarpe rosse acquistate al mercato Giovedì scorso, o sul fondo pensionistico di qualche ragioniere sconosciuto. Rimase a guardare le gocce d`acqua sporca che sbattevano rumorosamente contro i vetri appannati per un quarto d`ora abbondante, prima di prendere un secondo boccone di quell`impasto verdognolo versato nel piatto da sua madre. Dal sapore gli sembrava uno di quei piatti esotici sconosciuti ad almeno il novanta per cento dei propri conoscenti, che si mangiano una sera per caso e si pensa che siano davvero gustosi, ma che poi non si ordinano mai più durante i viaggi, preferendo sempre altro. Sapeva bene che ogni Mercoledì sera l`avrebbe comunque mangiato, come un`appuntamento sgradevole ed irrimandabile, era la sua condanna, la sua condanna settimanale durante l`ora di cena. L`odore forte di qualche spezia acquistata all`ingrosso cominciava a dargli un senso di vomito e sazietà. L`aveva appena assaggiata e si sentiva già pieno, come se fosse uscito da uno di quei bruttissimi cenoni pre-natalizi, esondanti di cibo spazzatura e parenti scomodi con buste regalo, a cui ricambiare con frasi d`amore e felicitazione per l`anno nuovo. Sarebbe stato un anno di merda anche il seguente, ma nessuno lo sapeva. Tranne lui. Se ne andò dalla cucina qualche minuto dopo, prendendo la ripida scalinata per salire in camera, con la scusante riciclata sempre più spesso, di un mal di testa improvviso. Gli rispose solamente la voce fredda di qualche giornalista stra-pagato del notiziario delle otto. Arrivato in camera chiuse la porta rumorosamente e si levò i vestiti di dosso. Doveva essere passata da poco l`una del mattino quando la suoneria del cellulare lo svegliò di soprassalto. Aveva continuato a piovere quasi per tutto il tempo, e ora quel piovigginare sembrava essere diventato un temporale vero e proprio. Non abbassava quasi mai le tapparelle durante la settimana, per lasciare che la luce del giorno entrasse dentro la sua camera al mattino presto. Con i camionisti e i barman che accodati a qualche incrocio lanciavano bestemmie gratuite per augurarsi un buongiorno. Odiava qualsiasi sveglia, e quel modo cosi naturale di aprire gli occhi era la cosa più bella di tutte. Con la voce impastata dal sonno sembrava quasi cercasse di mormorare qualcosa, mentre prese a cercare il telefonino sotto all`ampio e vaporoso piumone. Era lei. A fatica mise a fuoco le parole che c`erano scritte sopra l`impasto di quei led luminosi. I cambiamenti capitavano anche male da quando avevano deciso di non vedersi più, e non voleva essere rimborsato di quei cinque minuti di sonno che gli erano stati portati via. In quel momento gli tagliarono la strada anche un centinaio di pensieri, come le frasi d`amore che non aveva mai voluto dire, ma le inadeguatezze, le circostanze a cui girava intorno, pensava ci assomigliassero molto. Gli chiedeva se stava dormendo, come se uno che dormiva poteva risponderle un si. Ma rimise solamente il telefono sopra la propria pancia con un movimento indeciso, rimboccando di nuovo il piumone, e tendendo il muso al soffitto rischiarato dai lampi notturni. Si diceva che dentro di lui era un inferno insopportabile restare in quella situazione di stallo, rimandando le cose continuamente, senza la forza di riprovarci ancora. Rimase per quasi un`ora a pensare disteso, a quella sera che lei se n`era andata, prima di addormentarsi.. "&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-9019208371969304641?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9019208371969304641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9019208371969304641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/discarica-di-sogni_29.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6671112283026306916</id><published>2009-01-30T00:34:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:35:08.601+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;DISCARICA DI SOGNI.. I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Mancavano poco più di dieci minuti alle otto di sera, quando con il volante stretto e vibrante fra le mani sudate, tornava a casa per la tangenziale, rischiarata da qualche lampione ammaccato, con i suoni dei clacson e vecchie stazioni radio che prendevano male da sempre in quella zona. Con un piede tamponava frequentemente l`acceleratore, anche più volte in un minuto. Non poteva tornare tardi per cena, non ne aveva motivo, non lo aveva mai fatto d`altronde. Che si ricordasse, in cinque anni sua madre non aveva mai messo a tavola la cena ne un minuto prima ne tantomeno un minuto dopo le otto, quando tutti si erano seduti a guardarsi come un gruppo di operai FIAT ad una riunione per alcolisti anonimi, confessando cosa avevano fatto e soprattutto cosa non avevano fatto durante il giorno. Come un campanile puntualissimo che indovina sempre l`ora esatta, sia a natale che a capodanno, anni bisestili e mezze stagioni. L`aria calda che usciva dal ventolino della macchina sembrava uno di quei torridi e fastidiosi venticelli in pieno agosto, quelli che ti fanno venire l`emicrania e qualche reumatisma giovanile, e aveva ricoperto quasi completamente l`ampio parabrezza, che andava a strofinare di continuo con l`orlo del maglione abbondante che indossava sempre. Era uno di quelli che fanno le nonne coi ferri sotto natale, o almeno cosi amava raccontare, anche se doveva averlo comprato in qualche Prenatal o supermercato nel periodo dei saldi invernali. Non che fosse una cosa importante da dire o solamente da pensare, ma amava avere sempre una risposta pronta o qualche scusa accettabile. Quante cose per la testa. Se lo diceva davvero spesso nell`ultimo mese di Ottobre, facendosi un mondo di domande, a cui però non compensava con nessuna risposta decorosa. Era una di quelle persone che si credono particolari e che riescono a ricordarsi qualsiasi cosa, meno quelle importanti o che possono servire. Magari sapeva l`ora esatta in cui c`era stato qualche primo bacio o teneva impressi quegli ultimi momenti, in cui potevano entrare pensieri e promesse a condire ogni situazione. Ma era parte di lui limitarsi ad uno sguardo che racchiudesse ogni cosa, mordendosi le unghie come se fossero la cosa più dolce al mondo. Solamente le cose che diceva, proprio non riusciva a ricordarsele mai. Il rumore della sua macchina produceva da qualche settimana un baccano sgradevole e pulsante, sembrava che fossero gli ultimi chilometri di quella vecchia seicento di terza mano come diceva suo padre, presa da qualche carrozziere nella città vicina. Uno di quei rottami d`occasione, cosi come gli fecero credere i due ragazzi toscani che lavoravano durante il pomeriggio per il vecchio padrone della baracca, e lui senza troppe storie o pretese di rilancio, lo passò per un vero affare da incorniciare nel tempo. Non doveva mancare poi molto ad arrivare a casa, ormai aveva superato il polo industriale da sei o sette minuti abbondanti, e la radio a cassette cominciava a sintonizzarsi su qualche stazione sconosciuta: era il sintomo insindacabile che si stava avvicinando di nuovo a qualche ceppo tecnologico. Non doveva avere trascorso una bellissima giornata dall`espressione imbronciata e afflitta disegnatagli in volto. Sterzava di continuo rimbalzando da una corsia all`altra con un movimento meccanico e scattante, come se cominciasse a provare una certa fretta in quel suo rientro, che dopotutto faceva ogni maledetto giorno, portandosi appresso un bagagliaio di cattive notizie e pensieri ancora più pessimi a cui dare un nome. Doveva dare un nome ad ogni cosa perchè secondo lui ogni cosa doveva avere un motivo, una colpa, una leva su cui fare riferimento, fosse stato anche uno scontrino gettato per sbaglio, o una persona conosciuta per caso. Si mise anche a canticchiare preda del nervosismo un vecchio motivo che gli sembrava di conoscere mentre passava alla radio, ma si limitava ad un ritornello stonato e modificato a proprio piacimento, e per un attimo gli era sembrato di trovarsi davanti ad un grande pubblico di gala, intervenuto solamente per lui. Ma provava qualcosa di diverso e di inconfondibile. Come quando si sogna qualcosa che al mattino se ne và con il piumone di dosso, e quei maltrattamenti morali che riempiono la nostalgia di vedersi le nevicate invernali fuori dalla finestra di casa come quanso si è bambini. Sentiva un inadeguatezza fortissima nel valere praticamente nulla, o almeno poco rispetto a chiunque gli venisse in mente in quella manciata di chilometri che gli mancavano al confessionale casereccio. Da qualche tempo era nella posizione in cui non poteva esprimersi praticamente su niente, ogni decisione lui prendesse portava a nuove scelte, e queste a loro volta pretendevano che venisse data loro una risposta. E da questo punto ritornava sempre verso le cose più semplici e precedenti, incominciando ogni storia laddovè gli altri generalmente le finiscono. Credeva che ogni storia gli avesse portato via qualcosa, con le emozioni che rimangono impresse come marchi a fuoco sopra la pelle, e che quando si cade una, due, tre volte, non ci si riesce più a mantenere in piedi. Ma ancora una volta stava ritornando a casa con l`eccessiva fretta che si dovrebbe avere nel dimenticare qualcuno, verso le otto di sera, con le campane che gli ricordavano giorno per giorno, che ancora quattro ore e veniva domani.. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6671112283026306916?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6671112283026306916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6671112283026306916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/discarica-di-sogni.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-804361963407145039</id><published>2009-01-30T00:34:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:34:33.978+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;I MOMENTI CHE TRASCORRONO SONO LE COSE PIU`MALINCONICHE DEL MONDO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevamo che era tutto chiaro anche se non vedavamo niente. La foschia scesa a banchine verso l`autostrada. Con le tue mani a coprirmi la faccia in mezzo a qualche incrocio. Sentendo un pezzo poco orecchiabile per due ore di manovra. Con una voce che mi piace ancora meno. Che ho un orologio che mi segna le cinque di un mattino in cui abbiamo pochi motivi per andarcene a dormire. Con le cazzate che mi scorrono in mente. Giocando a raccontarci un desiderio ciascuno. Bevendoci l`anima a mezzanotte. Sogni d`oro un cazzo. Lo sguardo se ne và in pensionamento. Le mie cose che non bastano. Con quanto proviamo ad apprezzare ma che non ci rimane in tasca. Dicendo che l`hai visto nel Comma 1 600 - Bis. Che neanche ci crediamo guardandoci in faccia. Dimostrando le nostre intenzioni sacre quando facciamo un bagno al mese. Con l`astuzia dei cani che vanno a morire in solitudine. Disteso sopra a qualche sasso a Diano Marina in pieno Agosto. Ci riconoscevamo in ogni cosa. Meno che in una. E ci siamo spaccati. Facendo una mano di bianco in casa la penultima Domenica del mese. Con lo scambio d`organi Portoricano che sembra un vecchio film senza colore. Diciamoci cosa? Che scardinandoci poco a poco non troveremo niente? Le traversate continue verso nuove incontinenze. Umoristiche e non. Le cose poco importanti che sento pronunciare ma che non commento neanche. Che i commentatori dei cazzi miei sono in abbondanza. E Gino Paoli che si vedeva il Cielo in una Stanza. Sognamo diversamente la notte d`inverno. La Polizia mi dice che rischiamo l`arresto cardiaco. Mentre l`ambulanza brinda con Champagne scaduto per un nuovo anno d`incidenti, ricadute e comatosi. A me mi spiace che lo sento davvero in eccesso. Volandocene a Londra cantando: `Io vedo il cielo sopra a Noi.. Che stiamo Qui. Abbandonati come se.. Non ci fosse più niente. Più niente al Mondo` Scaldando un emozione con qualche fiammifero di cui avremmo fatto a meno. Con i nostri occhi che s`ammaccano guardandosi da vicino. Sembra la prima sera. Ci serve il mare per sognare qualcosa. Di nuovo. Andando a nuotare dove muoiono le balene che non lo sà nessuno. Sentendoci come se fosse la cosa più strana del mondo. Le nostre cose condivise. Guardare qualcuno e non capire davvero niente. Sono cose che succedono che ti piace raccontarmelo. Andremo in Romania a cercare casa verso marzo. Con quarantanove euro in tasca e una manciata di monete da metterci in culo. Dio è incompetente anche se non ci crediamo. Ci vorrebbe qualche nuova elezione. E i momenti trascorrono. Capendolo. Sono le cose malinconiche del mondo. Le cose che provo e che sono senza fondo. Rimanendoci cosi davvero per poco. Parlando. Che non mi senti nemmeno. Dormiamo in camere diverse. Pensandoci sù. Che dimenticare è come dare lo stesso nome. A Paesi e Piazze. Le censure nei sogni che facciamo. Che non conosco neanche il cielo. Con le mimose che nascono. Provando emozioni che bloccano anche la voce. Con le distanze e i ricordi che scorrono. La passione che si confonde. Con qualcosa di indimenticabile. Cadendoci ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-804361963407145039?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/804361963407145039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/804361963407145039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/i-momenti-che-trascorrono-sono-le-cose.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-565471153745481631</id><published>2009-01-30T00:33:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:33:58.950+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E LA COSA PIU`BELLA CHE M`HAI DETTO E`STATA UNA BESTEMMIA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono i motocarri e la municipale a spendere lacrime di benzina verde. Correndo incontro a qualche marocchino ubriaco con i suoi racconti d`immondizia. In qualche via non lontano dal centro. E lo fanno senza dare nell`occhio e durante l`ora di pranzo. Solamente per andare prima a casa. Con la bistecca a cuocere e un punto di satura verso le nostre discussioni. Facendo una pressione censurizzata sul mondo e sul mercato azionario che va A F F A R E I N C U L O. Con i missionari che si pastorizzano anche la cena. Sai che non ho capito un cazzo? Sembra un paradosso su cui farci una risata. Con due occhi che scappano e se s`incontrano non vorrei esserci mai arrivato. E cosi di nuovo e ancora. Ci sono le cose che ci fanno cagare. Raccontandoci che è cosi e basta. Che sussurrando ci diciamo che siamo sostanzialmente vuoti di qualcos`altro. I desideri che scoppiano durante l`immacolata. Con un DiSoRDiNe Geniale con cui analizzo ogni cazzo di situazione. Le immotivazioni concettuali d`ogni tua risposta che non arriva mai. Disinvestendo in ore di sonno per un`aperitivo verso le cinque di pomeriggio. Spaccando i maialini rosa di ceramica che non ho moneta in tasca. E mi prendo un cocaerhum con le rimanenze dei medicinali a metà prezzo. Dicendomi che un Democristiano ha mangiato un Mormone a Cinisello. Che te l`ha raccontato un amico. E che un amico suo l`ha raccontato in qualche cazzo di Bar sconosciuto. Che mi entrano in testa un`ondata di cazzate che non ci possono restare. E forse usciremo a cena verso fine autunno. In mezzo a una marea di cazzate. Che ci rendiamo conto che dire basta non è cosi facile. A A A e cercherò casa. Che lo scrivo canticchiando. Rinascendo come due cani cosicchè basterà osservarsi a lungo per capire il mondo. Chiedendomi se è una canzone. Che magari hanno composto anche male. Sporcando le reciproche e costosissime motivazioni che ci hanno portato a baciarci. L`inverno che mi dicevi di provare questa sera camminando insieme. Che c`era la macchina che ne segnava ventuno.. e.. cazzo. Coi barattoli che s`arruolano e le baracche da zingaro. Le consonanti a fondo perduto nei nostri occhi. Piantando le virgole in mezzo alle cose da dirci. E ci copriamo di constatazioni amichevoli a sistemare le cose. Con parole e sguardi che non vanno d`accordo. E la cosa più bella che m`hai detto è stata una Bestemmia. Che nemmeno ce ne siamo accorti. Guardando nel cielo. Senza chiedermi cosa l`abbia inspirato. Con la successione spaziotemporale di qualche sottobicchiere di troppo. E la nostra manomissione verso un momento memorabile. Che tu ricorderai con una Bestemmia.. Porco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-565471153745481631?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/565471153745481631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/565471153745481631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-la-cosa-piubella-che-mhai-detto.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6275741975320141160</id><published>2009-01-30T00:32:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:33:23.085+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LE MIE CONVINZIONI CHE LE DISTANZE SIANO UNA COSA BELLISSIMA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero morto che avevo ventanni ma non se n`è accorto nessuno. Contro le mercedes a benzina di qualche albanese ubriaco. Le Guerre che si raccontano nel pranzo aziendale. Mentre suonava un vecchio motivo dell`anno scorso in circonvalazione. Con un semaforo spaccato che dopo le undici di sera si accende d`arancione. Che in mezzo al parco c`è un tossicomane che brinda con vinaccio in cartone. Io che mi ci sistemo accanto. A cosa brindiamo? Che cosa faremo? Con cosa compreremo casa. Divorandoci pizze scongelate male con generose bicchierate d`acqua del lavandino. Che mi sembrava Champagne e andava bene lo stesso. Le maratone fra un`indovinello complicatissimo per capire qualcosa. Di te almeno. Con due occhi rossi da eroinomani in foto e i suicidi di massa davanti al centro commerciale. Le anoressie contro la pena di morte. Con i taxisti che si conoscono a memoria Milano. E un portapizza marocchino che per dueeuro e novanta ci darebbe anche un braccio. Come mai mi dici cosi? Che me lo chiedo come se fosse un concerto bruttissimo. Le cose che non capiamo. Le domande che ci facciamo e che non sappiamo risponderci. Le panchine sporche su cui ci sediamo a guardarci. Con una strana reazione chimica guardandoci in faccia. Che c`è un silenzio innaturale a precedere ogni mia parola. Mettendoci grazie e arrivederci al posto d`un addio. E i pensionati rompicazzo incolonnati verso la posta di Giovedi. La pensione del cazzo senza andare a lavoro presto. I sogni che sono prodotti serialmente da industrie con l`avvento della Destra. C`era una cosa su te che m`è piaciuta subito. Con mezza milano disoccupata senza le prostitute. Le cose importanti che potremmo venirci a dire. Chiedendomi che cazzo penso. Mentre ho cocaerhum in abbondanza nel sangue. La incuria nel vederci ancora e ancora. Con le concorrenze sopra le cose che succedono all`improvviso. Le cene di compleanno in vetrina. E le mie convinzioni che le distanze siano una cosa bellissima. Con il mio modo di scrivere senza andarci contro alle cose. Pensando ai nostri confini come ai bordi d`un aereoporto. Le lacrime nei corridoi della caritas. E poco tempo fà ci siamo anche conosciuti. Che non ero in condizione ma pazienza. Sorvolando a mezzanotte meno cinque una via deserta in centro. Dove non ci sei mai. I cantieri che vengono abbandonati. Uno spruzzino inzuppa un prato verde che non è di nessuno. Che conosco. Le castagnate comunali contro l`emigrazione e i massacri dei moscerini d`autunno. L`eclissi messa a coprire un ricordo che fà male. E non uscire la sera. Anche se dovevamo vederci. Noi e qualcosa che avevo in mente. Con le cose che cerchiamo. E le dichiarazioni pronunciate a bassa voce. Le emozioni che mi passi sottobanco. Con un contrabbando continuo. Nonostante le cose che passano intorno. Che vanno come Settembre. A un`anno di distanza. Le mani che si toccano. Con abbreviazioni continue nel nostro sguardo. Per uscire dal mondo solo un`istante. E poi ricascarci dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6275741975320141160?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6275741975320141160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6275741975320141160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/le-mie-convinzioni-che-le-distanze.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-1385088061646450074</id><published>2009-01-30T00:32:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:32:25.533+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CI DICEVAMO ANCHE CHE LE INDUSTRIE NON PRODUCONO L`AMORE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono alzato che nutrivo il bisogno di cambiare il mondo. Ma arrivata l`ora di pranzo mi era venuta solamente fame. E`martedi mattina e ci battezziamo con i buoni sconto del supermercato. Mentre le lavatrici girano praticamente sempre a basso consumo. Raccontandomi che hai comprato uno strumento che non sai suonare. Con la tua voce che firma questo silenzio come un`impiegato in vacanza. A Settembre anche i vacanzieri di fine estate tornano a casa. Con mia nonna che raccoglie i melograni rompendo il cazzo. E scrivo qualcosa che non capiamo. Con le bancarelle in corso Milano e i marocchini che dormono in fondo al marciapiede. I fusi orari venendoci incontro. E i ricordi che seccano. Le nuvole che ci guardavano. I mutui al pronto soccorso e l`accodamento autostradale. Sentendo le parole di coloro a cui non basta domani. Con le persone a cui tengono in cielo. E qualche motivo in meno per andare avanti. Che ci danno un passaggio solamente i tram arancioni. Con le suonerie staccate mentre mi porto fuori da qua. Le nostre schede di autocontrollo. E i concerti a regime emozionale. Con i domani dove andiamo? Un giorno prima di mandarsi al diavolo per sempre. E ti ho cercata dentro qualcuno. Da mezzogiorno a l`una e mezza. Con la pausa pranzo a protestare. Mentre la Cemar ordinerà qualche cassa di vino rosso. Coi tuoi occhi la sera in mezzo le luci. Mentre un pianista ci accompagna a dormire. Le tue lezioni di piano che non impariamo niente. Con le promesse che bruciano anche vecchi pensieri. E mi chiedevi derubami. D`ogni cosa. Con un Sabato al mese che passiamo a guardarci in faccia. Mentre le nostre rivoluzioni socialmente precarie smuovono qualche vecchio pensionato. Ieri c`era un sole caldissimo. Ci dicevamo anche che le industrie non producono l`amore. E non c`era neanche da fumare. Con un processo industriale che voleva ucciderci. Una costellazione di parole dentro la tua camera. E i compromessi a combinazione forzata. Pensando ad una situazione seriale. Con le domande che mi faresti se solo e se quando. Dincendoci insomma. Che sono poco convinto. Le faremo anche sapere. Quando ci diserberanno i desideri. E troveremo casa in centro. Con le emozioni che ci attraversano. Le cose che passano. Che ci sono bacinelle nei nostri occhi. E adesso dormi e non diciamoci niente. E s t i n g u e n d o s i P i a n o. Con le celebrazioni riposanti. Le pronuncie mandandoci via. E i momenti in cui disegnando nel cielo hai detto qualcosa. Che non ho capito. E siamo rimasti in silenzio. A disegnare ancora opere d`arte clandestine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-1385088061646450074?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1385088061646450074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1385088061646450074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/ci-dicevamo-anche-che-le-industrie-non.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-7310183779187721992</id><published>2009-01-30T00:31:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:32:02.661+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CON LE MERENDINE DALLE MACCHINETTE E I PONTI DISMESSI ALL`USO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E`sera e ci si mette in coda verso l`autostrada A4. Con le maschere di carnevale per proteggersi da un`autunno di supplemento. Coi turbamenti e le canzoni che ascolto continuamente. Mentre non faccio praticamente un cazzo fino un`altranno. I sogni che abbandoniamo la Domenica. E le promesse che se faccio canestro ci cambieranno la vita. Dentro a un cestino che svuoteranno puntualmente domattina. Almeno per i prossimi sessantanni. Di convinzioni e canestri che esondano di carta e cartaccia. Le conversazioni di catrame durante la messa. Che c`è il sole a mezzogiorno. Con vecchie insegne d`autunno che mi mettono in evidenza. Gira la rotonda e dopo vai sempre avanti. Almeno a duecento metri lontano da me. Cantandomi basta e basta e basta. Remember That. Con l`assicurazione che non rimborsa che ci facciamo male. Furto e incendio. Ventotto giorni e me ne vado per sempre. Incamminandoci verso Venezia. Che ce lo diciamo in ogni lingua del mondo come Pieraccioni. Ma non cambia niente. Che cosi e che adesso. Che i passi sono quaranta sempre indietro. Girando l`angolo da segarci anche i confini. Tanto ci sentiamo per telefono. E non capiamo praticamente un cazzo di tutto quanto. Le foglie che cadono mi dici ti ricordano qualcosa. E guardandomi capiamo che è autunno. Con le attese inumane e le nostre ipotetiche relazioni a stazionare nel guardaroba domestico. E non mi fai vedere altro se non quello che raccontiamo a fuoco basso. Che se non lo dici lo capisco lo stesso, e.. e allora cosa? Quanto mi costa tutto quanto? Guardandoci sconosciuti e misericordiosi che ci vengono addosso. Con l`aria di chi mi conosce guardandomi bene. Che col fumo in bocca mi sembri diversa. E le parole che ci diciamo con quei cartelli dei lavori in corso. Che siamo in ferie da un anno. E il quindici agosto mi dici andiamo al mare. Anche se piove e piovono cazzate dà ogni cielo. Le lattine che abbiamo lanciato dai finestrini. A ricordarci le montagne di notti che non abbiamo neanche dormito. Pensando a noi. Mangiando le merendine dalle macchinette e i ponti dismessi all`uso. Le mani che scendono a cercarsi. Risparmiando sul riscaldamento e sui lavavetri marocchini. Sui grandi concerti e le cene di compleanno. Che ci mangiavamo praticamente ogni cosa. Con quella fame chimica di te che non mi ricordo altro. E viceversa. E viceversa un cazzo. Le zanzare in agosto che mi stanno mangiano debolmente. E i caselli che a passarci mi viene quasi strano. Con le indicazioni ad andarmene e i consigli a bassaquota. Che alitalia li ha messi in mobilità dà un anno a questa parte. E i sogni che inseguo e non mi bastano. A sfamarci anche domani. Con il cappone che a natale sarà in vacanza al caldo del forno di qualche americano. Con il sangue e le arance che a ferirci siamo diventati una cosa sola. E dico una cazzata che ci ridi sopra. Non la pensi nemmeno ma poco importa. Ti ho detto decidi e l`hai fatto. Ti ho detto ogni cosa ma ogni cosa ha portato a questo. Con il microcosmo per i giorni noiosi e l`autoabbronzante nuovo. Che guardando nei titoli di coda nemmeno mi trovo scritto. Come quei fumettisti che si mettono almeno con un`asterisco o uno scarabocchio in stampatello. E l`antifascismo in posta fra i macellai e gli operai della fiat. Con l`artrosi mattutina e il tuo stipendio virtuale. I pensieri e i sogni. Le vacanze pensionistiche ad alto riciclaggio. Pettinandosi male per andare a farsi al cesso. Mentre ti racconto che me ne vorrei andare in Tibet. Ma non sette anni che l`hanno già fatto. Magari meno. Magari in compagnia. Meditando su come meditare. Che in caso ci rompessimo le balle meditando anche su cosa dire per andarsene. Con le ragioni per i tuoi non amarmi. Con Aleandro Baldi che almeno ci ha fatto successo. Con tutte le sue parole e i pensieri. Le notti che mi chiedi a cosa penso ancora. Mettendoci anche le dita negli occhi per non vedersi. E l`autoradio a palla solamente per non sentire altro. Che ricadiamo dai caselli e le tubature che perdono a dirotto. Ci cadono addosso con le cascate e le chiuse d`inverno. Le tue cose. Con le buste paga che mi ricordano pescara. Le canzoni che ascoltavo prima d`andare a dormire. Vi si augura buonanotte. Pensandosi come si pensa a una stanza buia. Mettendoci d`impegno per i nuovi auspici. Con le tue mani che mi erano davanti. E duecento euro in beneficenza a trenitalia per tornare a Milano. E tu e domani non posso. Con un aereoplano che si incastra nel cielo. Giocando a contare le stelle. Che poi qualcuno dei due si perde sempre. E si ricomincia da capo. Ancora.. e Ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-7310183779187721992?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7310183779187721992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7310183779187721992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/con-le-merendine-dalle-macchinette-e-i.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-5630057741205529258</id><published>2009-01-30T00:31:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:31:28.253+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LE COSE CHE DICO E CHE CI PIACCIONO TANTO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo pronunciati per la seconda volta addio. Davanti la stazione con le macchine in folle e due frecce accese. E c`erano le pagine dei metrò con i leggo che ci facevano da pavimento. Mentre le radio in Corso Genova non mi stonavano mai la stessa canzone. E cantano male. Cosi male che m`incazzo per qualcosa che mi mandi. A distanza di sicurezza. Dai cardiopatici che sono a dipendenza antibiotica. E mi mordo le mani mentre compro un giornale tanto per guardarne la copertina porno. Che di domenica girano solo le euro due. E Torino e Torino. I carri di competenza e le ambulanze a luci spente. Coperto da immagini coi poster di modelle anoressiche che fanno pena. Mentre comincia anche a piovere. E mi racconti che da domani cambi vita e che hai comprato un cane. Povero bastardo penso io. Con i miracoli economici e i venerdi neri. Le orme dei parlamentari in parlamento. Guardandoci nel penultimo tramonto del mese che se ne stà andando. Ognuno per i cazzi suoi. Con le insegne dei negozi e le persone che corrono a nascondersi dal brutto tempo. Che mi accontento a smettere di pensarci. Riconoscendosi anche col telefono spento in mano. E i momenti che ho passato fra i tuoi corsi. E domani noi e i nostri concerti psicotecnici. Tu e due anni che mi sono trascinato via. Passeremo a trovarci quando sarà primavera. Con le parole ricopiate da seicento sentimenti inscatolati. Che abbiamo confezionato male. Che a contarle mi esce un numero al cubo con un centinaio di zeri. La mole antonelliana e i musei e mi racconti che non sai cosa lasciare. Che eri immensa e non potevo perdermi dentro a condomini e crocerossine. Ci siamo pronunciati che magari restavo. Con le nostre promesse a chilometri da circonvalazioni e centri commerciali. Che chiudono la notte. Le persone che lascio e le cose che mi mancano. E l`alzabandiera che non facevo mai tardi. Con i giovani circensi che lavorano in nero e qualche panino con il salame a due euro e novanta l`etto. Ce lo regaliamo anche. Facendo indigestione con le cazzate che siamo a raccontarci. Rompendoci le costole mentre ci abbracciamo. Con i mesi che passano e le serate che mi imparo a memoria. Quando in camera cantavamo una canzone in rumeno. Che non ci capivamo mettendoci la mimetica addosso. Con lo scollo al contrario e lo scarpone non lucido. Le inondazioni dei cazzi miei e un mezzogiorno che non suona la chiesa. E dormo sopra le cose importanti. Come back Semptember. E mi segnavano le quindici e qualche minuto. Che scappavo a sessanta all`ora con qualche borsone verde. L`aria profumata da benzina e moschicida scaduto. E i continenti a cadermi di mano. Vendendoci a buon prezzo i container polacchi. Con le lame a fare i fiumi che ci divoravamo. Adesso non mi ricordo bene. Ma è cresciuto senza promesse. E qualcosa. Domani ci si vede. I corridoi. Noi che ci lasciamo. Ci disperdiamo dentro a questo mare. Le cose che dico e che ci piacciono tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-5630057741205529258?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5630057741205529258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5630057741205529258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/le-cose-che-dico-e-che-ci-piacciono.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-9187159304217553112</id><published>2009-01-30T00:30:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:31:02.565+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;MENTRE HO PERSO UNA LETTERA SU CUI AVEVO SCRITTO UNA COSA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gridiamo senza fiato contro il mare a Settembre. Con le spiagge che sono cambiate in private. Imbevute dai nostri discorsi su domani. E domani mi chiedi cosa. Che le bestie sono ormai domestiche. E lo zoo mi sembra sempre disumano. Con Berlino che và a fuoco. Con i miei occhi che s`incendiano. Mentre duecento cinesi di merda ci fotografano sorridendo. E mi sono insabbiato la macchina. Con il mare che trabocca dai miei occhi. E io che ti osservo. Senza riuscire guardare l`orizzonte nel tuo sguardo. Con i suoi giorni mossi e le poesie sprecate. Con le nostre mani arrese che si lasciano cadere. Su quei mucchi di sassi su cui abbiamo fatto l`amore. Con le mie domande che ce le siamo perdute. Solo perchè ci piacevano tanto. Che me le dico sempre meno spesso. E mi racconto che vorrei vivere al mare. Guardando verso il sole senza pensare a niente. E la sera che ci ammazza e mi divora. Con la sabbia anche d`inverno dentro ai boxer. E le tue mani. I tuoi occhi. E tutto quanto. Prestando a qualcuno il nostro tempo indeciso. Che se non lo prende nessuno va bene lo stesso. Con le macerie di fumo e spume sotto al mio mento. Cercandoci in un posto dimenticato che non conosciamo. Trovando qualche luce in una caverna sperduta. Dove ho lasciato una marlboro usata a spegnersi. Con una mezza poesia vicino un ramo. Dove si facevano cuori e pensieri con le mani. Ricordandoci che a Milano credavamo che l`amore è per sempre. Credavamo che ogni cosa è per sempre. Sopra la mia isola che è in mezzo a niente. E l`orizzonte del mare che non sappiamo come spiegare. Come dircelo senza rimanerci male. Con le braccia spalancate a prendere l`oceano. Mentre le onde radio mi cadono addosso. E continuano a entrarmi dentro. Con la sveglia scarica che suona la notte. E rimani con la bocca chiusa per non sussurrarci niente. Che la canzone che ti dedico suona ogni mattina. Con i baci che non vuoi dare. Facendo anche benzina per non rimanere senza. Senza te. E mentre dormiamo ci manca anche il respiro. Senza andarsi contro in momenti come questo. Che se pensi a qualcuno non sono io. E mi domando in cosa consiste questo. Mentre ho perso una lettera su cui avevo scritto una cosa. Che amo solamente due cose: Te e il mare. Anche se l`oceano è immenso mi riempite nella stessa maniera. Con i nostri vicini in Corso Roma che urlano come pescatori. Che navigano su barche poco sicure. Stringendoci anche lo stomaco per la fame. Che divorandoci non basta. Con il suo silenzio e la tua voce che cantano insieme. Ricordandoci dei nostri dieci minuti a parlare. In mezzo a duecento persone. Che ho provato a chiedertelo d`andarcene via. Senza alzarmi presto per rompermi il cazzo. Con le staccionate che ho piantato sopra la sabbia. Tenendo lontano anche il vento. Per paura che potesse portarci via. Che trascinasse con lui le mie parole, il mio mare, e te. E mi rema contro una certa dimenticanza. Con i tuoi sbalzi d`umore che rivoltano anche la luna. E mi hai detto di no. E i baci che mi hai mandato che hanno sbagliato casa. Le promesse fatte in una sera che preferisco nera. E l`autunno che poco a poco divora il mondo. I lampioni non accesi che mancano a bordo mare. Che i miei pensieri a giorni ti piacciono. Mentre i nostri occhi non vengono mai da questa parte. Dandoci come regalo per non vederci nemmeno un`anello. Fatto con plastica e carta stagnola. Bevendo per non pensarci. Che mi dispiace se ora stai male. E che è solo un momento te lo dice chiunque. Davvero chiunque. Con l`isola che rimango a immaginare. Senza che serva ormai dire niente. Con i miei sguardi che pesano e non capisci nemmeno. E c`è sempre casino a natale. Con il modo in cui pronunci male qualcosa. Sorridendo e sputando del fumo. Fra i mezzi che prendo spesso e le mezze parole parlandoci chiaro. Dicendole in aramaico, francese e napoletano. Senza potersi lamentare per questo. Rimanendo indecisi davanti al tuo modo di esprimerti. Senza mai venirci a chiamare. Con i giorni che ho lasciato due ore fà. Con i bar lussuosi che mi chiudono davanti. Che ci abbiamo fatto mattina. Con le mie lettere che in fondo sono sempre uguali. E dovremmo andare contro a questo mare. Le incomprensioni, noi e vent`anni che ci navigano dentro. Mentre il tramonto muore e le stagioni si spengono. Con i fiumi che mi scorrono in testa. L`orizzonte industriale che sei delusa da qualcosa. E che senza motivo mi sembra una scena d`un filmaccio dentro un congelatore. Le domande del cazzo, la mia voce al telefono. Che suona ma non rispondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-9187159304217553112?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9187159304217553112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9187159304217553112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/mentre-ho-perso-una-lettera-su-cui.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-8064539651009504987</id><published>2009-01-30T00:30:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:30:35.578+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;UN MOMENTO ESAGERATO, ESASPERATO E BELLISSIMO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi racconti che una canzone ti ci fà pensare. Con parole che canticchio e che nemmeno capisci. Ma io le conosco bene. E che quando piove tanto la circonvalazione s`inonda lo sò bene. Dicendoci in italiano qualcosa d`incomprensibile. Guardandoci anche male. Senza restare in un silenzio da traversata autostradale. Come i tuoi occhi la notte. Guardando verso un cielo nuvoloso come se fossimo a Montecarlo. Rompendoci quei ricordi per sempre. Pensandoci come ciccatrici che non sanno chiudersi. edendoci maldestri. Cominciando anche a riderci contro per cazzate. Puntando la sveglia scarica per non alzarsi di Lunedì. Con quel ci vediamo domani. Che mi è suonato quasi male. Che l`amore è un mostro. E a condanne ci ammazziamo solo i neuroni. Con le code continue senza passare dalla cassa. Che ero fradicio di alcool e forse ti avevo vista. E dieci acquisti nemmeno li ho presi. Disinnescando la mente. Inventandosi scuse per celebrare un momento memorabile. Salvandoci dal suicidio del mezzogiorno. Divorandomi la pioggia e il catrame lucido venendo da te. L`altra sera. Raccontandomi che ero un giovane rivoluzionario tossicomane. La persona che se ne và. Che se ne và nelle storie d`amore. Che se ne và perchè è stanco. Intanto stasera me ne vado ancora. Domani ancora non lo sò. Marciando sul mio rimanerci male. Senza bruciare anche se ti sento cosi fredda. Chiedendoci chi aveva un`orrendo cappuccio dei due. Mentre le lacrime cadevano anche nei corridoi del GS. Cercando di tornare per mezzanotte. E mentre ci abbracciamo le zanzare ci divorano. Con quei messaggi chiedendoci come ci va. Che se non va bene un cazzo un ma si è uguale. Imparando a memoria anche la forma delle tue mani. Con le colonne sonore per disperderci dai pensieri. Le canzoni che ti piacciono. Le cazzate tristi a cui non facciamo meno. Comprandoci dei sogni che non sono solamente ambizioni. Con quei sessanta milioni di euro che non abbiamo. Che camminando da solo a Milano pensavo a te. Ai venditori di santini e lotterie in piazza duomo. Come se ce ne fottessimo e non pregassimo abbastanza. Anche se sono agnostico e vaffanculo. Da un anno non capisco praticamente un cazzo di cosa mi dicono. Come mosche ignoranti. A morderci il culo in camera mia. Prendendo a calci anche il mare d`autunno. Malinconico e bellissimo. Come il silenzio o forse di più. Senza catene o bagni improvvisati all`alba. Solamente i tuoi occhi e il mare che li riempie. Con le fiaccole che invece di illuminarci ci hanno diviso. Con un mare intero a disposizione. Ma senza tempo per visitarci. Chiedendomi cosa mi esce dalle mani. Mentre chiamo il dottore dieci volte all`ora. Con la nebbia fuori dal finestrino che non ricordi. Che non ti ricordi. Chiedendo una cosa a bassa voce. Come se avessi paura. Doveva essere la cosa più bella del mondo. E sembrava d`essere dentro un film in bianco e nero. Ma non c`era nessuno a guardarci. Con le merendine e le 66cl che sarebbero state scomode. Che volevo fotocopiare il tuo viso. Mentre pensavi certamente a stamattina. Chiedimi quanto mi manchi. Chiedimi quanto mi manca ad arrivare da qualsiasi parte. Lasciandoci trascinare dalle emozioni d`altri. Senza pensare a noi. Con i nomi che dimentico sempre. Che il tuo me lo sono scordato solo la prima volta. I continenti sono sempre lunghi come l`orizzonte. Accorgendoci che è arrivato ancora Settembre. E che ieri un`anno fà ci siamo scambiati l`ultimo bacio. Un momento esagerato, esasperato e bellissimo. Con le poche confidenze e le cose dove non ci aspettavamo. Augurandoci buon compleanno, buon natale e buon inverno. Tuttoinsieme. Con l`autunno che se lo divorano le incomprensioni. Prendendo un treno in fretta non pensandoci. Che incrociandoci le mani mi hai di nuovo legato. Con i nodi e le giornate che passano. Che quando ti domando d`andarcene mi dici sempre no. Che adesso non puoi. Anche se i paesi bruciassero. Con le domande a cui non credo neanche io davvero. E i sentimenti a fondo perduto. Che ho l`inesperienza necessaria per sognare ancora. Chiedendoci se siamo felici come chi prossimo a morire. Che non andremo mai a vivere a Venezia. Pagandoci da mangiare con un centinaio di parole al mese. Con i caucasici di merda che mi guardano male. Mentre ci facciamo sentire le mani addosso. Pernondimenticarci quasi completamente. Come quando sentivo il tuo profumo a undici ore di strada. Nonostante le parole con cui siamo rimasti. Nonostante te. Con la maratona provinciale. Guardando un vetro malconcio. Mentre si contempla un bicchiere enorme. Che se era mezzo vuoto me ne fregavo il cazzo. Coi lampadari e i marciapiedi di Praga che non abbiamo visto. Mentre chiunque dormiva. E io che continuavo a sognare. In mezzo ai concerti dei clacson. E le canzoni a cui ora penso spesso. Mentre in coda tornavo a Torino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-8064539651009504987?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8064539651009504987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8064539651009504987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/un-momento-esagerato-esasperato-e.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-8038998363401611895</id><published>2009-01-30T00:29:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:30:11.282+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CON LE DISTANZE DI SICUREZZA CHE SEI BRAVISSIMA A RISPETTARE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mi dici non ci pensare che tra nove mese è di nuovo Agosto. E anche a natale che è sempre la stessa cosa. Con i campi di mimose e l`aborto contro la chiesa. Con i dizionari in mano per imparare ad amarsi. Che magari tornerà a servire quando passerà l`autunno. Con le luci dell`accendino che hai comprato andando via. Da dietro. Senza sbattere la porta. Lasciandomi con un due euro usato e qualche delusione. E ce lo siamo passati di mano fino adesso. Fino a che non era caldo e lo potevamo sentire in due. Scrivendomi anche in faccia cosa sento. Cercando di capire che non abbiamo mai avuto la stessa espressione. E`che guardandomi allo specchio non mi sistemo solo i capelli. Che fanno schifo uguale ma pazienza. Facendoci foto una sera senza un cazzo da fare. Facendo le facce stupide per ricordarci dei simpaticicoglioni a l`una di notte. Che poi non ci passava un cazzo e facevamo a turno al cesso. Prima io. Andavo sempre prima. E correre in autostrada senza venirci incontro. Mangiandoci la cocaina per anestetizzare ogni male. Le auto in rottamazione e i nostri discorsi. E sussurrandoci a duecento metri di distanza ho finito la cartaigenica. Con il capo stazione che mi dice di muovermi. Che i treni in partenza si prendono una volta sola. Senno mi toccherà farla in taxi o con l`autobus anche se ci si mette davvero troppo. E mi dici non ci pensare che troverai qualcos`altro. E che di belle parole me ne faccio un`overdose. Con i cartellini falsi per entrare in ospedale. Facendoci dei raggi per guardare cosa c`è dentro. Amandosi senza lasciare le impronte. Come quando te ne vai che non sò come cercarti. Facendo il bagno nei canali di scolo a Venezia. Con la polvere che ci piove addosso. Che sembra di essere ad un rave di pensionati. Con un catetere a sette euro e l`aspirina che me ne viene solo cinque. Che non ho più moneta e me ne vado fuori. Bruciando le bandiere dei miei ventanni lungo l`A4. E ci volevamo derubare del mondo. Con i cani scaricati che mettevamo sotto per non farli stare male. Dicendoci che domani è comunque domani. E che forse brucerà meno. Con le mentine per il mal di gola. E mi racconti che hai visto il cielo entrarmi in casa. Con dei souvenir da Amsterdam che continuano a scorrerti dentro. E i cazzi nostri che fanno audience anche in Spagna. Mentre compongo male un pezzo della mia vita. Mettendo i mattoncini al contrario. Con la colla che ci appiccica male. Scopandoci le puttane dal finestrino dell`auto. Mentre i carabinieri ci vengono incontro. Con le distanze di sicurezza che sei bravissima a ricordare. Dimenticandomidite mentre faccio un discorso strano. Mi manchi che mi mancano anche i pavimenti. Con i pezzi di alluminio dentro la biancheria. E i senatori e i giovani scrittori ubriachi. Che se eravamo dentro un film adesso ti dicevo che ti amo. Ma siamo qua e non diciamo niente. Risparmiando le cazzate sui sentimenti e tutto quanto per l`anno prossimo. Senza i preservativi e la tua voce fiscale. Che se venissi da Parigi non cambierebbe niente. Poi chissà che cazzo faremo. E vorrei prendere una casa da seicento euro al mese. Con le occhiaie che ti donano. Mentre mi domandi se ho voglia di scopare. Sdraiandoci accanto con i cuori arresi. E la fronte sudata la notte. Facendo un`amore che fà male. Mentre i lavavetri albanesi lungo la strada lucidano i miei occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-8038998363401611895?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8038998363401611895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8038998363401611895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/con-le-distanze-di-sicurezza-che-sei.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-8465207710566778133</id><published>2009-01-30T00:28:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:29:11.142+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;E PER PIACERE, PRONUNCIAMI IL TUO NOME CHE ME LO SONO SCORDATO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ci veniamo a sussurrare che dobbiamo trovare dei sinonimi alla nostra storia. Che anche se non esiste me la cerco d`inventare lo stesso, facendomi spazio in quello che non è bastato. E`che non c`è nessuna storia, e non riesco a trovare un sinonimo per questo. Coi pensieri che pasticci male dentro al piatto quando si pranza a l`una. E i tuoi occhi. E i tuoi occhi che me li penso sempre. Giocando anche con i ricordi perchè non mi resta che provarci in questo modo. Con i compromessi sui cieli abbandonati e sui pacchetti di natale. I rumori del piano in mezzo al fumo che mi sputo addosso, con le nostre decine di canzoni per non perderci. Dando nuova luce alle tue emozioni. Come quando non te l`ho mai detto, e facevamo apriscatole di cartone con i nostri cuori. Inseguendoci come insetti notturni che non si vedono fino a mattina. Ho messo anche la carne a scongelare, un`anno prima di accendere il fornello. E`che ora mi sembra quasi male abusarne. Dove ci rinchiuderemo e cosa ci daremo, che non te l`ho neanche chiesto. E le mie parole e i pensieri, emozioni e i consigli, indiscrezioni e i chiarimenti su cosa provo, che me ne fotto il cazzo. Restiamo insieme solo questa notte che domani me ne vado lontano. Guardandoci dal finestrino sporco del nostro silenzio, consumandoci per la fretta d`andarsene. Impressi in un`istante d`orologio e basta, mentre ci dicono di rimanere a casa almeno un`altra ora. E i tuoi cos`è sta roba. Che non mi capisci nemmeno, nemmeno se ci provassimo tutto l`autunno. Guardandosi per due sere consecutive queste vecchie puntate. Dopo che sono tre maledetti mesi che non ci pensiamo un cazzo. Le promesse coniugate dentro a prospettive su cosanesaràdomani, che le lascio a chi si compra l`amore con un`anello. E`che a me non mi serve in questo modo. Mettendoci il preservativo per preservarci da nuove ondate di non sò cosa. Con le macchie di quando ero distante, e un contributo a non pensarci che non verso mai d`inverno. Con le macchie di quando ero distante e di come lo ero. Addormentandoci in primavera con i condizionatori accesi. E guardarci come l`ho fatto io che mi sembrava di entrarti dentro, con le mie mani sempre occupate a salutarci. E per piacere pronunciami il tuo nome, che me lo sono scordato. Con la musica a manetta e non lo sento nemmeno bene. Andandoci per una notte bene lo stesso, così da non sapere come cercarsi. Che non capisco praticamente mai un cazzo. E le televisioni che sono sincronizzate male. Mescolando le descrizioni di questi momenti, che mi sento immensamente ignorante. E c`è sempre, c`è sempre. E i nostri sentimenti giovani che dicono sembrano fotocopie. Se le lune che cadono sono come te, e lasciano l`ombra di qualche desiderio. E domani ritorna Settembre e ci lasceremo sui bordi dell`autostrada. Senza parole e neanche arrivederci. Guardandoci e muovendo un poco la mano. Con le sere d`estate che sono ormai concluse, e i tuoi occhi.. Che ora vanno avanti sulla corsia d`emergenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-8465207710566778133?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8465207710566778133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8465207710566778133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-per-piacere-pronunciami-il-tuo-nome.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-5879868506378219383</id><published>2009-01-30T00:28:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:28:28.442+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E I SENTIMENTI SERIALI CHE TANTO APPREZZI, SOTTO LE SCRITTE DEI BAR AD ANCONA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I buchi dentro le pareti li ho tappati con dei ricordi. Con una dolcezza alcolizzata, che scorre come un bicchiere di chiodi. Fra le lune riverniciate che non scendono la notte di S. Lorenzo. Rimanendo per vent`anni narcotizzati a sognare. Fra le betoniere di catrame che mi trascino contro. Innamorandoci a Venezia o dovepiùtipiace. Dietro le arcate a porta Romana, come viene di nuovo l`estate. E poi in casa non c`è neanche da mangiare. Che nessuno ha tempo di pensare a queste cose. Come le commesse e i parlamentari sessantunenni, che si chiudono nei cessi a pranzare male. Annusando l`odore di un sole che tramonta lontano. E`che nel sessantotto non era lo stesso. E ora compriamo le medicine che costano meno. Accendendo una lampadina a basso consumo, mentre faccio le maratone e tossisco all`impazzata. Che a volte mirusandosi a sguardi non mi conti neanche. Insieme a chi contento che finisca davvero male. Cosi che mi lascia qualcosa da scrivere, una persona a cui pensare. Un`arrivederci cosi calmo da spaccarmi in due il cuore. Che mi mordo anche le mani cercando di non capirti. E ho mandato via un`emozione di cemento. Spegnendo le lucciole e la televisione incendiaria. Con una calamita radioattiva sopra al cuore e una manciata di domande. Con poca voglia di farle. Sparando le provviste per l`inverno dal balcone, insieme alle luci di natale. Che forse brucerà quello che è mancato ad agosto. E mi sanno di sera i tuoi occhi. Mi sanno sempre di sera. Anche se era ora d`andarsene e avevo un mal di testa antibiotico. E la tua voce che quasi me la dimentico. Facendo l`amore sopra ai cuscini in alluminio mentre la Milanobene è andata in ferie. O in parco Sempione a maledirsi di canne e poesie. O facendo l`amore e basta. Dietro le insegne meno luminose dei benzinai lungo il Ticino. Camminando sopra le siringhe usate del Beato Matteo. Stuprandosi anche il fondo del bicchiere che non è certo di meno conto. E che ci percorrono metropolitane con quello che ho scritto. Ma nessuno che se le vuole comprare. Con le nostre discussioni immateriali sui sentimenti ci facciamo derubare da Tim e Vodafone. E mi fanno un monumento di cartone nel mio intestino. Disegnandoci le camicie di forza ai carroarmati Russi. Che mi suonano come la schiuma nel cappuccino o un basso che accordo male. E`che ormai mi ci sveglio insieme. Fra i nostri discorsi in silenzio stampa da sempre. E a settembre comunque ci sarà da cambiare casa. Suonando i campanelli dove non ci abita nessuno, per svegliare qualche gatto. E non sò neanche bene come ci sono finito. Ma è un continuo di questa notte insieme che non c`è. Facendo tardi che la domenica mattina non esiste più. Con una manciata di spiccioli e un pacchetto di marlboro in cambio. Che non fumo nemmeno. I venditori di tutto ai semafori. E sorridi dietro la scia del fumo in cucina a cena. Come vasche che si perdono dai bordi e noi che ci nuotiamo in mezzo. Con due radio accese in mano, senza sapere che farci. Che suonano anche male, e allora ce ne liberiamo. Ma sarei comunque io a farmi male. Con radiomaria e i rumeni che fanno la coda. A parlare di magrezze che non mi ci trovo nemmeno. Fermandosi a tutti gli autogrill in autostrada per fare colazione la mattina rientrando. Che non ho fame ma va bene lo stesso. Constatandosi un bel niente fra vendemmie di domande. Che ci vediamo domani non te l`ho più detto. Sputandoci fuori ad ogni sorso. Bevendoci a sorsate calde che ci siamo scordati di metterci in frigor. E il tuo corpo, il tuo viso e i tuoi occhi. In autunno dici che non c`è mai la nebbia in tangenziale. neanche respirandosi cosarimane di me. Che i tubi di scappamento a Torino fanno sempre meno chiasso, inciampandosi addosso per non guardarsi mai più in faccia. Scambiandosi fiammiferi che si sono già consumati. A gettarsi acqua da un monolocale al secondo piano in centro, con i muri di fabbriche lunghi come l`orizzonte. Cibandosi dei nostri avanzi. Che come un muratore provo a costruirci qualcosa. Ma è da un`anno che mi sono messo in malattia. Con i miracoli di catrame che li faccio solo scrivendoti. Scrivendoci di brutte poesie, come chi ha composto e se n`è andato. Tra l`altro domani sera sono ancora in questo posto di merda. Festeggiando con quello che rimane delle quattro del pomeriggio e croste di pizza al formaggio. Festeggiando cosa rimane delle mie vacanze. Che a pensarlo non me le ricordo nemmeno. Spuntandosi i capelli a mano con una bacinella arancione. Che si vestono anche male in passerella. Mormorandoci qualche cazzata. Pagando quarantuneuro dentro ai tombini di corso Francia. Dietro la caserma e dentro a qualche vetrina sporca. Che nonsonocomemivuoi. E le cosi le mandi lontane e dopo non c`è più niente. Che nonèora, che nonèqua e che nonèadesso me l`hanno già detto. E me ne sono fatto un`overdose. Come quando me lo dicevi prima d`andare a dormire di giorno. Il silenzio innaturale delle tue labbra di sera. Dando la colpa all`anno bisestile che dura sempre meno se le stelle cadono male. Che un piano non canta davvero male, e che non ho dormito un cazzo. Crollando sopra l`erba sintetica non cadono navicelle sovietiche. Intanto i centimetri dai tuoi occhi sono diventati centoventimila chilometri. E i cocci dei vasi di marmellata non se li conserva neanche mia nonna. E non importa se sotto un cuscino o sotto il suo mento. Che dici a scriverlo con un contratto a progetto non è poi la stessa cosa, ma sarebbe lo stesso a non farlo. Ora mi dici che le dieci di sera non se le caga poi nessuno di Giovedì. Invadendoci di righe piene di disordine. Come sveglie senza orario che riaprono a l`unamenoventi di un`altranno. Scambiandosi saliva e desideri. Chiedendosi che senso ha poi la notte. E i sentimenti seriali che tanto apprezzi, sotto le scritte dei Bar ad Ancona. Mentre l`aria di fritto e discarica ti tempra i polmoni, che li fà sembrare più reali. E mi fanno schifo lo stesso. Fra le camere abbondanti per due che s`affacciano al carcere. Bevendoci fra le pozzanghere dopo che ha piovuto. Con i tuoi decreti a questa nostra distanza, e i tuoi dieci e centomila vorreimanonposso. E non ho neanche capito, che i gradini si salgono uno alla volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-5879868506378219383?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5879868506378219383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5879868506378219383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-i-sentimenti-seriali-che-tanto.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-3946790587565003857</id><published>2009-01-30T00:27:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:28:00.659+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;COME LE STELLE CHE GUARDO, MA SONO APPICCICATE MALE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Torino alle due di notte, di una domenica che non volano mosche. Alzandosi nei rottami di bottiglie di cortisone, andando a vedere insieme cosa c`è in cantina. Per poi mangiarci piano. Anche se ora rimango solo e con poca fame. Mandandoci messaggi a cinquantallora che si fermano in tangenziale. Sarà che manca la benzina o che vanno al cesso a vomitare. Tra le Standing Ovation di tossicomani, e chi muore ascoltando i ragazzi morti. Come la notte che ci ha rimboccato le palpebre. Come quello che mi hai detto prima. E che a pensarlo mi viene da esprimermi ancora. Come desiderare guardando le granate grondare nel cielo di Berlino. Come le stelle che guardo ma sono appiccicate male. E che le eclissi di luna inciampano per le scale, ma non piovono biscotti e desideri. Che poi viene sempre un giorno dopo. Guardando tra congetture piene di consonanti. E scatoloni che si fanno luce coi fiammiferi. Sudando dietro ad un carrello nel supermercato sotto casa. Che a dirmela tutta mi fanno male anche i polmoni a respirare quest`aria atomica. Parlando di guerre contro la fame, che non riusciamo neanche a sfamarci. In una mansarda nel mezzogiorno d`estate. E in contromano dietro svincoli provinciali. Fra adolescenti e il loro amore a basso costo. Con un ventieuro in mano e una manciata d`amici per comprarti un mercoledì sera che è fuori in saldo. E mentre mi guardavi sputare del fumo, ho rinchiuso un`anno intero dentro un sacco di plastica usata. E te l`ho regalato. Non ci rimane che scorrerci a dirotto. Che quei trecentosessantacinque giorni all`alba sono ormai quarantuno. E che una macchinetta mi fotte qualche moneta mentre si guasta il maltempo. Barcollando in Pianura Padana come fossimo sul monte Bianco. Dicendoci che finalmente era domani. Con le mie parole che sono un cantiere, e le amanti virtuali dei nostri coetanei. Con aereoplani di carta che volano su Cinisello Balsamo durante il telegiornale. Lasciandoti tornare mentre spengono le fiaccole lungo la spiaggia. Che poi del mare non c`era l`ombra ma è uguale. Tra i fazzoletti di carta e le scatole di tonno, nel mattino mi rimanevano i tuoi occhi. E che a undici metri c`era l`acqua e a duemila chilometri piazza d`armi. Che a ferragosto anche mia nonna aveva smesso di stirare. Ma almeno per setteottavi continuavo a pensarti. Come la distanza che c`è da qua a Milano. I giorni vuoti e i giorni prigionieri. Sono quello che vuoi. Cosafacciamo. Quandocivediamo. Poi noi due. In circonvalazioni straboccanti di volantini scaduti. In viaggi psichedelici fra le tue foto. Che non ricordo neanche a farlo apposta. Con una matita e una buona notizia ma nessuno a cui confessarla. Con le automobili in folle e l`aria malsana aspirata dal motore. Con la brina e lo scampanio delle quattro del mattino. Che quando mi addormentavo, mi assordavate entrambe. E gridami tu qualcosa, come quando dai tuoi occhi traboccava il cielo. Guardando le macerie del paesaggio di Pieve. Scambiandosi un modo di dire e qualche cartina. Rimanendocimale che non mi vieni a vedere. Fammi passare, ma fermami. Ho perso un fazzoletto su cui avevo scritto cose imbarazzanti. E`che la solitudine è come un monolocale da duecentosessanta euro al mese. Come quando dentro piove e alla stazione di Novara sembra di essere dentro un film che devono ancora fare. Prendendoci due camere separate dentro le quali fare provviste d`affetto. Come abbiamo fatto fino adesso. Per ballare e fare l`amore tutto l`inverno. Innamorandoci dentro ai container petrolchimici per cinque mesi senza notti. Parlando di cose poco importanti. Chiedendoci quanto ci manca ad arrivare da qualcheparte o ad arrivare a qualchecosa senza prendere l`autostrada A4. E cosa diventeremo e cosa saremmo diventati. Coniugando male qualche verbo passivo. Tra baci e morsi durante la cena meridionale. Mentre scivoli dall`everest con i pneumatici che scoppiettano senza sapere dove corri. Risparmiando su acqua ed arance per comprarci qualche titolo di coda. A questo racconto che non mi finisce mai.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-3946790587565003857?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3946790587565003857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3946790587565003857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/come-le-stelle-che-guardo-ma-sono.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-48659853611924106</id><published>2009-01-30T00:27:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:27:31.222+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;SALUTANDOCI CON UN`ARRIVEDERCI, TANTO PER NON DIRCI ADDIO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho scritto col catrame sopra ai muri di Torino che mi mancherai. Ho sognato guardando una finestra che avevo una casa in camera mia. E che in una strada fatta cento volte qualcuno mi camminava accanto, tenendo il mio passo. E che scappavamo in solitudine. I venditori di panini ai bordi della strada in agosto non guadagnano una lira e nemmeno qualche euro. Ma è certo che non ne vale lo stesso. E divorami lo sguardo, che tanto a questo non scappiamo. Salutandoci con un`arrivederci tanto per non dirci addio. Come a mettersi in fila per farsi ammazzare, non cambia poi molto. Spaccandosi le ali per passare da una piccola porta, che tanto ce le incollano con del silicone usato. Hai macchiato questo pomeriggio d`estate con della candeggina, facendolo a macchie. E camminerò sopra tutto quello che ami, che magari pigiandolo ne uscirà del vino. Che forse diventerà un pò meno doloroso dimenticarti. Nuotandoci incontro in un mare senza onde. Dove le travi precipitano come pioggia. Quando c`è stato qualcosa di vero, cose che ricordi per un pò. Un`ammissione, un gesto, un bel gesto. Vendendoci sguardi e cartoline per quando se ne andranno, su bancarelle di cartone bagnato. A San Antonio lungo il Cafè del Mar osservando il tramonto, fra scarti di cocaina, secchielli e sabbia. L`ossigeno sembra quasi più pesante. Come le magliette che ci tramandano i fratelli, e che non vuoi mai mettere. Come se ci s`illude perchè è più comodo per tutti. I canali di scolo al Ticino fatti a righe e cerchi. E una fascistizzazione della società in grembo al vaticano. E le domeniche di agosto piove sempre. Come mi dicevi tu. Durante l`aperitivo che mi rivomiti anche capodanno. Lungo lo scivolo di emergenza che non si usa mai. E scaricami pure in tangenziale che tanto torno lo stesso, magari per colazione di un`altranno. E nei corridoi la mia voce rimbomba male. Ma sarà che non parlo neanche. Scriversi in fronte torno subito e non tornare più. Bevendo un campari alle quattro di pomeriggio dentro ad un bar squallido. E metaforicamente, vuoi dirmi che, e vuoi dirmi che cosa. Scrivendo solo per me stesso, che tanto tu non lo capiresti uguale. E raccontandoci che non ho espresso desideri perchè mi faceva male il collo da quando ho cominciato a guardare la notte. Con occhiaie profonde e un principio di intossicazione. Comprandoci tutte le ore a cinque euro e cinquanta per farmele bastare. Tra i baracchini pieni di erba e lattine in fianco al municipio, parlando di ciminiere e puttane. Che è quasi mezzogiorno e mia madre cucina la pasta, ma dalla caserma non ne sento l`odore, e neanche la voce. Ma devo andarci uguale. E i giovani parlamentari di cinquant`anni che macinano un italia a forma di Kebab. Mentre un`esercito di quindicenni incocainati dissemina cartine ai murazzi, guardando a sottecchi il mare. Che poi non è altro che il Pò ma va bene lo stesso. E quel novembre del cazzo che mi torna in mente. Tu e i tuoi cruciverba sentimentali, che ci casco sempre colorando le caselle bianche. Ma sono i postumi di qualche rave petrolchimico. Che non ce ne siamo liberati. E martellano come acari sopra i vestiti di nonna. Quale comune e quanta tristezza. Seduti con una spremuta e una miccetta dentro un B&amp;amp;B di Dubai. E se il conto è salato me lo metta in prospetto, che tornerò nel duemilaenovanta. Dove smantelleremo i sogni e ci saranno tassazioni sul respiro. Morendo soffocati sarà forse meno costoso. Come mi dicevi tu. Con il mio lavoro immaginario e un ipotetico stipendio. Nella doccia fredda di una croce rossa durante la cena. Come fantasmi in tenuta da notte. Fumandosi una sigaretta per diventare mare e andarci di traverso. E col catrame che ho usato per scrivere, mi ci muro anche la testa. Perchè non posso restare un`anno a pensarti consumando accendini. Varrebbe la pena aprire le mani, per lasciare che il cielo trabocchi. Guardandosi bene in questa cosa di darsi. Che a me dicendola tutta, non me n`è venuto niente. Ho la scatola dei ricordi che esonda. Come tante luci, le mie aspirazioni, queste parole che non escono neanche col cucchiaio. I marciapiedi di Piazza Vittorio e i moscerini che picchiettano ai lampioni. Non mi manchi che tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-48659853611924106?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/48659853611924106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/48659853611924106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/salutandoci-con-unarrivederci-tanto-per.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4748046972062328948</id><published>2009-01-30T00:26:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:27:02.903+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A ME BASTAVA SOLO UNA STELLA CADENTE, E UN DESIDERIO ANDATO A MALE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A San Lorenzo il porto ha lo stesso colore di un posacenere usato di frequente, con i mozziconi arenati su scogliere di ceramica ammaccata. E mentre siamo per trecentosessantacinque giorni insieme, mi racconti che ormai è un`anno che hai smesso d`amarmi. E mi scrivevi che forse sarebbe stata un`altra cosa insieme a me, ma io avevo smesso di guardare quei cocci in mezzo la strada. Ma volendo tornare a casa ci sono dovuto passare lo stesso e mi toccherà comunque un pò per sempre. E scrivendo cose che non capisco rimango a pensare lo stesso, a quanto cerco nei suoi occhi senza trovarti mai. A San Lorenzo non mi guardo dalla nebbia nei balconi e neanche dal ricordarmi dove sono. A me bastava solo una stella cadente e un desiderio andato a male. Come giostre sopra a giostre che non sanno starci. Come il colore verde di due occhi, e la malinconia che non può nuotarci. Arcobaleni che detonano di colori psichedelici. Come parole dolorosamente di parte, mentre noi restiamo a non fare niente. La prima volta che abbiamo fatto l`amore assieme non me la ricordo più di tanto. Sognando canzoni e poesie si guardava l`autunno arrivare, e l`azzurro lacrimava emozioni. Rimanendo a cantare con cento persone diverse mentre mi scivolano dieci euro di tasca, che non serviranno comunque a ridarmi qualcosa. Torna a Settembre o chiamami quando finisce. Faremo colazione con una brioches e un vaffanculo solo per non perdere nessuna abitudine. E cerco di prendere la luna da una pozzanghera. E pisciami addosso dandoti malato, tanto la mutua non passerà lo stesso. Valeva la pena preoccuparsi delle luci di natale e di cercare un buon costume. Se vuoi ci rivediamo per quattro ore tanto poi per quattro mesi ne farai anche a meno, derubandomi davvero di tutto. E non ci siamo mai rincorsi nemmeno quando ce n`era bisogno, con nostri sguardi a milioni di millimetri di distanza dal centro. Che poi non faceva nemmeno freddo, dopotutto è agosto anche se tu indossi un giubbottino. Si vede che non c'è nessuno che sà bruciarti. Le zanzare cenano fra le lune sfrattate dal cielo. E ho promesso che abiteremo dentro ad uno scatolone consumato poco, con dei cerotti antifumo che ci alterano la pressione. E venerdi sei andata via e venerdi sei anche tornata. E io mi sono alzato con calma che tanto non mi aspettavi, andando a vomitare per tornare poi a letto. E mi manca l`amore anche se mi piace questo fatto. Con tempi biblici e riduzioni in clausura nel mezzo dello sconto al supermercato che non fà più gola. E mi domando perchè esprimere desideri guardando dei puntini che stanno per scoppiare. Io vorrei esplodere e forse merita qualcosa di più. Quanti desideri andati a male fino ad ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4748046972062328948?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4748046972062328948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4748046972062328948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/me-bastava-solo-una-stella-cadente-e-un.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6856833463153902126</id><published>2009-01-30T00:26:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:26:25.930+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;EMOZIONI DA EMIGRANTE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle mattine rosse, ritrovarsi ancora nebbia, dentro a maratone sulle strade provinciali, per ammazzare il tempo io m`alzavo di nascosto, nel mezzo dei ricordi di discarica ed il mare. Patine dorate a picconare anche la fortuna, sui miracoli d`acciaio, oscillando verso d`est. E mi chiedevi derubami, dei sogni, la mente, i peccati e i secondi che passano, senza fermarsi, dentro di me. E l`umidità di quei gesti, i tuoi occhi, le mani, i colori che solo nei giorni hai saputo darmi. Non mi capita spesso di restare fermo a guardare, i segni del vento e trachee di luce pensandoti. Rovi di discorsi sono distesi sui chilometri, gallerie senza fondo come a ricordarci liberi, e mentre muori che a ventanni corri e vomiti, canarini in gabbia crollano fra multe e sensi unici. E mi chiedevi prendimi, distesa nel sole, e nel mare d`inverno, ora prendimi. Io sono prole mineraria.. Di chi ha preso, rabbia, ferie, la passione e se n`è andato via. Come seppia, la pronuncia rimane invalida, ma picconando decisioni resta l`unico.. L`unico silenzio senza emozioni da emigrante, che mi resta, scambiando donne e insicurezze, come bustine di zucchero o schede telefoniche. E mi chiedevi incendiami, del mondo, di niente, e di un`alba automatica che non ha ricordi, senza fermarsi, dentro di me. E come si fa, a non prenderti in mano se squarci, l`amore con frasi che sanno d`amaro. Non mi capita spesso di restare fermo a scrivere, la notte e nel tempo fra queste panchine. Divorando le campagne dai piazzali dei metrò, tra scatole ammaccate e le inserzioni, di qualche giornale locale, devo andare, verso un`africa annebbiata dal fumo, verso un`indonesia scomunicata dal sesso. A proclamarmi papa del mio mondo, a proclamarmi papa del mio mondo. Io sono prole mineraria.. Di chi ha preso, rabbia, ferie, la passione e se n`è andato via. Come seppia, la pronuncia rimane invalida, ma picconando decisioni resta l`unico.. L`unico silenzio senza emozioni da emigrante, che mi resta, scambiando donne e insicurezze, come bustine di zucchero o schede telefoniche. E come squarci dentro quando fuori viene sera, ho perso un bottone e venti euro, ma non conta la sfortuna. E`che i momenti che amavi tu darmi, sono morti, scomparsi, caduti per sempre, ora dentro di me. Andrò lontano, guardando il cielo. L`assonnato pomeriggio inveiva pietoso, e poco importa che non t`avessi fermato, le onde a Novembre ricoprivano i miei desideri, nel chiaro d`un corpo tremante e spento. Lentiggini di sabbia nell`alta marea, tra l`odore di gusci lucenti sul mio viso, mentre il vento e l`intero mondo mi cullavano, annientandomi dietro la spinta del tuo rifiuto. E`il momento che aspetto da sempre, lo scanzonato filone del vento sul mare, e le navi s`arpionano tristi nel molo d`incanto, diverso da com`ero nel malinconico abbandono. Della Luna portavi l`ambito nome, e la tua pelle come la sua sapeva di notte. Sei l`immenso d`un buio cielo stellato, svuotato d`ogni bellezza senza di te. Sguardo d`aurora nell`abbracciarti come un`isola, nel contenere un bacio a labbra chiuse,come se m`importasse di preservarti, lucente e lontana da due occhi pieni d`amore. Come ogni sera ti getti nel mare, custode del cielo, mostrandomi i tuoi velati occhi di non ricordo, che forse m`hanno incrociato per un breve attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6856833463153902126?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6856833463153902126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6856833463153902126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/emozioni-da-emigrante.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-1356807114138674003</id><published>2009-01-30T00:25:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:26:06.099+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;E TORNA SEMPRE DI GIOVEDI NOTTE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno ti ricordi in quale città siamo, con chiavi duplicate riprendo il mio perdono. Sbarcando dentro te con un gommone senza orari, discorsi inceneriti, strade senza direzioni. E chiudo tra le labbra una vecchia malinconia, una sigaretta che m`abbrustolisce anche novembre. Cinque anni senza notti a parlare di magrezze, Quarant`anni a cento all`ora di poesie, chiese, provviste. Schivando questa notte a struccare la paura, ti darò stelle di carta e una luna sempre piena. Spegneremo anche il cielo con un dizionario in mano, come quando sussurravi all`oceano d`inverno. E`la tua voce che io non riconosco nemmeno, e nemmeno sò dire quanto poco io ci provo. Come quando dentro piove, e come quando alla stazione, mi guardavi in un`istante e non c`erano parole. Come quando dentro piove, cambieremo illustrazioni, davanzali come boschi, e sarà sempre di domani. Guardami, guardami pure mentre muoio e muore il mondo, a comprare quei tuoi occhi di catrame come quando. Guardami, guardami amare ancora amare ancora te, Sentirli dentro quei due occhi e come se. Muri e fabbriche di carta lunghi come l`orizzonte, quanto costano le cose che mi dici questa notte. Credevi di piangere ma pioveva in queste sere, e tu mi annegherai mentre ero in cinta di un`amore, e tu mi ucciderai guardando cieli e impalcature, dentro vecchie cattedrali di cemento e di parole, trascrivendo i tuoi silenzi in scatoloni da buttare, dal balcone di un palazzo, il quinto piano ed un portone. Questo è il sole che tramonta sempre altrove, misurandosi a ceffoni, scardinando le ferite. Come quando resti senza manichini in vetrina, di un negozio che ha riaperto dopo un`anno di galera. Come quei tuoi occhi persi dentro un`alba senza ricordo. E vivremo atrocemente inseguendo ogni momento. E vivremo atrocemente inseguendo ogni secondo. Guardami, guardami pure mentre muoio e muore il mondo, a comprare quei tuoi occhi di catrame come quando. Guardami, guardami amare ancora amare ancora te. Sentirli dentro quei due occhi e come se. In una notte scomoda che comincia a tremare, come se inconsciamente ti tagliassero le vene. Fraintendersi, come fiammiferi, che poi muoiono. Anche spegnendosi, e tu guardami, sparisci e guardami. E tu guardami, sparendo guardami. Scrivendo una lettera d`amore a me stesso, sò che non troverei comunque un senso a tutto quanto. E tenendosi per mano, mentre fuori non è niente, concimando questo pianto, ricamando un vecchio ponte. Che poi guardi anche chi c`è e chi domani forse no. Con due lettere di fumo come braci bruciano. Cosa ci resta poi da dire, cosa mi devo ricordare, in una lettera d`amore non mi resta che tossire. Ci sono state occasioni perdute, mezze incomprensioni, che fanno della rabbia l`unica consapevolezza conosciuta, ma è impossibile cancellare quel qualcosa, inespresso e trattenuto, sintetizzato sino allo stremo. Smettendo sconosciuti di ridurre in sintesi anche un punto. Smettendo sconosciuti di ridurre in sintesi anche un quando. E cosi leggero, succede un pò per sempre, di smettere e cessare, voltarsi un minuto e perdere il respiro. Mangiarsi l`acqua dolce come, dolce un`emozione, la contraddizione c`è sempre, ma questa è la complicazione. Respiri rompono, scappando di continuo, che guardando dentro questo specchio, nemmeno io mi trovo, in un`immenso, di cento e mille primavere, come miracoli e cameriere che tardano a venire. E morirai di me. E morendo di nuovo guarderai, tra fondamenta, teatri, canali e caselli autostradali. Tra le notti di pianto, tra le notti dolenti, tra quelle mille parole che più cerchi e non trovi. E i tramonti continueranno a scorrere, e con loro scrivendo, queste mie notti e queste pagine, e con loro l`inchiostro, le parole sussurrate che non dici mai, i profumi del vino la notte rientrando, quando tornerai. Scrivendo una lettera d`amore a me stesso, sò che non troverei comunque un senso a sempre e a quando. E restando poi vicini, vomitando sotto casa, e invadiamo piazza duomo, riprendendoci qualcosa. Che poi guardi anche chi c`è e chi domani forse no. Con due lettere di fumo come braci bruciano. E non c`erano le lune, e non erano le dieci. E resti comodo, lavandoti, le mani con due croci. Mangiarsi l`acqua dolce come, dolce un`emozione. Mangiarsi il vento sempre, cercandone di nuove. Respiri rompono, i vetri spezzano le mie penne, che nemmeno basterebbe il mare a renderle diverse. In un`immenso sguardo fatto da centomila lune, come decreti di distanza che, mi tengono in catene. E morirai di me. E morendo di nuovo guarderai, tra fondamenta, teatri, canali e caselli autostradali. Tra le notti di pianto, tra le notti dolenti, tra quelle mille parole che più cerchi e non trovi. E i tramonti continueranno a scorrere, e con loro scrivendo, queste mie notti e queste pagine, e con loro l`inchiostro, le parole sussurrate che non dici mai, i profumi del vino la notte rientrando, quando tornerai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-1356807114138674003?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1356807114138674003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1356807114138674003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-torna-sempre-di-giovedi-notte.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-994180752669128205</id><published>2009-01-30T00:25:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:25:37.313+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;E MI SENTO COME UNA BUSSOLA SENZA DIREZIONE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio l`Europa. L`aria marina mi brucerà i polmoni mentre i climi lontani mi abbronzeranno. Nuotare e pestare l`erba, cacciare e fumare. Soprattutto bere liquori forti come il metallo bollente, come facevano i cari antenati attorno ai fuochi. Ritornerò con membra d`acciaio, con la pelle scura e con lo sguardo furente: dalla maschera, mi crederanno di razza forte. Cosi Rimbaud cominciava la sua stagione all`inferno e in questa maniera io comincerò a scrivere. Quanto silenzio ancora. E come se quasi non ci credessi nonostante tutto quello che è successo in un`anno di assenze. Solamente pochi giorni sono passati da quando una luce appassita mi proiettava l`ombra come una bussola senza direzione, di fronte a uno sguardo che sembrava volermi dire un`immensità di cose in un solo momento. Era come un`anno fà e non era cambiato forse niente. Era l`estate e lo è ancora, era diversa ogni cosa e a suo modo cambiandoci, con il tempo ci siamo trovati nuovamente sconosciuti l`uno verso l`altro. E`un controsenso questo silenzio che ha voluto ognuno a modo suo, come se non fosse adesso il momento e come se non lo dovesse essere, almeno non in questa maniera improvvisa. Anche la tua assenza un poco lo è, ma deve continuare. Che io lo desideri o meno continuerà per conto suo, e davvero lo sai quanto ho cercato di rompere questa distanza tra noi durante il tempo, di annullarla completamente. Una distanza che adesso mi pare ci sia sempre stata anche quando non eravamo cosi vicini. Potendola pensare ora con un pensiero meno scottato rivedo ai dispersi pensieri notturni, cercando fra i sogni che stagnano ad una spanna dal mio naso, come nei mille e più sensi che anche se bruciano non mi sembra nemmeno. E`un sospiro che quasi mi ridona l`aria saperti come solamente io sò, e conoscere qualcosa che forse non sà nessun`altro. Perchè a me basta uno sguardo per conoscere una persona, e per conoscere te forse neanche è servito questo. Non desidero e non chiedo più niente al cielo che tanto mi porta solamente grandinate di merda e lampi, temperando un carattere irrequieto dietro ad un`apparenza docile e mite. Nemmeno mi aspetto qualcosa dentro ai pacchetti o dentro ai gusci delle uova di pasqua. Dov`è adesso tutta l`emozione che si nasconde dietro a quelle emozioni che non hai ancora condiviso e ricevuto? Voglio pensarmi solamente deluso per il mio parziale insuccesso, per la mia mancata voglia di provare di nuovo a farlo e di combattere per le cose a cui tengo: sarà che mi sono davvero rotto il cazzo di farlo, perché io sono qua, e non mi schioda nemmeno l`ennesimo cattivo presagio in questa mia giovane vita già costellata di tante delusioni. Ma comunque è da sabato che mi manca davvero qualcosa, o qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-994180752669128205?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/994180752669128205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/994180752669128205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-mi-sento-come-una-bussola-senza.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4797290366824039718</id><published>2009-01-30T00:24:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:25:11.382+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E POI COME UN FIAMMIFERO, MI HAI ACCESO E MI LASCI BRUCIARE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno sarà mai come te.. Perchè in fondo ogni sentimento è davvero unico. E con lui lo è la persona che lo rappresenta Tania. Sappiamo che ogni idea o pensiero cambiano con il tempo, e quando diciamo a qualcuno che l`amiamo non proviamo mai lo stesso d`un altro, anche se usa le stesse identiche parole. E`come sentire di avere un`immensa notte dentro. Davvero in pochi ci riescono ad uscire completamente, e finisce sempre che la notte diventa parte di te e che te diventi parte della notte, fino a che non diventerà ancora più grande e sempre più immensa. E di nuovo tornerà quella lunga notte che non dorme, come tanto tempo fà successe. Mi continuo e continuerò a dire che è con il cuore che devo riuscire a lasciarti andare, anche se fà male da morire ogni secondo, ogni maledetto secondo, che farebbe meno male patire la sete, assieme a pugni e fame. E`questo che non riesco ad accettare, che tutto cambi continuamente. Perchè non è niente innegabile se non una speranza insieme ad uno sguardo, che sia o meno come un guazzo in mezzo al mare immenso, al dolore che ora immenso, che sembra davvero interminabile dietro le onde di questi primi momenti. Credo che mi ricorderò d`ogni cosa che è partita e che è parte di te, da quel barlume dei tuoi occhi che mi porterò dentro per tutto il bene che mi hai dato, fino a quelle parole con cui mi hai voluto salutare per l`ultima volta, odiandomi forse per non essere stato capace di far nascere qualcosa. E adesso mi odio profondamente anch`io per questo. E anche se la nota dell`autore cade sempre nel momento dello spreco, credo d`avere fatto e d`averti dato ogni cosa per mio conto, ogni gesto e ogni emozione esistente, ogni segmento, che ha tracciato in questi mesi la mia vita, è passato sempre da te, è passato sempre per te. Ma la geometria non segue le regole del cuore, come un sentimento non ha da farsi comandare, è una cosa che viene e che nasce dal niente, da cenere, e non sappiamo neanche come. Succede cosi, quando meno te lo aspetti, quando ricami qualche scarabocchio su carta. Credo che non scriverei ciò che penso, ma in definitiva penserei ciò che scrivo se solamente servisse a qualcosa. Sognerei i tuoi occhi che se ne vanno, ascoltando il silenzio dei secondi in tua assenza, spezzato dai miei pensieri che tuonano ferocemente. Ho imparato che questo dolore non ha mai fine per me, che sarà sempre più grande nel tempo. Lasciami ricordare di quando mi disturbavano i tuoi discorsi e le mie insofferenze al continuo silenzio che producevo, mentre tu stavi seduta accanto a me col tuo sguardo posato e attento. Mi venivi a consolare in quel modo, da qualcosa che nemmeno avevo voce di raccontare. Di quando ti abbracciavo e in qualche modo mi facevi sentire al sicuro, lontano da chi non mi fosse entrato nel cuore. Di quando ti addormentavi accanto a me e mi sentivo in cima al mondo. Di come eri e di come sei, e di come eravamo insieme, anche se davvero felice non lo sei mai stata e mi lasciavi le briciole di una storia d`amore. Anche di quando mi mandavi a fare in culo per qualche stronzata, in mezzo a un mondo stronzo che ho sempre criticato. Ma ci sei stata immensamente in ogni cosa, e ci sei ancora. Ma ora scrivo questo perchè ti devo lasciare andare, tesoro mio. Devo accettare che forse se sei arrivata da me era per avere almeno un pò d`amore in questo mondo così confuso, anche se poi sono stato io a confondere ogni maledetta cosa, fino a che non ho attaccato questa mia malinconia anche a te. Se vorrei urlare che è una merda e che non và mai meglio non è perchè ho delle crisi postume al mio ventiduesimo compleanno, ma perchè mi trovo disteso su d`un letto con meno fede di prima e più disillusioni di quelle che vorrei avere adesso. Guardandomi indietro vedo chi ha passato quello che ho passato io o chi ne ha passate di molto meno, spezzati dentro e incapaci d`andare avanti. Scrivo queste parole e non sò nemmeno cosa ti voglio raccontare, perchè sono tante le cose che non ci siamo detti. Vorrei cercare ora di porre fine a questo sentimento così logorante, così vincolante da non riuscire nemmeno a ricordare com`è iniziato e come siamo arrivati fino qua Tania. Non riconoscersi più in ogni cambiamento è una cosa tremenda. Un tempo era davvero diverso e pensavi sempre a me, con quella tenerezza che quasi mi faceva rabbia, così dolce e così unica da farmi sentire la persona speciale che sentivo di essere per te. Dov’è finita la tua dolcezza? Dov’è la persona a cui ho dato tanto? Che mi ha dato tanto? Con un blocco in mezzo al petto e una manciata di consapevolezze in meno mi accorgo che ora non c`è più e che il tempo ha cancellato ogni tuo pensiero di quei momenti, che la vita ha reso le cose aride e secche, senza un gusto e tutte uguali per te. Ho fatto il possibile per raccontarmi e raccontare cosa provo, ma sembra che non sia servito a niente, sembra che le mie parole se ne siano andate via con la morbidezza del vento e mescolate ai ricordi, con ciò che adesso non c`è più. E`un sogno d`amore che si spezza, come la fiamma che trema sui vecchi cerini umidi. Ricordi quanto ridevamo insieme? E quel maledetto tempo che non ci bastava mai e quando era finito, nel momento in cui dovevamo salutarci mi veniva quel dolore nel cuore che non sò se hai mai condiviso, ma era ed è comunque la mia vita e l`hai saputo accettare, fino a che non lo sei diventata un poco anche te. Amare ancora. Amare un`altra persona che non sei tu, una persona che non possa vedere quello che tu vedevi, né sentire o provare quello che io ho provato nei tuoi confronti e che mi ha tenuto legato a te fino ad adesso. Almeno fino a quando non si è conclusa ogni cosa, anche se avrei voluto guardarti negli occhi e capire che cos`era davvero cambiato senza avere la pretesa di comprenderlo. Qualcuno qua mi dice che sono un cretino e che magari sono l`unico che scrive lettere, ma se solitamente avrei cessato ora non m`importa. Veloce come il tempo che scivola e come il mio respiro che si affanna, i miei occhi tramite il mio sguardo hanno perso spessore nei mesi in cui ti sei allontanata. Ti ho perso per un`istante e ho rovinato ogni cosa, ho lasciato che le ore e incessanti giorni, improvvisamente si frapponessero tra noi e così le nostre vite si sono perse, hai lasciato che tutto cambiasse, che la mediocrità si prendesse la mia vita e mi facesse diventare come tutti: Una persona qualunque tra persone qualunque e di unico in me è rimasto un fiammifero, che hai preso e hai lasciato bruciare. Spero che ti rimanga un rimpianto e spero che tutto il tempo del mondo ti faccia pensare e forse capire cos`hai davvero perso. Lo spero tanto Tania, perché è solo dal dolore immenso che s`imparano le cose, e solo perdendo le persone che ti amano che s`impara il valore di ciò che si aveva prima. Sono le cose che arrivano dopo, cosi come i sentimenti, le sorprese e l`addio che stò pronunciando sempre più spesso. Vorrei che un giorno incontrandoti per Mortara i miei occhi riuscissero a restare assenti, così capirei di essere guarito da questo male, questo essere così perdutamente tuo. Ma torna sempre in campo la geometria con le sue regole impersonali e non discutibili. Perchè se la base per l`altezza la dobbiamo dividere per due, noi non possiamo fare nient`altro che adeguarci a lei, in mezzo a qualche milione di fiammiferi umidi che continueranno comunque a bruciare nel silenzio. Vorrei sentire i tuoi occhi sempre su di me. Sentirli dentro e dentro i miei occhi. Sentire e sapere che qualcosa c`è e che il mio male è uguale al tuo. Sentire che il tuo respiro è come il mio anche se non è cosi e non è ora. Sento l`odore del sale e l`odore del cielo dopo la pioggia, perchè c`è l`odore di pioggia anche in questo momento, anche se ancora non è scesa nemmeno una goccia. Sarà che torna a trovarmi con la malinconia e con i momenti sognanti, quando cammini come un trapezzista su quelle emozioni e speranze che non se ne possono andare. E il mio dolore cresce in mezzo a cumuli d`incomprensioni che ora sono solamente mie. Dicono che sono forte, o almeno lo dicono. Ma ora nel pensare che non l`ho e nel sentire che l`ho persa, vedo solamente freddo e solitudine da questa finestra che rimanda i miei pensieri come nebbia d`autunno, un`inapparente sensazione di tristezza e propensione ad un senso di nostalgica malinconia, come una voglia inconscia di voler essere amato, d`essere rispettato e trattenuto da qualsiasi maledetta avversione di abbandono. Ma ora mi brucia davvero troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4797290366824039718?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4797290366824039718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4797290366824039718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-poi-come-un-fiammifero-mi-hai-acceso.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2906504459799188142</id><published>2009-01-30T00:24:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:24:32.051+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LETTERA D`AMORE A ME STESSO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono occhi che non sanno dimenticare, mani che concimano la terra con le unghie pulite di chi non s`è trattenuto troppo a lungo, di chi sa che ora c`è e domani forse, non più, contadini che osservano il tramonto lontano, col muso a baldacchino, disteso e imperturbato, quasi la vita e la morte non fossero nulla a confronto. E le sue lettere sono come fumo sulle braci. In questo sodalizio di fuoco in cui mi hanno rubato l`estate, scrivo una lettera d`amore a me stesso, per darmi indietro qualcosa, che forse mi manca. Ci sono state occasioni perdute, mezze incomprensioni, che fanno della rabbia l`unica consapevolezza conosciuta, ma è impossibile cancellare quel ronzio, quel qualcosa inespresso e trattenuto, sintetizzato sino allo stremo, smettendo poi stremati di ridurre in sintesi anche un punto. Ci sono fotografie in bianco e nero, che si lasciano ingannare da rapidi barlumi di luce, come quando basta una parola, un gesto, a rendere qualcosa unico. E succede cosi un pò per tutti, succederà un pò per sempre, e anche un pò per volta, ma non sarà sempre per un pò, e cosi la lettera prenderà lentamente forma, tra le notti di pianto, tra le note dolenti, tra quelle parole che ti faranno sentire tradito, ingannato, usato e riusabile, come carta e anche peggio, perchè se a lei la riciclano, bianca ci tornerà lo stesso, mentre noi resteremo macchiati più a lungo, e guardandoci potrebbe anche tornare in mente per un secondo soltanto, ma non lo renderà certo meno doloroso. E i tramonti continueranno a scorrere, e con loro l`inchiostro, le parole sussurrate al primo vento di primavera, i profumi del vino la notte rientrando. La contraddizione c`è sempre, ma è questa complicazione a rendere meno ingarbugliati certi pensieri. E`che a tirarle fuori tutte assieme diventa strano descrivere un miscuglio del genere, che và a insoliti picchi, metodiche usualmente confusionali, ma non si sporge mai verso la cima, come una continua corsa tra gli ultimi, che come premio ha un decimo posto. Ma quando si ingoia più di quello che si può masticare, non servono certo i ricordi. Facciamo spesso, per non dire sempre, il passo più lungo con la persona sbagliata, accorgendocene solo quando a metà strada, ci sporgiamo dal nostro lucido sogno, e guardando l`altro ne percepiamo l`infelicità. Respiri che si rompono attimo dopo attimo nel restare a guardare l`incresparsi dell`acqua, come uno specchio immenso, che ci mostra il mondo. Inabituati a portare il volto a perdersi nel cielo, resta quel quadro visto con curiosità e inadattamento, a testimoniare quel che succede a due spanne dalla nostra testa. Allora lo squarci con un sasso, o quando và bene, con qualche moneta, anche se sai bene che la felicità di qualcuno non la puoi sempre comprare, ma non lo capisci. Non te ne tornerà comunque indietro niente, niente. Sarebbe forse giusto restare più a lungo seduti su questa panca, come vecchie mondine dei paesini, a guardare lo stesso, e mai simile tramonto, mentre scende lentamente sera. E anche se socchiudessi gli occhi per riscoprirti, non servirebbe a nulla, la memoria ha un gusto forte e finirei per ricordare ugualmente cos`è stato. Come in altri mondi che aprono i cancelli come petali notturni, l`odore di lavanda e di pioggia torna a sobbalzare per la strada, tra il flebile ronzio di qualche pigro lampione. Sognante, come in queste sere di giugno, osservo l`orizzonte come oasi nel deserto, mentre tu cammini su strade sconosciute dove forse neanche piove adesso, lasciando nell`ozio di alcuni momenti sospesi, discorsi, pensieri e rimpianti, che torneranno all`alba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2906504459799188142?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2906504459799188142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2906504459799188142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/lettera-damore-me-stesso.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2560882595668825621</id><published>2009-01-30T00:23:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:24:05.386+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E`SEMPRE QUELLA MUSICA, DI OGNI MALEDETTO PIANOFORTE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei solo. Eccola la stupida risposta: Non c`è nessun appiglio e non perchè non ce ne siano davvero, ma perchè non li vuoi tu e non li hai mai voluti. Non sei solo, non lo sei affatto. Ma è strano sentirsi disperatamente così, non è vero? Pensarci un momento prima? Sarebbe bene pensarci quando la smania di farcela da solo ancora non ha preso il sopravvento sul resto. Quando a diciannove anni ti sei convinto di potercela fare da solo ma non saresti riuscito a muovere mezzo passo senza qualcuno che ti controllasse la strada. Allora la cercavi la solitudine dal mondo, e adesso cosa fai? Scappi di continuo. Vigliacco. Del resto come sempre. Tu lo hai sempre fatto e continuerai a farlo, investendo su mezze convinzioni che diventano storie, e poi finiscono come fiammiferi, a spegnersi su se stessi. Convinto che altrove ci sarà l`opportunità che nessuno ti ha ancora dato, ma non ti viene il dubbio che sia tu il primo a non dartela? Scappa pure, ma cerca di lasciare qui te stesso, altrimenti continuerai ad essere un gatto che si morde la coda, leccandosi poi sulla ferita. Ma forse ad essere un gatto, l`istinto sarebbe più forte di te e non ti permetterebbe di farti così male. Chiediti cazzo, perchè qualsiasi cosa ti mette in crisi, la gente, la musica, la prospettiva di un futuro e la musica di pianoforte. Ami le emozioni da poco come i cornetti caldi la mattina. Li vorresti sempre al cioccolato, ma se ci sono alla crema o marmellata li mangi lo stesso, scendendo a compromessi. E cosi non cedi ai tuoi voleri, ma sono loro, che che ti costringono a metterti in ginocchio, per continuare a mostrarti un abbozzo di normalità. Che poi alla fine ti ci abitui anche, e diventa strano starne senza. E`quasi come affezzionarsi, o almeno, quanto basta per rendere le paure solamente tue. Ed è una piccola certezza, non di quelle che ti tranquillizzano, anzi, ma pur sempre una certezza, che secondo un`attenta analisi è pur sempre meglio di niente. Dicono che le cose passano quando riesci a spiegartele e allora mi sa che per un pò ancora non passerà un bel niente. Chissà se vale la pena di scambiarla con qualcosa questa paura, mentre sei di nuovo solo a guardare verso l`alto, con che cosa poi? Mettiamo che un giorno arriverà una persona e ti dica di buttarla via tutta quella paura in cambio di qualcosa che porebbe darti. Sembrerebbe l`affare della vita, ma solo se ti soffermi alla superficie. Perchè se ti dovessi soffermare un attimo capiresti che la tua felicità, come te l`hanno portata potrebbero anche portartela via potresti riprenderla e portarla chissà dove. Nessun contratto in comunione dei beni e tu saresti un`altra volta perso. A quel punto con che faccia potresti tornare dalla paura e dirle che è tornato il suo tempo? Sarebbe di nuovo l`ora del pianoforte, delle prospettive irrealizzate, e dei sogni in discarica. No, no è bene che le tue paure restino con te a lungo, sarebbe come una discarica all`aperto: Vedrebbero tutti quanto marcio c`è dentro. Tanto ormai siete compagni non voluti di un`assurda vita in cui il caso è sempre molto più forte della volontà, una vita in cui molto passerà, anche se a volte, si può convivere anche in tre. E`il ventiquattro di maggio e sono di guardia, avvolto da una coperta di lana. Fuori piove, fà un freddo maledetto ed è sempre quella musica, di ogni maledetto pianoforte.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2560882595668825621?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2560882595668825621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2560882595668825621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/esempre-quella-musica-di-ogni-maledetto.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-7886701334859099678</id><published>2009-01-30T00:23:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:23:40.974+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CI VORREBBE IL MARE.. PER ANDARCI A FONDO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia la centesima cancellazione che faccio. Scrivo e scrivo, cancello e penso. A cosa c`è da pensare di continuo in una notte in cui non c`è altro che pioggia come cornice ai nostri pensieri? E`normale che guardando le foto ci cada quel poco di malinconia addosso. E`che non siamo capaci ad accettare le cose che passano e ci guardano, i momenti che si fanno vivere interamente, ma che comunque se ne vanno come ladri di vento. Vedere le date che ci sono scritte sopra e pensare, chiedendosi con quel poco d`incertezza, se passa davvero per tutti questo tempo immensamente breve o se mi sembra solamente a me un`istante non rimandabile. Roma, Torino, Riccione e Chieti. Ognuno di questi posti ha tenuto per se una parte dei miei ricordi nonostante tutto, nonostante il tempo e nonostante le incertezze, nonostante l`autunno che s`è portato via ogni cosa, e che a pensarci ancora fà male da morire. Scrivo e penso, cancellando forse qualcos`altro. Sono le cose più importanti ad essere meno esposte, come se si nascondessero, come.. Se le cose importanti cominciassero ad esserlo davvero, quasi le volessi preservare, tenerle solamente per me. E`facile condividere un pezzo di pane o qualche euro con chi ci sta accanto, ma le emozioni ci viene davvero complicato condividerle. Vorrei imparare a dire alle persone a cui voglio bene ciò che sento davvero, vorrei imparare a non concludermi per la paura di dare troppo a qualcuno. Vorrei imparare un`immensità di cose, ma vorrei anche non accada troppo tardi. Ora la mia vita è in bianco e nero. E`strano che a ventun`anni io non sappia ancora cosa voglio fare. O meglio credo di saperlo, ma di questi tempi le possibilità non sono di certo buone. C`è chi dai suoi dieci anni sà che vuole andare a fare il meccanico e c`è chi pensa a qualche ufficio in qualche fabbrica o assicurazione. C`è chi sogna qualcosa di più grande e chi s`accontenta di cose piccole, ma non credo d`essere tra questi. A me non m`interessa il cosa o il come, mi è sempre interessato solamente andarmene e viaggiare. Ma poi è arrivata una persona, e questo continuo andarmene sta cominciando a fare più male a me. Per ora non posso più continuare a prendere e fare la mia valigia per poi andarmene, ne morirei continuando. A Giugno dell`anno scorso sarei dovuto andare a Londra a vivere, ma ho fatto l`immensa cazzata di fermarmi per aspettare qualcuno che è comunque rimasto indietro. Credo che per fare un viaggio si debba essere sostanzialmente in due. E la valigia la conto come una di questi. Chissà come sarebbe stato ora. Ci penso qualche volta con il naso teso verso l`alto ma non riesco neanche ad immaginarlo. Forse sarei tornato di nuovo a casa dopo qualche mese o forse sarei rimasto a Londra prima di andarmene di nuovo verso nuove destinazioni. Ma il tempo è tiranno e ormai l`occasione se n`è andata, non penso che lo potrò mai fare. Dire che c`ho provato non fà di certo di me una persona migliore, ma almeno ho cercato di sognare a più di due spanne dal mio naso, senza tenere conto di cosa perdevo. In certi momenti ci vorrebbe il mare, per andarci a fondo e non pensare alle cose. Ci vorrebbe un pò di sale dentro la fermezza di ogni paesaggio, ma non abbastanza da renderlo salato. Ci vorrebbero forse una ventina di primavere, per avere un`estate più bella e indimenticabile, e ci vorrebbe anche qualcuno, che resta per sempre, senza andarsene mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-7886701334859099678?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7886701334859099678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7886701334859099678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/ci-vorrebbe-il-mare.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-3797034831424329200</id><published>2009-01-30T00:22:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:23:12.772+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E MENTRE RIMANGO AD ASPETTARE, I TRENI PASSANO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro di te riesco ad arrivare solamente dai tuoi occhi. Ora sò dove mi trovo, anche se non sò se sia davvero il posto in cui desidero stare. Rimango in attesa di te quando sono distante e quando alzando il muso di notte vedo un cielo che è solamente stato il mio. Per poco, o almeno, per quanto è bastato. Conosco la mia via e il mio paese, il nome di chi vedo e i ricordi che ci hanno coinvolto, ma sono ancora pieno di malinconia. Ho sempre pensato ai momenti che sono trascorsi senza vivere pienamente il presente. E che provandoci e provandoci ancora non se ne và mai quel qualcosa. Ancora non ho imparato la strada per i tuoi occhi, perchè mi perdo poco prima d`arrivarci. Successe anche che cercai d`imparare una strada diversa, ma guardando solamente lei la strada divenne la direzione in cui lei andava. Quando si fermò nel camminare anche io mi dovetti fermare. Ma non ero nato per bloccarmi li come un`albero e vedere le stagioni plasmarmi a loro piacimento. Tornai quindi a camminare, chiedendomi cos`altro poteva esserci oltre a quei due occhi che si offrivano guardandomi. Mentre rimango ad aspettare i treni passano, insieme ai destini e a sguardi verso i quali non posso andare. Le notti fischiano di strade bagnate di pioggia e semafori d`un rosso acceso. L`odore dei campi e delle risaie in piena, quando la luna sbatte con il suo pallore sopra l`acqua che stagna. Se mi lasciassi condurre dalle mie emozioni mi porterebbero dove non sono stato mai. Ma io non cerco nuovi cieli. Io voglio stare dove sono stato. Ma tornarci con le emozioni di una volta. Che non siano diverse e neanche più intense. Dentro di te forse non riuscirò a tornare fino a quando non verrai tu dentro ai miei occhi. E io rimarrò seduto sopra la sponda dei voli, dei sogni senza tempo, immobile. Vorrei parlare per ogni mio silenzio ma qualche volta non ho voce. Sguardi che si gettano nel vuoto la notte a cercare chissà cosa. Una bocca che si schiude solamente nei pensieri. Ma rimane inerme. In ogni cosa, in ogni amore, in ogni destino. Le strade verso due occhi malinconici, non hanno più senso. Non vale neanche la pena seguirla. Ci si perderebbe in due. Adorato.. amore. L`ha scritto qualcuno che nel tempo è passato amando e soffrendo. Cronache di un amore perso, di una malinconia che si trascina nei giorni, nei mesi, fino a che non s`interrompe con queste parole: E resto in silenzio. Nell`attesa di questo tempo che scivola lentamente verso le stelle. Come una lancia che attraversa l`anima nei ricordi stupendi di un amore, chiusi in questo scrigno dorato. Le difese si arrendono, l`ombra avvolge ogni certezza e i sorrisi si nascondono alla luce. E`amaro questo giorno, e mi manca il respiro. Mi rimane solamente un sospiro da lasciare verso questo vecchio e schiarito schermo del computer, prima di andare a letto. Dentro di te ho anche capito che un pò tutti amiamo in maniera diversa, ma che poi, quando soffriamo, non siamo poi tanto diversi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-3797034831424329200?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3797034831424329200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3797034831424329200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/e-mentre-rimango-ad-aspettare-i-treni.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-5455725591718420776</id><published>2009-01-30T00:22:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:22:31.516+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;HO STRANI PENSIERI, MA NON PENSO SE NE POSSANO ANDARE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E`primavera e anche l`inverno è passato. E`primavera e l`anno scorso quando la natura in ogni suo modo e forma cominciava a sbocciare, qualcosa andava verso l`inverno di ghiaccio e tormento. L`insipido sapore d`un qualche ricordo che m`ha segnato in qualche mia notte senza sonno e riposo, comincia a prendere sapore nel venire riscoperto di tanto in tanto da occhi socchiusi e che ancora sognano per qualcuno. Da quando e per come, con cosa e ma dove non sono domande che pronuncio ora in maniera frequente: Ricorrenze abitudinarie che segnano i riavvii tra pagine di carta colme d`una qualche macchia colorata che descrive noi stessi e le stagioni che guardiamo in faccia mentre nascono. Come macchie colorate c`è qualcuno che sarà d`un colore giallo acceso e qualcun`altro che mi potrebbe fare tornare in mente il rosso. E`primavera per chi s`accende in ogni suo sorriso verso il mondo e le persone, anche se per qualcuno l`autunno non passerà mai, o quantomeno non lo potrà dimenticare. Lascio una cosa scritta e pensata ormai da tantissimi mesi: Mi sento come un uomo, arrivato dal niente, pronto a tornarci se il caso lo volesse, senza fare domande o pretendere risposte. Un uomo dallo sguardo intenso tanto da penetrare l`anima di tutti. Capace a dare un senso al proprio dolore e illuso d`avere lasciato il passato alle spalle, convinto che da quel giorno in avanti tutto ciò che farà sarà il frutto della sua esistenza. Come un uomo, che ha capito che per essere bisogna trasmettere e che non esiste nessun confine. L`ha capito perchè vide la vita in ognuna delle sue prospettive e l`amava intensamente, perchè l`amore si volge verso ogni cosa. Un noi che non c`è e che forse non ci sarà mai, nemmeno nel sentirsi cosi. Sono solo un`illusa testa di cazzo che cerca oro nella cenere, lontano dai giorni in cui si tocca il cielo con le mani e si trova la forza per guardare indietro verso oceani e montagne già scoperti. Ho chiuso con sguardi e notti insonne l`alba del ricordo per non farci passare l`aria di parole abbozzate e complesse, ma l`aria ci scorre a piacimento tra questi limbici riassunti di malinconia, rendendo ancora più assolato l`intreccio d`emozioni e legami che mi tengono qua. E`solo carne in putrefazione, che prima o dopo tornerà dalla nera terra da cui viene, come l`uomo, i suoi dolori e i mille amori che giura d`avere provato, senza mai capire veramente a cosa serve vivere e morire per trovarsi anticipatamente all`inferno. Camminiamo sulle nostre idee e spesso le calpestiamo, osservando l`immobile passato che supplica di tornare con incanto a viverlo. S`accendono facilmente i nostri ricordi, e andiamo da loro in punta di piedi senza fare troppo rumore, cercando di ravvivare con più forza la fiamma che li tiene ancora legati a noi. Ma anche faccia a faccia con l`inferno questi fuochi saranno destinati a spegnersi. Un noi che non c`è e che forse non ci sarà mai, ma non è solo tua la colpa. E`colpa del mondo e del momento. E`colpa mia. E`colpa d`inaccettazioni e veloci emozioni. E`colpa del distacco d`umidi stracci cartacei, caduti dove il sole è solamente una variante che non si fà guardare. Fiumi di parole che non sono ancora pronti ad annegare. E`colpa anche di questo maledetto inferno. E non credendo ne a Dio ne al Diavolo, credere ad un`inferno senza sapere cosa c`è dentro è la cosa peggiore. Ci lascerei precipitare tutto ciò che ho dentro, cosicchè possano marcire, dolori ed emozioni, senza tornare mai più. E`ancora estate? Sembra un`immenso e permanente inverno: le mie parole, la mia voce, non riescono a penetrare nel tuo animo come una stagione e portare di nuovo la pace dov`è caduta una tempesta di pentimento. Grida senza mai perdere la voce, mentre l`addio risuona come un tuono. Mi percuote mentre ancora me lo chiedo, mi percuote ma non ho niente con cui nutrirmi. Sei cosi dissonante e crudele, da costringermi all`involubilità dell`amaro e pungente ricordo del tuo sapore. Come macchie colorate ce ne sono alcune che si possono lavare e ancora lavare, ma non se ne andranno mai via. Come macchie colorate, che guardandole magari ci pensiamo anche senza ricordarci come ci siamo potuti sporcare, ma non esiste restare in sospeso su certi pensieri, perchè se ormai ci sono è complessivamente sciocco perderci tempo. E`cosi per ogni macchia che capita dentro l`esistenza d`una persona, ce ne saranno sempre troppo grandi ed enormemente piccole, ma non per questo inesistenti. Precipitano su di noi e devono restarci, perchè se questo succede è perchè qualcuno l`ha voluto. E`che se io dovessi dare a te un colore, credo che ormai ti darei il rosso anche se te ne piace di più un`altro, e forse nemmeno me la vorrei levare di dosso come macchia. Ormai è marzo e anche la malinconia se n`è andata. E`primavera anche per questo. E se l`intreccio d`emozioni e colori, passioni e pensieri, sogni e paure, sguardi confusi e sognanti, rabbia e desideri, comincia a diventare più grande.. Forse comincia a sbocciare qualcos`altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-5455725591718420776?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5455725591718420776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5455725591718420776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/ho-strani-pensieri-ma-non-penso-se-ne.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-1235874280005150205</id><published>2009-01-30T00:21:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:22:07.440+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;MAGARI L`ADDIO AVESSE IL SAPORE D`UN CORNETTO AL CIOCCOLATO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina mi sono fermato a guardare uno strano cielo annuvolato che sembrava volermi dire arrivederci, ma senza l`odore vagabondo di pioggia e tramonto. E`che se anche mi avesse voluto dire un`addio non sarebbe cambiato poi molto. Ci sono davvero un`immensità di parole per descrivere un`addio. Parole che a qualcuno possono non dire niente, o quantomeno levare di bocca a chi ascolta cos`abbiamo da raccontare: Parole che sanno di conforto meccanizato. Stamattina mi sono anche fermato a pensare con che parole avrei potuto descrivere i miei addii. Una sera d`inizio estate vedeva un biglietto che se n`è andò stracciato in tante minuscole parti, un treno che correva a ridosso del mare mosso mentre due occhi scrutavano un vetro senza mai parlare. Un binario numero undici e due persone che s`incrociarono dicendosi due parole per l`ultimo giorno. Qualcuno che ha chiesto le cose chiare in faccia prima d`andarsene per sempre e piangere, anche se non mi ricordo che cielo ci fosse in quel momento. Stamattina mi sono fermato una terza volta a fare colazione con un cornetto al cioccolato per dare un pò di dolce anche a questa mattina in cui sembra spuntare timidamente il sole, prima di tornare a pensare a me. Magari l`addio avesse il sapore d`un cornetto al cioccolato. Ha sempre un sapore diverso dal giorno prima e ci sembra che faccia sempre più male, e adesso non parlo sicuramente dei cornetti. Sono solamente i ricordi che fanno davvero stare un male cane. E`che pensiamo qualche sera mentre tendiamo il muso verso l`orizzonte a guardare il cielo a quante centinaia di volte l`abbiamo fatto e per quanto ancora continueremo a farlo. Ma non ce ne rendiamo mai conto. Stamattina mi sono fermato a chiedermi se valeva la pena fermarsi di nuovo e per qualcos`altro, ma fermandomi di nuovo a pensarci su per darmi una risposta anche a questo non ne sarei uscito. Se davvero come pensai un tempo i secondi passati li conservo ancora tutti dentro, fino all`ultimo momento e dal primo giorno, i ricordi possono anche bruciare come non possono, ma non è un fuoco o un`incendio che mi porteranno comunque via il mondo. Ci sono davvero un`immensità di emozioni per descrivere un`addio. C`è l`amore che viene e scompare annientato da un male davvero enorme, e c`è l`amore che viene e basta, rimanendo per mesi e anni senza mai andarsene. E`come un passeggero che resta seduto ai piedi del binario lungo il quale un treno non si decide mai a passare, lasciando che siano invece i suoi anni a scivolare lungo quel maledetto binario senza un solo momento di ritardo. Stamattina mi sono domandato se ci sono dei treni che vale la pena prendere e qualcuno che vale la pena aspettare, ma ci saranno sempre scomode passeggere a ricordarci che cosa dovremmo lasciare in stazione. Un cornetto al cioccolato ce lo possiamo anche portare con noi, ma se cominciassimo a considerare una scatola di ricordi potrebbe risultare una cosa davvero complicata andarsene. Stamattina infine mi sono fermato a guardare l`ora, e accorgendomi che ormai era arrivato mezzogiorno mi sono messo a guardare verso un caldo pomeriggio d`inverno, con qualche consapevolezza in più e una montagna di cornetti al cioccolato in fondo allo stomaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-1235874280005150205?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1235874280005150205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1235874280005150205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/magari-laddio-avesse-il-sapore-dun.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2236343238745147177</id><published>2009-01-30T00:21:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:21:41.567+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E`CHE A ME ANCHE ORA.. BASTEREBBE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pensieri malinconici sono come i mari d`oriente: Si trascinano contro banchine che trasportano a riva un vissuto odore di pesce e d`oceano. Non è che sia un`odore che non riesco proprio a mandarmi giu.. Ci sono momenti in cui non se ne può fare a meno, e anche momenti in cui l`oceano ricopre davvero il mondo. Se anche dovesse puzzare poi di pesce a chi potrebbe mai interessare questa cosa? Ci sono delle situazioni e dei periodi che sono davvero lunghissimi. E non basterebbe neanche ogni goccia di questo immenso mare per cancellare quanto c`è dentro, che siano ricordi d`immenso valore o solamente brutte impronte dell`inverno. E`ancora inverno, ma non sembra nemmeno. Stasera rimasi a guardare scorrere l`acqua del fiume in riva al Pò mentre rimanevo seduto ai piedi d`una collina a Torino. La musica di qualche vecchia fisarmonica riempiva l`aria scarsamente accesa e insolitamente calda.. E ho provato una bellissima sensazione. Un bicchiere di vino bianco non ne poteva certo essere la causa.. Ma era uno di quei momenti che non bastano decine e decine d`anni per dimenticarli anche se sono unici in quanto semplici e inusuali. Anche i mari d`oriente e le maree senza ombra sono un pensiero che può passare inosservato. Diventano come tubetti di lucido che vengono spremuti proprio quando se ne ha davvero bisogno: Un`esistenza scomoda la loro, ma che comunque conta qualcosa anche solo un`istante. E`che a me anche ora.. Basterebbe anche una banchina annebbiata in mezzo al mare, con la puzza di pesce che trasale moribonda e un cielo che si rompe dietro costanti scampanii che tuonano da dietro qualche casolare, una strada ricoperta da scatole di lucido spremute fino all`osso, e una persona che se ne rimanga sdraiata accanto a me, a sognare guardando la notte calda.. Anche se forse c`è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2236343238745147177?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2236343238745147177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2236343238745147177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/eche-me-anche-ora.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-8114776561734952492</id><published>2009-01-30T00:20:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:21:12.309+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;NON SONO MORTI, MA NON HANNO MAI VISSUTO DAVVERO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L`adesso comincia da ora, anche se non abbiamo le formule per capire il mondo: E`qua in questo momento e domani non avrà niente a che fare con me, con i suoi problemi e le sue incertezze, con i suoi giorni di pioggia che daranno quella punta di grigio a una vita piena di cocci appannati. In un caldo mattino d`inverno la mia mente osserva passivamente uno schermo acceso, contornato dal buio privo d`emozioni di questa stanza a casa, con pensieri che sussurrano noti d`oriente, punti che sviano discorsi mandati a capo, virgole che tentano di separare discorsi e parole. E`che prendersi giornate di pausa da lavoro non ha senso se ne occupiamo almeno un buon sessanta per cento, sarebbero da vivere come vengono, non come ci vengono imposte, ma sarebbe un`imposizione anche pretenderlo. E come volevasi dimostrare non ha avuto neanche mezzo senso questa mia momentanea pausa. Restiamo a guardare il cielo e desideriamo nuovi punti di cui fare meta, anche se i meriti se ne andranno sempre per conto loro. Come poveri uomini che raccontano la speranza che se n`è andata, mentre la nostalgia e la tristezza regnano dentro di loro. Con quei sentimenti che non possono essere toccati e che se ne sono andati via, come un`alito di vento notturno. Come poveri uomini che non sono morti, ma non hanno mai vissuto, quando succede qualcosa di buono non restiamo a chiederci un perchè sia accaduto, rimaniamo a goderne e basta. Sul male invece ci impuntiamo sempre, e non ne capisco il motivo.. Non possiamo risolvere sempre le equazioni che ci vengono messe davanti, non sempre abbiamo le formule per capire il mondo, sempre che vada davvero in questa maniera. Non sempre ne siamo capaci, a meno che il primo della classe preso da un momento di bontà non ci passi la soluzione. E`che comunque alla prossima equazione saremo comunque da capo con i nostri enormi punti di domanda, a scrivere sopra i banchi per prendersi tempo perchè non abbiamo niente da scrivere. Non ho mai capito a cosa servano le equazioni anche se non è questo il punto. Se ci mettiamo in mezzo anche le disequazioni il mondo viene concepito con più durezza, con qualche dubbio in più e una montagna di certezze verso noi stessi in meno. Ma è matematico che a questo punto una persona si perda e non capisca più niente. L`adesso comincia ora, ma non siamo sempre pronti adesso, e ora è forse tardi per rendersi da subito conto di dove siamo arrivati. Ci muoviamo a passi larghi e non prendiamo bene le misure tra le nostre emozioni e i paesaggi verso cui dobbiamo andare. Finiamo sempre come le pagine sopra le quali dobbiamo scrivere le equazioni, bianche e piene di errori, anche se un dieci non è sempre la soddisfazione più grande che aspettiamo. L`imperfetto racchiude nel suo significato anche la perfezione, nonostante suggerisca dire proprio questo, ma un punto da qualunque parte tu lo veda, resterà comunque un punto e basta. E`quello che succederà dopo che ti cambierà davvero. Ho messo tanti punti nella mia vita: Alcuni mi hanno riservato delle parentesi, mentre altri mi hanno lasciato la pagina bianca e niente più. Qualcuno era la fine di una frase e l`inizio di un altra, e qualcun`altro ancora era solamente la spiegazione prima di farmi risolvere ancora equazioni e disequazioni. Finisce comunque sempre che ci capiamo davvero poco, e i punti che sembrano più veri sono solamente quelli interrogativi. L`adesso è un punto, e anche io penso di esserlo, anche se capirlo ora e in questo momento lascia spazio a nuove domande e forse, anche a nuove equazioni.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-8114776561734952492?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8114776561734952492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/8114776561734952492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/non-sono-morti-ma-non-hanno-mai-vissuto.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-296448377387547485</id><published>2009-01-30T00:19:00.004+01:00</published><updated>2009-01-30T00:20:34.336+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;PERCHE`NON SI PUO`SCRIVERE IL TUO NOME SU GHIACCIO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono ancora nascosto dentro un assolato mezzogiorno d`inverno, mentre mi torna a momenti in mente la fermezza e monotonia di queste stesse ore d`estate. Certo che cambia la temperatura insieme alle emozioni, cambia la divisa che ho addosso e cambiano i miei pensieri, ma io non credo d`essere cambiato poi davvero tanto. Sono trascorse pochissime ma stupende giornate durante la mia licenza passata insieme a lei. Sono parole che non parlano d`un sentimento solamente, ma cercano di racchiudere un`intero stato d`animo: Le sue promesse immantenute, i suoi irrealizzabili entusiasmi, le decine di visioni e le paure che non escono fuori. Io non mi decido ad uscire fuori da me stesso. Comincio a credere seriamente d`avere proprio paura a scoprirmi, scorrendo dentro a qualcuno finisce sempre che il tuo sangue si mischia. E se dovesse mai concludersi com`è che ognuno riprenderà il suo? Sarà che Quand`ero piccolo e mi sbucciavo le ginocchia giocando a pallone o correndo in cortile, era mia mamma a pulire e incerottare, baciare la ferita e rimandarmi a correre. E poi era lei stessa a cucire le tute giorno dopo giorno, toppa sopra toppa e pezza sopra pezza. Crescendo le ginocchia si sbucciano meno spesso e i miei pantaloni durano un pò di più, ma cuore e cervello cominciano a correre e le difficoltà aumentano di giorno in giorno. La mamma è sempre lì con ago e filo, pronta a cucire e a baciare le ferite, ma non serve a niente ora. E`che non si può scrivere il suo nome su ghiaccio senza che il sole se lo porti comunque via. E`come se mettessimo di continuo dei punti per andare a capo, virgole per separare un discorso incondiviso anche da noi stessi, enormi punti di domanda per chiedersi qualcosa, quando ci rimane solamente l`aria in bocca. Manca anche la pioggia di questo periodo: Sono settimane ormai che non ne scende una goccia. Sono in seria astinenza dal suo odore e dalle sue parole che mi fanno pensare solamente ad altrove. Forse io non sono del tutto comprensibile e forse la mia corazza fa passare anche la voglia di chiedere. Eppure quella corazza è lì per essere distrutta e chi ci prova, chi ci ha provato nella vita si è preso tutto di me. Ci sono ore e momenti particolari quando scende sera in cui ci fermiamo a chiederci almeno qualcosa, almeno un perchè tra i tanti che s`intromettono in tutto questo. Ci sono ore e momenti in cui si provano le emozioni più forti, e anche il dolore non è più lo stesso. Ci sono ore e ci sono momenti, è solo che oggi, li sento un pò di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-296448377387547485?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/296448377387547485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/296448377387547485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/perchenon-si-puoscrivere-il-tuo-nome-su.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-5001692543902519371</id><published>2009-01-30T00:19:00.003+01:00</published><updated>2009-01-30T00:19:51.715+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LA NOTTE CHE PROFUMA DI LACRIME E PIOGGIA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo dentro la mia stanza a Torino. E`vuota e per niente chiassosa a quest`ora: Come se nessuno ci sia rimasto per questo breve lasso in cui me ne sono andato. Come se nessuno ci dovesse entrare per almeno un`intera giornata. E`vuota anche mentre l`acqua picchietta contro la mia finestra semi accostata, accendendo un vecchio e continuo rumore che molestamente mi ricorda l`ora tarda. Poche ore che ho lasciato un pomeriggio intenso di pensieri e momenti, che m`ha lasciato addosso non poche pretese. Ci sono sempre dei giorni in cui c`è da tirare le somme su cosa e su come ci stiamo comportando: Dove e quando decidiamo di vivere e completare i nostri momenti con pensieri provvisori e di cui potremmo benissimo fare a meno. E`che quando la notte profuma di lacrime e pioggia pensare a niente potrebbe essere l`unica cosa a farmi davvero capire dov`è che ci manca qualcosa. Ho l`impressione di trascurare troppe persone. E`sempre il tempo a mancare in questo mondo. Come si può pretendere di dare a qualcuno la propria fiducia quando non se ne ha nemmeno verso sè? Davvero mi servirebbe qualcuno che sia sempre pronto a fare una domanda, cosi da rendere più facile trovare una risposta a qualcosa. Ci sono momenti come questo che sono pieni di sentimento. Credo che li combatte ognuno anche se viene complicato esprimersi. Ora cercherò di dormire cosi da fare scorrere questa notte con il suo scroscio insensato di pioggia, come se per piangere servisse sempre una ragione. E`piacevole svegliarsi con l`indolenzimento da sonno e vedere che fuori non ha cessato un`istante solo di piovere. L`aria è carica d`acqua ma ha cambiato l`odore. Annusare la pioggia credo sia una cosa che prima o dopo fanno comunque le persone in maniera curiosa per cercare qualcosa dentro un cielo che non ha sbocchi verso qualcos`altro. Annusare la pioggia diventa quasi come respirare, ma non diventa essenziale anche se ne abbiamo bisogno lo stesso. Stamane l`acqua ha l`odore tipico d`ogni nuovo lunedi mattina. E`un profumo nascituro che nasconde venature stanche, un`odore che sembra pungente quanto basta da farsi detestare da chiunque. Ha un profumo ricercato e confuso in sostanza, ma solamente la notte nasconde l`odore del mare e un misterioso orizzonte annebbiato. Ha sempre un`odore diverso: Come quando non sai nemmeno ne il giorno ne tantomeno l`ora e rimani a guardare l`oceano. A novembre rimasi sotto l`acqua a guardare il mare muoversi a pochi metri da me contro una riva sabbiosa. E`che non c`era niente a parte l`oceano e l`acqua che grondava dal cielo nuvolo, cosi pensai che il mare copriva tutta la mia vita. Credo che i ricordi siano momenti che si vivono più intensamente quando vengono riscoperti in qualche angolo dentro la mente, non ricordo se quando li ho vissuti si siano davvero comportati in maniera cosi profonda. E`la malinconia di novembre che torna sempre puntualmente. Ancora dentro la mia stanza a Torino. E`vuota e per niente chiassosa a quest`ora come la scorsa notte. Ormai trovo complicato essere un libro spalancato da cui prendere spunto d`ogni suo pensiero. Chiudiamo le porte quando entra l`inverno con la paura di prendere freddo e tornare di nuovo ad ammalarci. Comincio a trascurare le persone con questo continuo andarmene e tornare che non termina mai. E`una cosa buona da capire perchè me ne sono reso da solo conto senza che nessuno me l`abbia cercato d`imporre. E`che manca sempre tempo per qualcuno: Questa credo che resterà comunque una cosa che non potrà cambiare. Ho cominciato a cacciare questi pensieri e le persone con cui ho trascorso il mio tempo da quando me ne sono andato da casa: Sono passati ormai due anni, anche se quando me ne andai non ricordo se pioveva o meno, ma non mi sembra che ci fosse l`odore piovano. Di nuovo me lo chiedo e vorrei sapere che profumo aveva quel giorno che m`ha cambiato per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-5001692543902519371?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5001692543902519371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/5001692543902519371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/la-notte-che-profuma-di-lacrime-e.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-3601153138025618178</id><published>2009-01-30T00:19:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:19:28.180+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;CERCARE DI DARE UN SENSO A TUTTO, E`IL MODO MIGLIORE PER PERDERSI..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gettando una moneta nel mare mosso la notte, credo che compierei un gesto semplice e scaramantico a difesa d`una serie di desideri espressi e completamente realizzabili: Quello del lancio di un pensiero trascorso nel mezzo di questo tempo, immenso e infinito nel riservarmi giorno dopo giorno nuove emozioni. Con i miei occhi rivolti al cielo in attesa delle stelle cadenti. Ma la volontà di vedere realizzati i propri obiettivi attraverso una propria scelta e una spinta propositiva e ottimistica verso domani. Perchè dove manca o si abbandona una strada, si traccia il solco di un cammino ostinato e caparbio che la può rigenerare. L`automatismo d`un percorso abitudinale da un punto verso uno nuovo fra questi mesi di ghiaccio, fa da sfondo a un flusso di pensieri che incontra improvvisamente un`inaspettata consapevolezza. Possiamo osservarci intorno o possiamo scontrarci la faccia: Sta sempre a noi decidere come, quando e dove. Impariamo sempre dopo assumendoci le nostre paure e assimilando anche le bugie quando queste non hanno più permanenza nel presente, prima ci nascondiamo e restiamo in attesa che l`inverno passi. Cosa serve poi brontolare di qualcosa o di qualcuno quando il mondo va male? Credo che non mi servirebbe fare due passi indietro adesso, devo andare avanti con chi c`è mentre qualcuno mi guarderà di lato o in faccia mentre io ricambierò a guardare loro. Io la mia scelta l`ho compiuta. Nemmeno mi sembra strano rischiare tutto tranne quello a cui tengo davvero. Spero di alzarmi domani con qualche consapevolezza in più su questi pensieri e che sia davvero un punto o un banale cambiamento, un`isola raggiunta su cui non fare ritorno. Non sono stati giorni semplici: Tra le montagne d`osservanze e parole forse ne ho sentite anche sincere. Se mi guardo indietro e mi accorgo di quant`ho sbagliato vedo solamente il vuoto. Mi faccio delle domande anche su questo, ma la risposta non è nient`altro che nuovo vuoto, e da questo non se ne esce in nessuna maniera. Io non devo essere una persona semplice vista da fuori: Con i miei punti di vista e i miei eterni silenzi. Con le mie mezze frasi per fare un discorso e le mie domande che sembrano non c`entrare mai niente, ma che prima o poi qualcuno capisce perchè le ho chieste, e qualcosa torna con i mesi un pò chiaro. E continuiamo a guardarci intorno per cercare qualche traccia di mezze decisioni e sguardi che non si sono mai dimenticati: Persone che tornano anche solo per un paio d`ore, solo per concederti quel poco di tormento che ci serve per capire quanto siamo delicati, cocciuti e moralmente indecisi. Sono cose che non si sono mai dimenticate. Sono quei passi che hai quasi paura di fare indietro per inciampare e tornare verso il cielo con le ginocchia sbucciate: Finiamo dopo per scappare sempre a casa a piangerci sopra. L`impeto di certe parole andrebbe qualche volta governato. La possibilità che queste vengano recepite non per il loro significato primo ma per la fretta con cui vengono pronunciate, aumenta il rischio di non essere compresi. Soprattutto da coloro che fanno delle stesse parole un uso più timido ed essenziale. Due punti conosciuti quindi: Quello di partenza e quello di arrivo. Due case che ho adesso insieme a due spazzolini, due profonde e intime vite, e in mezzo un tratto che resta uguale geograficamente ma che assume nuove sembianze emotive nella ricerca di un perdono necessario per potere fare lo stesso percorso, anche a ritroso molte altre volte ma sempre compiuto serenamente. Perdo la traccia di un amore analogo tra sole e luna, che si amano ma non si parlano. Entrambi impegnati a cercare di rendere le proprie vite inverse e opache, plasmate per qualcosa. Prima d`ogni cosa a sè stessi e poi forse, anche all`amore inespresso dell`altro, un`amore che non c`è. Un dialogo muto fatto di domande che suonano minacciose e di risposte che faticano a venire fuori come la voce. Allora alla luna non resta che salire su un tetto e guardare la vita che scorre al piano di sotto, osservando il dolore dall`alto che diventa più piccolo, ma resta comunque grande dentro di lei. Al sole toccherà solamente scrutare il mondo dal cielo e correggere insieme a nuovi errori, quello che scopra con la sua chiara e cruenta luce diurna. E`che continuamente è un capolinea diverso e inaspettato, ma è un modo diverso per dire fine. Cosi come restano nel mare le monete che lanciamo di continuo nei mesi, desiderando qualcosa che non sembra mai arrivare, ma che quando arriva, restiamo persi in quel continuamente, continuando a lanciare oro nero che coprirà l`intero fondale. Ho parole confuse da scrivere dopo tanto assenteismo, che non credo qualcuno potrà capire. Forse lo farà una persona sola se mi può davvero capire, e se anche dovesse davvero comprendere di essere la sola, forse le strade verranno come le mie frasi scambiate e confuse. Cercare di mantenere il controllo su tutto è il modo migliore per perderlo. Cercare di dare un senso a tutto è il modo migliore per perdersi. Ci sono emozioni alle quali non è necessario dare una spiegazione. Eventi, apparentemente senza senso, che cambiano il senso della vita. Troppo spesso mi muovo nel sonno nel cercando di sommatizzare prima ancora del domani il mio stesso presente: Ma intanto la vita succede, intanto la mia vita accade e io rimango indietro. Anche in questa notte mi recherò in riva al mare e lancerò una moneta nel suo profondo e scuro fondale, sognandone un colore, una forma e un`idea. Anche in questa notte mi fermerò chinandomi innanzi la sua riva e lo osserverò in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-3601153138025618178?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3601153138025618178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3601153138025618178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/cercare-di-dare-un-senso-tutto-eil-modo.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-9062169822031957136</id><published>2009-01-30T00:17:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:18:59.013+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;DUE OCCHI MALINCONICI, CHE RACCHIUDONO STORIA E POESIA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E`che quando qualcosa o qualcuno vuole lasciarti addosso un`emozione che nemmeno qualcuno o qualcosa può cancellare, viene fuori un momento che forse resterà per davvero in eterno. Sono i momenti che anche se resteranno per sempre non ci vorrà poi tanto perchè se ne vadano in un`istante qualunque senza neanche avvisare, una mattina in cui scendi in cucina assonnato e meno sincero con te stesso, sovverchiato da pensieri d`un qualche sogno incerto e quasi completamente rimosso. Sono parole che non mi cadono preda di pensieri distaccati e consolatori: Sono le parole che non ti direi mai e che a volte nemmeno io capisco. Cadiamo in gabbia a ricordi che premono perchè in qualche situazione pendessimo da loro, vedendoli l`unica dimostranza che in fondo il passato non c`è mai passato davvero e in ogni sua maniera. E`che con te cambia davvero ogni cosa, ogni situazione e ogni pensiero, ma mi troverò sempre immensamente piccolo per comprendere dov`è che finisce un oceano e comincia un nuovo mare. La parola`Buon natale`ce l`hanno ancora in bocca le persone anche se mancherà sempre qualcosa: Qualcuno manca ora e con lo scorrere del tempo mancheranno sempre di nuove persone, anche se ci dovremmo rinventare di nuovo. Solamente chiedo che quando parlavo di coerenza non confondevo la paura senza un senso di trovarmi a guardare da fuori me stesso, vedendomi anche incapace di prendere una decisione senza un`emozione prestatami da qualcuno. E`che quando nasciamo dentro a occhi malinconici che racchiudono storia e poesia, ci viene imposto di crescere e combattere contro le nostre sensazioni sconosciute: Sono quei momenti in cui ci muoviamo da soli tra le braccia del nostro materasso, e quel mucchio di coperte è talmente pungente e vuoto che faremmo qualsiasi cosa per andarcene anche se fuori c`è solamente la nebbia. E`che forse qualcosa o qualcuno che ha voluto lasciarti addosso un`emozione l`ha abbandonata in maniera troppo cruda e troppo profonda dentro di te, cosi scendi verso il pavimento per cominciare a scrivere. Si bagneranno magari le proprie parole con qualche lacrima anche se non scenderà nemmeno, ma poi passa come l`autunno che non voleva mai andarsene, facendoci compiere un nuovo piccolo passo verso la crescita anche se si ha il cuore in fiamme. Nemmeno servono le parole a momenti, ma fanno lo stesso bene: Sono scontate e distaccate, ma noi nutriamo anche il bisogno di cosa non è necessario per sentirci bene. Trovare persone come te mi fà venire il bisogno di non perdere nemmeno un secondo, e se anche la solitudine s`impossessa del nostro sonno, basta uno sguardo per avere la consapevolezza che c`è sempre qualcosa che vale la pena scordare, e qualcosa che ora non vorresti mai perdere, nemmeno per tutta l`emozione del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-9062169822031957136?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9062169822031957136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9062169822031957136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/due-occhi-malinconici-che-racchiudono.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-1056800331297670391</id><published>2009-01-30T00:17:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:18:37.561+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;COME GRANO GIALLO SPAZZATO DAL VENTO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia semplice, o ancora più semplicemente complicato rendersi conto di cosa si vuole davvero: Ci sono monumenti e ricorrenze che mi ricordano la storia e ci sono alcune storie che mi ricordano le promesse che ho montato su castelli che non volevano mai cadere. Perchè le cose viste da occhi che non sono nostri sembrano sempre le più belle? Siamo curiosi verso il mondo che abbiamo intorno, ma non abbiamo mai avuto il coraggio di mettere i piedi a terra per andarci contro. E la storia và comunque avanti con o senza di noi, i monumenti passano anche senza la nostra partecipazione e senza le parole che possono sembrare anche di eccesso. E`semplice raccontare di una Guerra o di una rivoluzione che non abbiamo mai vissuto, dare un consiglio per una persona che stà male o provare a rassicurare qualcuno anche quando non ce n`è. Cesseremo un giorno di pensare con la testa di un`altra persona? Io non credo anche se è brutto lo stesso. Decidere senza provare un`emozione piena dei suoi momenti, vivendo di una sensazione che non sarà comunque la stessa. Credo di non avere mai voluto parte dei dolori di una persona o dei suoi incubi notturni, mi bastano i miei. Sognamo un`amore con assonnato disimpegno fino a che ce lo troviamo presente, raccontiamo di avere sognato anche il paradiso almeno una notte ma mi chiederò sempre il perchè ognuno lo veda diversamente. Vuole dire che forse l`intero mondo non è capace di rendersi conto di cosa si vuole davvero? Se lei sogna lo faccio anch`io, ma non è di pane e sonno che possiamo vivere. Quando scrivi c`è sempre una parte di te che non sà cosa racconta: Sono le emozioni che cercano di prendere forma a fatica e unirsi una ad una, come una rete che si trascina dentro ogni secondo. Quando scende il buio seguo le fiamme d`ogni tua parola, come l`isola che nasce a metà fra il rossore dell`alba e i miei desideri. Pretendiamo di invertire la paura del vuoto con un`insensata paura di credere ancora, ma evochiamo solamente ricordi di una manciata d`anni trascorsi come sabbia rinchiusa dentro una mano. Andiamo sul concludersi in maniera precoce, e questo conta in ogni mia azione ormai. Se mi dico che non fanno ormai male quei giorni in cui smisi d`essere parte del mondo non credo di mentirmi: Promettiamo sempre che la prossima sarà l`ultima e che smetteremo e impareremo dai nostri errore, ma finisce sempre alla solita maniera, portando avanti un`amore fatto di cenere e sogni. Se lo scrissi io non penso che ci credevo, ma sono cose che non si cancellano nemmeno con una gomma. I passi che mancano a natale sono davvero pochi, ma non mi ricordo quand`è che ho cominciato a distanziarmi da lui, ma non dev`essere molto: Ricordo che un tempo mi piaceva l`ansia dei suoi regali da fare e ricevere. Un`immensa attesa in cui rimani a guardare l`arrivo della cena e la notte che non sembra mai finire, ma che si conclude con l`apertura di qualcosa. Questo me lo fà odiare, sapere che un tempo questa era un`emozione mi fa rendere ancora più conto di come le stesse cose possano cambiare così radicalmente. Come se arrivasse una giornata in cui si capisce che nemmeno le parole servono ancora, lo capiremo entrambi anche se conosciamo bene noi stessi e le distanze che ricoprono i momenti e le decine d`attese che vediamo ogni giorno, cosicchè non servirebbe nemmeno parlare ancora: Basterebbero i tuoi occhi. Davvero non capisco perchè mi viene complicato scrivere ora, qua, cosi. Non ci sono bugie da raccontare e nemmeno le piccole adesso, è un periodo che non riesco a stare da solo con me stesso. Mai mi sono mancate le emozioni e anche se ora ne sono davvero pieno mi mancano i miei spazi per conoscerle. Forse mi mancano le emozioni che mi fanno stare male. Le emozioni che quando le hai addosso fanno un male cane e non le vorresti solo per te, ma quando mancano da una parte le chiami secondo dopo secondo. Scrivo male e con sforzo. Ora mi manca davvero qualcosa anche se lei mi può dare il mondo. Le.. Ti voglio bene. Ho la fronte che brucia e un chiodo fisso in mente. Ora, qua, cosi.. non riesco davvero, ma credo sia solamente perchè ora mi sento davvero bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-1056800331297670391?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1056800331297670391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1056800331297670391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/come-grano-giallo-spazzato-dal-vento.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6410187750137679662</id><published>2009-01-30T00:15:00.003+01:00</published><updated>2009-01-30T00:17:20.270+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;VALEVA LA PENA METTERCENE OTTO DI GIORNI PER CREARE L`UNIVERSO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E`una cosa che continua a corrermi in mente da tempo ormai. Con lo scorrere dei giorni le settimane si sono allungate divenendo poco a poco mesi, e questi di conseguenza desiderano comporre la cornice squadrata d`un nuovo anno. Come ogni sensazione che proviamo ci sono momenti in cui il nostro buon senso è più forte d`ogni cosa che ci circonda, persino delle cause per cui siamo costretti ad assumercele. Vorrei provare a scrivere una lettera senza pensare a qualcuno in particolare. Stendere senza senso i pensieri che ci scorrono in mente, le parole che a loro modo non sapranno mai dirci qualcosa di vero, ma che resteranno comunque una cosa che conta, un`emozione di un secondo solamente, ma che sarà lo stesso impresso. Comincio: I momenti la notte non scorrono sempre come li vorrei, sono interminabilmente fermi. Le ore sono macigni che non smettono di tremare dentro lo sguardo stanco e arrossato di vecchie memorie addormentate. Ma non se ne vanno e qualcosa rimane comunque come scomodo residuo. E`sempre la stessa storia. Se qualcosa è concluso dovrebbe esserlo una volta per tutte, ma non è mai cosi davvero. Forse non ora e forse non con questa persona, ma succederà lo stesso di pensarci ancora e ancora. Siamo al punto da credere davvero che descriversi non è una cosa semplice, non lo è mai quando qualcosa conta. Contiamo sopra le dita delle nostre mani anche se dopo il cinque dobbiamo riabbassarle. Contiamo i nostri anni che non restano mai fermi ne un giorno in più ne uno in meno: invecchiare è la sorte più bastarda e patetica dell`essere umano. Ognuno dei nostri anni arriva sempre puntualmente lo stesso giorno, nessun ritardo in merito. Contiamo quante volte ci siamo cascati e quante ne ricadremo ancora, e contiamo anche su alcune persone che ci sono lo stesso vicine. A ruota libera conterei anche i pensieri che mi scorrono adesso in mente, ma sono inusualmente veloci e scuri. Vedo Torino e le sue luci. Vedo lei e non potrei comunque non farlo. Vedo le cose che sono cambiate in un solo mese anche qua in casa, mia nonna e la mancanza che sento enorme, anche se sono lontano. Ci abituiamo a qualcuno al punto da non potere accettare la sua scomparsa o perdita cosi all`improvviso. Si versano lacrime e sudore nel buio la notte fino a che andandosene non ci trascina lontano un pò delle sue visioni. Ma non è una merda vivere. E`solo un`errore di Dio se stiamo male solamente perchè qualcuno prima ci ha fatto stare bene. E`solo un`errore. Raramente qualcuno dice che hai fatto bene o hai fatto male, e raramente qualcuno viene a farti i complimenti o ancora più raro nessuno ha il coraggio per dirti che hai sbagliato tutto e che non funziona niente, che non è quello il verso giusto. Ma la mia lettera senza pensiero stà pensando a sè stessa ora, è rovinata. Vorrei dedicare le parole che non hanno voce ma una sola immagine che si consuma con la nebbia d`ogni mattina, i momenti, le sensazioni e le ansie, trascinate lontano da un onda di gelida lucidità. Ci mettiamo a ragionare su noi stessi andando sempre alla conclusione che c`è da migliorare un qualcosa, ma non siamo razionali quando giudichiamo nella fatiscenza d`inutili tentativi d`accesso, a regioni fuori mano delle nostre emozioni. Uccidiamo i pensieri di questa notte e rinchiudiamoli dentro a scatole di cartone e ignoranza. I momenti non avranno distanza e i distacchi saranno lontananze inumidite da panorami spazzati dal vento, coperti da nubi che non caricheranno mai pioggia. Saranno come i pensieri che mi corrono in mente da tempo, immensi e senza un senso. E se conta davvero ogni cosa e ogni sensazione, te ne avrei tante da confessare. Ma non è ora e non è questo. E ancora me lo continuo a sussurrare che è solo un`errore se stiamo male solamente perchè qualcuno prima ci ha fatto stare bene, e in confronto, l`universo non vale un cazzo. Valeva la pena mettercene otto di giorni per creare l`universo, invece di fare le cose di fretta e con il culo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6410187750137679662?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6410187750137679662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6410187750137679662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/fermandomi-ai-tuoi-occhi-non-avrei.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6470721415176895675</id><published>2009-01-30T00:15:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:15:54.378+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;FERMANDOMI AI TUOI OCCHI, NON AVREI VISTO ALTRO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono momenti che non passano mai, scenicamente lontani e doverosamente conclusi. Ho promesso troppo al cielo che una cosa sarebbe stata per sempre, ma nel rendermi conto che non può restare ogni cosa con me, mi è toccato lasciare da parte me stesso per portarmi dietro quanto sono stato. Prendiamo le distanze da noi stessi ma non ci accorgiamo mai di quando sia breve il tempo per vivere il qualunquismo di un solo secondo. Scrivo e penso che ormai sono passati due mesi e mezzo tra queste mura e panorami d`inverno, occhiate verso cime innevate e tramontanti fra le mura d`una caserma. Era inevitabile che ci fosse un pò di malinconia nel lasciare andare queste impronte chiare, che vedo comunemente passate. E il caso mi vuole di nuovo a Torino. Ho paura di vivere un enorme Dejavù che mi porterà ancora pensieri, e questi di loro porteranno nuove domande e vecchie indecisioni, incoerenza e forse incostanza nel dedicare ogni secondo a una sola persona. Mai e mai sarà facile raccontarsi: bisogna sempre cercare di avere un occhio di riguardo per cercare di non svelare troppo, mantenendosi al tempo stesso incondivisi dal mondo di cui non facciamo parte. Mancherà comunque qualcosa da scrivere o una parola che non abbiamo mai detto, ce ne ricordiamo sempre nel momento in cui ce n`è meno bisogno perchè è cosi che deve andare. E noi continuiamo a chiedere ancora al cielo mentre scende la pioggia, senza capire che non c`è nessuno a piangere per noi. Rimaniamo la notte a scrutare l`universo per cercare i sogni che si alimentano con le speranze, ma crescono e diventano enormi per colpa di ogni desiderio andato in malora, separato in minuscoli frammenti. Cerchiamo di ricomporli come bambini che si mettono a gattoni e naso all`insù a frugare tra nuvole e sole, ricacciando uno sbadiglio pigro ancora prima di cominciare la loro ricerca. Tu quante volte sei rimasta a guardare la notte? Ci arrendiamo, ma non lo capiamo comunque. Sono momenti che non passano mai, anche se forse domani non ci pensero come ora. Penso a cos`è successo tra noi e c`è da scrivere anche per questo. Ho troppe cose per tenermene anche solo alcune dentro. Per un pò t`ho guardata in modo strano nei giorni precedenti, l`abbiamo capito insieme anche questo, e mentre dalle mie labbra uscivano delle parole, la mia testa maturava un emozione diversa, che m`è permeata dentro. Di che cos`avevano paura? Forse non hanno mai guardato il cielo o chiesto a qualcuno un desiderio gratuitamente, ma provano comunque un`indistinta paura. La paura che non ha notte è sempre la paura più nera e sconfinata, e sembra che non se ne esca. E`strano ricordarsi di quanto una cosa sia importante anche se l`hai avuta sempre accanto, e me ne sono reso conto per tempo. Rimaniamo in silenzio per evadere in giornate come queste, quando Dicembre con la sua gelata nostalgia, comincia a levare un pò del male che c`ha tirato addosso il suo predecessore. Non sai quanto vorrei averti qua adesso. Me lo continuo a dire, mi continuo ad ossessionare, mentre la luce del sole invernale mi tampona la faccia. La distanza verso qualcosa che manca è forse la più grande, e non importa che sia qua o chissà dove, importa solamente che sia ora e subito. Un pensiero senza fine in una notte come molte, mi prende e non mi lascia più andare. E`la malinconica mancanza di averla qua a scrivere, ne male ne dolore. Sono momenti che amo raccontare, perchè per quanto ci possa essere dietro ad ogni sentimento, ognuno è semplicemente contorto. Non ho mai chiesto che mi capiscano, non lo pretendo e certo non è una cosa facile da chiedere, ma secondo me è stupido fermarsi davanti alle cose. Girandoci intorno non le puoi vedere in ogni loro forma? Cosa c`è dopo il mare e cosa c`è dietro l`universo o a fianco di una montagna? Ci accostiamo stancamente ai panorami, li rendiamo dei fotogrammi ai nostri occhi. Qualche volta ridiamo o spendiamo una lacrima nel ricordarli, ma saranno solamente immagini trascorse. Ancora mentre le mie promesse cadono troppo verso il cielo, mi domando cosa sarebbe successo se mi fossi fermato solamente ai suoi occhi. Credo che non avrei visto altro. Comincia a diventare pià facile raccontarsi mentre le righe scorrono, e la musica di piano scivola lentamente dentro la stanza. C`è un profumo che ricordo vagamente, e non capisco com`è che mi abbia seguito anche qua, ma non sarà di certo questa volta che mi resterà addosso. Cominciando qualcosa di nuovo viene semplice il guardarsi indietro e pensare in maniera razionale a cosa s`è sbagliato e dove si poteva recuperare qualcosa, ma si rischia anche di capire che siamo rimasti a guardare il sole tramontare senza fare niente per fermarlo. Ma non fà comunque male la sua luce negli occhi, ormai non ci penso più come ieri. I momenti che non passano mai sono prodotti che scadranno con l`inverno, preamboli che si annienteranno con l`unicità di quanto sto vivendo. Con il sonno mi lascia anche il ricordo di luci che si spengono prive di compassione dove la notte cala nel cuore, lasciandomi cosi senza di te. Ci sarai lo stesso in ogni parola che mi sussurra il tuo nome. Ci frantumiamo verso promesse immantenute, ognuna verso qualcuno che ha mantenuto solamente se stesso, aiutandoci a comprendere che s`impara con il dolore. Ma non c`è più spazio per lui adesso, mi è stato per troppo dentro. La mia consapevolezza di cascarci sempre di nuovo, mi rende consapevolmente capace di trovarmi sempre impreparato a questo, quanto basta per farmi provare la sensazione di abbandono verso emozioni trascorse. Non avrei comunque potuto tenermele dentro fino all`ultima, anche se l`ho promesso, e chiederò per sempre scusa di questo. Sono circostanze inevitabilmente sazie di ponti ricamati su cemento, concerni a sguardi che sapranno sempre di una malinconia straniera, lontana e sconosciuta. Termino chiedendomi se quanto ti posso dare sarà quanto davvero tu vuoi, e se anche non esistesse niente al di fuori di questo saresti comunque cosi. E`pienamente condiviso da ragioni conclusive e distaccanti un pensiero di passaggio, che nel breve momento che mi ha accompagnato continua a ricordarmi l`acerbo mattino che mi aspetta freddamente dopo i sogni di ogni notte, nel frastuono di compassioni e rimpianti che ormai ci calzano male. Sono sicuro che manca anche ora una parola da scrivere o che non ho mai detto, un`emozione da raccontare o una previsione da metabolizzare con sguardo critico e di parte, sono sicuro che certe cose non passano mai nemmeno provandoci, e sono anche sicuro che non mi passerà come niente la cosa che sento per lei. Mai e mai sarà facile raccontarsi anche se Dicembre è cominciato da poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6470721415176895675?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6470721415176895675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6470721415176895675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/fermandomi-ai-tuoi-occhi-non-avrei_29.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-3453390592623262923</id><published>2009-01-30T00:14:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:15:18.377+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LA LUNGA NOTTE CHE NON DORME..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dev`essere il continuo silenzio che ha cominciato a farmi male quando ho cominciato a piangere. Solo quando anche le lacrime hanno preso a bruciare mi sono fermato e sono tornato in silenzio. Ho guardato l`amaro dei tuoi occhi che hanno cercato di aprirsi ma non l`ho capito, cosi come non ho mai compreso davvero te. Sono cresciuto senza mio padre e hai cercato di prenderne il posto anche se non abbiamo mai parlato sinceramente. Non mi hai mai conosciuto veramente, e credo che le uniche volte che ho provato a parlare di me stesso mi hai mandato a cagare in una manciata di secondi. Ho anche dovuto imparare da me a farmi la barba tentativo dopo tentativo, ma mi hai insegnato a pedalare una bicicletta e a capire che cos`è il mondo, sempre in piccole dosi. Credo di non avere mai ricevuto un complimento su una sola ragazza con cui mi sono messo, anche se io cercavo di fartene piacere almeno una. I miei capelli erano sempre lunghi o corti e non andavano mai bene, e anche i pantaloni che indossavo per te erano sempre nuovi. C`è una sola domanda che vorrei fare a te ora, quand`è che hai smesso di vivere? Sei andato avanti a chiamare la morte per un anno intero, con ostinatezza e con rabbia. Pensavi davvero che avrebbe tardato? Ma nonostante questo mi fa stare male da morire. Erano incondivise le mie decisioni e anche lunedi me ne hai dato la dimostrazione, non hai mai condiviso il mio modo di vedere il mondo e i miei desideri che non erano simili ai tuoi. Sei perso dentro ad una lunga notte che non dorme, e chissà se riesci anche a sognare dove fà buio. Mentre qualcuno muore fà male ricordarsi di avere dimenticato anche una parola, mentre qualcuno muore fà male ricordarsi che muore anche una parte di te e che questo restera comunque per sempre. Vorrei piangere anche adesso e ti chiedo scusa per ogni cosa. Scusa se ho provato ma non ce l`ho mai fatta e scusa scusa scusa se non sono riuscito a salvare la parte di te che non se n`è mai voluta andare. Scusa se non ti ho mai detto quando ti ho voluto bene. Sono sensazioni che non si possono raccontare, mi viene anche strano. Chiudo una sigaretta tra le labbra senza fumarla, sperando possa bruciare queste vecchie tristezze anche in questa mattina in cui ho freddo. Cercherò comunque di guardare il sole. Chissà dove sei in questa notte che non dorme. Forse ho fatto l`errore più grande della mia vita quando ho smesso di cercarti.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-3453390592623262923?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3453390592623262923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3453390592623262923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/la-lunga-notte-che-non-dorme.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2889784875428154218</id><published>2009-01-30T00:14:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:14:47.314+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;TENTATIVO DELL`UOMO INFINITO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La malinconia di Novembre mi trascina pensieri e considerazioni, e spesso le seconde sono peggiori dei primi perchè portano con loro anche il peso del giudizio. Scorrono veloci i mesi e i secondi che si annodano lentamente nel gomitolo dei ricordi, lasciandomi preda di un lamento continuo. Quando c`è tempo ho molta fretta e quando il tempo manca ne vorrei ancora, ancora e ancora. Vorremmo correre per prendere le risposte di cui abbiamo bisogno, o semplicemente vorremmo scappare per avere ancora la forza di rimandare al tempo il bisogno che nutriamo di emozioni, ma non è mai giusto il tempo o forse lo è sempre, ma non lo capiremo lo stesso. Che sia davvero l`unico ad essere sempre giusto con ognuno? Questa volta non credo di avere paura del tempo, ma ho fretta di sapere cosa succede e cosa succederà un domani, come sono dentro lo sguardo di chi mi vede, cosa si prova nel girarsi un giorno come tanti e guardandosi indietro capire che ogni momento è stato speso nel modo migliore, anche se tanto tutto passa. Si comprano nuovi calendari e guanti per ogni inverno e nevicata, un`ombrello per nuove pioggie e fazzoletti per lacrime che non scendono e non si decidono a bagnarmi il viso. Si compreranno costumi per l`estate che dovrà venire, insieme a tanti e ancora tanti biglietti che mi porteranno lontano da casa, verso case nuove ma che non sentirò mai profondamente mie, e con loro si compreranno saluti e arrivederci, un addio o forse un centinaio, ma comunque in scatole chiuse che si accumuleranno nella discarica dei miei sogni. Ma non mi stanca mai questo, mi rende forte e momentaneamente solo, ma non riesce a stancarmi, mai e mai. E`come se io amassi questa situazione di un continuo arrivederci, cosi come aveva titolo un qualcosa che ho letto e che mi è rimasto dentro come un`amore lontano e impossibile, il lungo addio. Ma ora mi tocca di nuovo raccontarmi, raccontare il rispetto che ho per la mia scelta e per chi non mi ha mai lasciato. Posso decidere di rispettare ma non posso decidere di riceverlo il rispetto, non mi è nemmeno concesso di pretenderlo. Vivo come mi pare, come mi piace, osservo e amo l`istante che mi lascia un impronta, e probabilmente qualcuno se ne fotte di come vivo, e mi tratterà sempre come vuole lui. E allora peggiorare non è sempre un male. In questo lungo addio ogni accenno di peggiorarsi, nel senso di peggiorare se stessi, a volte diventa un indispensabile spirito di sopravvivenza. Non lo potrà capire comunque chi arriva dopo e chi non è mai arrivato, che allora giudicherà male. Ma che cosa sa lui davvero di me? Faccio e continuerò a fare il mio percorso coerente e prima o poi arriverò a trovare i punti oltre ai quali non oserò muovermi. E`ancora la malinconia di Novembre che parla o è la forma che i ricordi cominciano a prendere, a suggerirmi il colore e l`abbraccio di nuove emozioni? Le mani scorrono come nuvole in orizzonti tramontanti e spensierati, immagini e antichi profumi di panorami dentro i quali non crediamo che la pioggia sia mai potuta scendere, anche se piove sul mondo e su ogni angolo, piove sopra di noi e sui nostri amori, comunque e dovunque loro siano. E`un pò come il mare, questo cumulo di cenere che mantiene sempre acceso e vivo un sentimento. Un volersi bene che non ha sguardi ne modo per unirsi, un sentimento che ha provato un dolore profondo e sincero come l`abisso, che ha visto i colori di un estate e l`appassimento di un cielo autunnale macchiato di pensieri. E`cosi che devono essere le sfumature del mio cielo, un intramontabile tramonto che continua a lasciarmi l`odore del giorno che si allontana, carico del sapore notturno che lentamente mi si riversa contro, perso dentro ad un deserto di sabbia e silenzio dove non posso morire ne di fame ne di sete, ma solo di una mancanza. E ancora mi chiedo e mi chiederò sempre quanto, quanto ancora. Mi sono macchiato di questo ricordo di Paradiso, ne sono sporco e maledico anche l`inferno perchè non mi ha preso tra le sue braccia laviche e odiose, dentro al quale magari sarei divenuto capace di amare un pò meno, di arrendermi più volentieri al mondo. Ma è una nebbia continua e continuamente perenne che mi porta a camminare anche quando non c`è più niente sotto ai miei piedi, quando la strada non è più terra e quando il mio cielo non è che l`universo che si compone dei miei momenti di sconforto. E`Novembre, chissà se poi è cosi caldo l`inferno adesso, anche se non credo. Se ci regalassero l`inverso di ogni ragione, sarebbe anche questo per sempre, ma niente è per sempre, niente è per sempre, se non la certezza che questo è ora come lo sarà domani. Ci sveglieremo sognando casa senza renderci conto d`esserci tornati, torneremo a camminare verso sentieri lontani perchè la vita ce lo impone, con una consapevolezza in più di prima e centinaia di cose lasciate in sospeso, come una a cui rimando da mesi e mesi, ma che non mi decido a fare, e lei lo sa bene. Sempre per sempre, vale anche per questo che resterà sempre un occasione sprecata, un sasso che ho tenuto chiuso dentro l`ombra di un pugno senza mai lanciarlo, cosi come scrisse una persona questo sarà il mio tentativo dell`uomo infinito. E mi tocca provare e ancora provare, a provare e provare per sempre, un qualcosa a cui non mi decido a dare forma, un emozione che non riesco a cercare o che forse non trovo nel cielo che mi ostino a scrutare, come un sognatore che non ha ricordi al mattino verso il quale si affaccia. Ma ora devo dedicare poche parole a Tania anche se non saranno loro a farla sentire bene, e con loro le dedico la magia di ogni ricordo che si porterà sempre accanto, insieme alle ore che ha passato a sperare che qualche stella tornasse a splendere in un cielo che ha perso i suoi occhi. Anche ora che l`orizzonte è buio per il mondo sò quanto il buio per te sia ancora più nero ed immenso, e sembra che non ci sia niente dentro a questo abisso. Le dedico le centinaia e centinaia di emozioni che ha provato e la gioia immensa che ho sempre visto nei suoi occhi, e per concludere le dedico il mio egoismo nel chiederle di spendere una sola lacrima ancora. Sono i deserti e l`oceano notturno che aspettano il tempo e con loro sono le mie parole che aspettano di essere osservate e da qualcuno comprese. Sono i giorni senza colore che aspettano un raggio di sole per essere ricordati anche da pochi, e sono i momenti unici che aspettano una persona che li possa incorniciare e portare dentro per sempre. Ha un valore profondo l`amare e il chiedere di essere amati, sono cose che non si chiedono, arrivano in un giorno in cui non ci pensi neanche e ti restano dentro. Credo sia lo sguardo di una persona l`unico capace di farla innamorare davvero, cos`hai visto nei suoi occhi? E`sciocco domandarselo, ma non si può farne a meno. Ci chiediamo sempre cosa ci hanno lasciato e cosa ci mancherà di una persona, ci chiediamo una spiegazione cercando di darci un motivo o una colpa che non è mai nostra. Ci chiediamo anche il motivo del continuare a chiederci questo, ma non ne usciamo mai davvero. La malinconia di Novembre contagia anche la tua notte, ma come ogni mese passerà anche questo. E`cosi dura dimenticare. Chiunque arriva un giorno a smettere di crederci inculata dopo inculata, delusione dopo delusione e lacrima dopo lacrima. Smettiamo di crederci perchè non si ha motivo al mondo per credere ancora, perchè arriviamo al punto in cui lezione dopo lezione, cediamo e mandiamo il mondo all`inferno, poichè se ancora è andata ogni cosa in malora vuole dire che non esiste niente e che da questo non si esce. Ma poco dopo i mesi scorrono velocemente, il dolore si placa e finalmente te ne accorgi: sono momenti unici, in un mare pieno di sensazioni sprecate, che bruciano da morire ma ci sono lo stesso. E non serve cercarli perchè se ci sono ci sono già e se ancora non te ne sei accorta prima o poi succederà, se invece ancora non ci sono arriveranno senza che tu te ne possa accorgere, fino a che non ne avrai davvero bisogno. E allora ti accorgerai di averli sempre avuti acanto anche se non te ne eri mai accorta. Comincio a confondere le mie parole, mi sento uguale e incredibilmente diverso a te adesso, e forse è la prima volta che posso comprendere davvero i tuoi occhi. Le parole non escono sempre cosi come le vorremmo rimandare. A qualcuno diciamo basta mentre le vorremmo sussurrare che le vogliamo bene, da qualcuno scappiamo per paura che ci voglia tenere con sè per sempre, mentre a qualcuno diciamo ti amo solamente per farlo sentire bene. E`impossibile rendersi davvero conto di cosa l`altro vuole sentirsi dire, finiamo sempre per mandare qualcos`altro in malora. A me invece basterebbero poche parole, che non arrivano mai. E`morta anche questa notte trascorsa con gelo e nuovi pensieri, ho acceso un nuovo fiammifero e i miei sogni stanno prendendo forma. Malinconico comincio a camminare verso l`angolo di mondo dove riusciremo anche noi a trovare una melodia di fuoco e passione, quando la carne brucerà del sole di un pianto che non abbiamo mai versato e le ombre che cospargono l`orizzonte non sembreranno mai davvero lontane, anche dove l`oceano è incantato io vorrei che tu non pensassi a cosa c`è dopo l`angolo di mondo dentro al quale ci rinchiuderemo. Ci sarà la sabbia dorata di un tramonto infuocato persa dentro l`ammasso roccioso di uno scoglio contro il quale l`onda s`impatta e scompare nel suo mare che l`abbraccia, ci saranno le persone vicine che uniranno i confini che diamo ai nostri desideri. Menomale che c'è ancora chi ti apre la sua porta come se fosse la cosa più normale del mondo, condividendo un emozione che non è certo cosa da poco, farlo in questo modo è incoraggiante per la visione del mondo, e poi c'è chi si prende cura di me nella maniera più dolce e più forte che io abbia mai visto. Sono tante le cose che non si spiegano e tante quelle che non si classificano, ma esistono e da qualche parte si possono vedere, e ne ho viste a manciate anche in questa malinconia di Novembre, che comunque dovrà lasciarci. Sussurrami le cose che non mi sono mai arrivate e dammi tutta te stessa per sempre. A chi lo scrivo adesso? Sono cosa facile le emozioni, meno quando sono vere, ma comunque sempre e solamente mie. Amare, amare e amare, qualcuno non ne farebbe mai a meno o non ne è capace, ma l`immenso e l`innegato sentimento di ognuno dei nostri sensi ci chiede di sentire ancora qualcosa anche nell`ora lontana in una notte, quando il cielo splenderà di un odore speziato e le nostre lenzuola saranno come un mondo che ci ripara da questo, e quando le misure da un addio e un arrivederci torneranno ad esserci chiare e non mentiremo neanche a noi stessi. Forse in quel secondo riusciremo a comprendere il valore reale di una persona, e le macchie di egoismo e disordine cominceranno a lavarsi dai nostri ricordi, rendendo ognuno di questi momenti di dolore solamente un freddo e soleggiato giorno d`autunno, che magari nel nostro tentativo dell`uomo infinito non ricorderemo neanche. E`solo la malinconia di Novembre, che sembra non finisca mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2889784875428154218?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2889784875428154218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2889784875428154218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/tentativo-delluomo-infinito.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-7236813178012571729</id><published>2009-01-30T00:13:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:14:13.577+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;LASCIO IL SEMPRE ALL`OCEANO, CHE ME LO RICORDERA`OGNI VOLTA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E`strano tornare a scrivere settimane dopo la cessazione, la fine che non ci siamo autoimposti, e la vivo con immaginazione, cercando le parole giuste e le emozioni più adatte, i momenti veri o almeno i momenti che con paura riconosco unici. Cosa c`è stato, cosa c`è e cosa ci sarà? Me lo sono chiesto a lungo di notte, quando fuori pioveva o il vento spazzava la bandiera stanca che capeggia l`enorme spiazzo a cui la mia stanza s`impronta, e anche quando con malinconia osavo lanciare l`occhio pochi metri più avanti, uscendo fuori dal cancello verso i monti e le vallate interminabili, coperte da vigneti odorosi. Credo sia difficile capire e percepire la difficoltà, specie quando qualcuno cerca di nasconderla ad ogni costo, crescere solitamente serve a capire meglio la vera natura d`ogni cosa, conoscendosi. Come la notte della partenza, in cui mi sono accorto che certe cose non cambiano: nemmeno se le fai centinaia di volte, certe cose non le impari, non ti entrano in testa. Ho sopra le mie spalle un anno in più d`esperienze, malinconiche esperienze: partenze e rientri, che accadono così spesso che diventa complicato capire la propria destinazione. Un anno in cui ho dimostrato a me stesso che posso farcela senza rimpianto, rimorsi o lacrime, basta non fermarsi e non rassegnarsi. Ma una nuova partenza fa sempre un male cane: fa male sapere che le persone restano, fa male sapere di avere scelto una vita che ti condannerà in eterno a questo, fa male accorgersi di non essere ancora perfettamente pronto a viverlo pienamente, fa male la paura di piccole cose come fa male la preoccupazione che in valigia ci sia molto ma non ci sarà mai ciò che vuoi davvero. Tralasciando per un pò: m`è venuta da qualche settimana la voglia di vedere la Russia, Mosca e le sue strade innevate dal gelo d`inverno. La gente con la paura incisa dentro lo sguardo: la povertà nei centoquarantadue milioni di abitanti e i motivi per i quali le persone cercano di scappare. La repubblica semipresidenziale della quale si conosce poco, un regime che si maschera progressista e che persevera dal cremlino le ombre che insorgono dalla steppa. Vedremo in estate, dove saremo e come saremo, che divisa indosseremo, sperando che a Marzo vada ogni cosa per il senso in cui deve andare. Vorrei condividere le parole che ho scritto in caserma con una Bic nera usata e riusata un centinaio di volte da mani diverse, consumata fino lo sfinimento, ma che ancora sputacchia inchiostro nero col quale i pensieri prendono forma. Quante parole deve avere visto, e chissà a quanti pensieri ha dato forma con disegni o lettere. Ora è il mio momento, e le dò l`espiazione conclusiva, sperando che possa chiudere per sempre la sua vita immateriale con una mia lettera, con parole stupende quanto spietate, come i ricordi ai quali ormai dò con fatica un nome. Come scrisse Hemingway in qualche straccio poetico, la poesia è un mezzo per esprimere sensazioni e sentimenti passeggeri: appunti e impressioni, noterelle minute di lettere mai spedite. Prenderò spunto da lui e non mostrerò niente. E`troppo intimista la mente senza freni, la mente che si lascia coinvolgere dal tempo e viene messa sotto pressione. Matura cose che farebbero paura anche ad un mostro, o che forse creerebbero l`inverso in lui, rendendolo un mostro coscienzioso che al mondo non è l`unico. Menomale c`è chi non m`abbandona nemmeno ora, chi mi chiama quando ne ho bisogno, o anche chi mi pensa solamente un secondo, chiedendosi dove sono e che diamine combino. Menomale c`è chi non lascia morire il passato, chi lo custodisce in un angolo dei suoi pensieri. Menomale c`è anche chi dimentica, anche se non sò se sia un bene per me o per lei. Sguardi sul mondo e osservazioni, commenti per ragionare e cercare di capire. Per dare voce all`urlo che esplode nella mia vita. A volte il silenzio ritorna, come adesso anche se fuori non è ancora buio. Guardo in un cassetto ogni desiderio e sogno che ho perso, o semplicemente enorme per restare tra le mie mani. Sono malinconici quando mi guardano da quel fondo buio, chiedendomi di scaldarli ancora un pò con le mie parole e i miei sentimenti, o forse mi chiedono solamente di lasciarli dormire in pace, cosicchè possano cadere sempre più a fondo da venire seppelliti da nuovi sogni e nuove emozioni. Ma ti ricordo, ti ricordo ancora. Non riesci a scivolare tra le pagine di un libro che con le notti viene consumato da occhi nocciola, non mi riesce cancellare l`imperfezione d`un sentimento andato a male. Ha il tuo sapore la malinconia, come il mare si trascina il concetto del sempre, il sempre non mi darà mai la comprensione di una mancanza, dei suoi occhi che non hanno sguardo che mi faccia male, della sua voce che come la tua è lenta e trascinata verso di me, ma è solamente un oceano, un mare che non mi rende niente. Tra l`abbraccio di nuove speranze, l`incontro col passato mi lascia sempre uno scrutatore invalido che viene invalidato da amare, da conseguire e prendere a calci se stesso masticando la delusione più nera, brancolante su corde in bilico che non rendono la vertigine del vuoto interiore, ricordato nei gesti di rammarico notturno, l`inconcezione, l`amarezza, l`astratto dei suoi pianti mischiato all`incoerenza nel dichiarare inferma la ricerca di sabbia nel deserto, d`acqua nel mare, d`amore in un mondo che non te lo concede, ma ora lascio il sempre all`oceano che me lo dovrà ricordare ogni volta in cui mi fermerò a guardarlo nel tramonto, perchè non c`è cosa che duri per sempre se non l`amore per qualcosa che non puoi avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-7236813178012571729?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7236813178012571729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7236813178012571729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/lascio-il-sempre-alloceano-che-me-lo.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-301378287458720736</id><published>2009-01-30T00:13:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:13:33.380+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;UN SOGNATORE INCANTATO, CHE CENA D`ARTISTA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardavo le foto rinchiuse per sempre dentro ai miei occhi, in alcuni momenti d`inaspettata chiarezza: non so a cosa siano dovuti, non so nemmeno perchè restino isolati. Sò solamente che sono come la luce di un lentissimo faro che in questa notte m`ha guardato. Ho trovato conferma ad alcune domande, conferme che ovviamente hanno creato nuove domande. Una ad una riempiono i miei pensieri in questi momenti di malinconia, in cui mi chiedo se sia davvero ciò che voglio andarmene. Servirebbe un nuovo secondo di luce per avere una risposta anche a questo, ma il mare è mosso e nell`oceano non sono solo. Non credo di esserlo mai stato, il mio era un`imbratto concettuale. La mamma ha preparato ogni maledetta cosa con un`odiosa precisione, due giorni d`anticipo e tante cose che ancora mancano. Pare mi voglia lasciare addosso la sensazione sgradevole, palco di una partenza e dei miei addii, creando l`inverso contrario, vissuto come una paura che non capisco da cosa sia suscitata. Ho paura e odio ammetterlo, anche se chi mi conosce bene me lo vede nello sguardo. E`orrendo perchè ne ho sempre, in qualsiasi momento ed in qualsiasi situazione: non la posso nemmeno considerare un`emozione o uno stimolo, qualcosa di positivo come il dolore. Si unisce a me creando un unico punto di vista comune, un enorme velo di paura. Non è una disperata ricerca di emozioni, ne farei volentieri a meno, solo che ho paura succeda ancora. Devo solo prendere una decisione, che comunque prenderò sempre, anche se non le prenderò, perchè avrò scelto di non prenderle. Rimango a guardare i monotoni paesaggi di vita che si susseguono tra decine di migliaia di pixel luccicanti. Sono io, o almeno lo ero. L`odore di uno stanco fumo mi punge ancora nelle narici, e la sensazione d`abbandono non mi vuole lasciare neanche un secondo. Ho guardato l`orologio per non andare a dormire ne troppo tardi ne troppo presto, solamente per non mandare in panne il mio orologio biologico, e mi sono accorto che è arrivato il ventuno di Settembre. Per chiunque questo non è che un giorno normale. Un giorno comune dove le persone si metteranno un paio di scarpe per recarsi a lavoro o a scuola, per tornare dai propri amori e lasciarli per sempre, per andare per strada a morire e rischiare di innamorarsi. Ma per me no. Per me il ventuno è un numero speciale. E`strano dire cosa provi per questo numero che ha segnato fortuna e dolore, ricordi e decine di notti trascorse a fare l`amore, ogni cosa per colpa sua. Ventuno Dicembre è il giorno in cui mi sono messo con Laura e il giorno in cui mia madre è nata. Credo che fosse il ventuno di ogni mese quando andavamo fuori a cena, solo per darci un cenno di sentimento, era anche il ventuno di Marzo quando ci siamo lasciati per sempre. Sono precisamente ventuno le paia di boxer che mi porto con me in caserma per scaramanzia, come sono ventuno e sessanta gli euro che ho speso per una camicia nuova. Al ventuno Giugno è iniziata l`estate che ho sperato arrivasse presto e la notte piena di ricordi dissonanti in cui ho conosciuto Cristina. Ventuno è il giorno in cui mi sono promesso una dieta che ho mantenuto per poco, e ventuno e mezzo sono anche i miei anni dai momenti che non vorrei terminassero. E`cominciato un nuovo ventuno da pochi minuti, anche se credo che me ne scorderò entro le prossime ventuno ore. E`una notte in cui mi fermo a sognare ancora la luce del faro che stà chissà dove, ma i suoi occhi che non posso guardare sono persi tra la nebbia e l`oceano, che ha scelto nuovi orizzonti. Le mie domande non hanno niente da portare in dono se non nuove domande a cui cercare una risposta, cosi da rendere immensa un`altra notte. Sterminata e lontana mi sembra quasi una notte d`inverno questa in cui ho addosso un maglione pesante e il vetro è coperto da un`appannamento tiepido, non c`è un solo rumore per strada e sembra come se la gente dormisse o fosse morta. Magari il mondo è andato a dormire prima per me questa notte, cosi da lasciarmi solo a pensare. Sono coesivo e non prendo vie di mezzo, cerco premesse indispensabili nel mio passato, con margini senza i quali non potrei centrare la mia vita. Manca davvero poco al ventiquattro Settembre in cui comincerò di nuovo lontano da casa, e non sò quando potrò tornare a scrivere. Oscarino mi va di matto in queste ore e non sà come farcire i suoi cassoni, mentre penso a cosa scrivere per gettare l`ancora di un saluto. Ciao, arrivederci o addio? A volte diciamo ciao e dovremmo dire arrivederci. A volte diciamo addio e dovremmo dire semplicemente ciao. Non è mai facile prendere le misure: avremmo dovuto dire più volte addio e meno arrivederci, sarebbe stato un bel modo per imparare a non prendersi in giro. Da un addio è più complicato tornare indietro, ma forse è più semplice farsene una ragione. Tra poco mi toccherà prendere le mie cose e partire, ricomincia il mio viaggio e per l`ennesima volta m`allontano io, lasciando ciò che per una manciata di mesi è stato il mio presente, il mio quotidiano. E`la vita che ho scelto di fare: non me ne pento ma resta alcuna nostalgia, che ci sarà comunque sempre, perchè l`intera mia vita sarà un viaggio. Credo di non riuscire a stare fermo in un posto, non ne sono capace. Sento il bisogno di scappare, tornare e di nuovo scappare. Ma è un`allontanamento consapevole, scappare per recuperare le forze e tornare per andare contro a ciò da cui sono scappato. Non è facile capirmi e a volte mi chiedo come dev`essere vedermi da fuori. Darei anche l`anima a pezzi per essere un momento solo come lei mi vorrebbe, ma sono i pochi secondi in cui la luce lentissima del faro mi acceca sino a rendermi un sognatore innamorato. C`è una cosa che ho sempre chiesto ma non m`ha risposto mai, nemmeno quando guardavo l`universo dal mio angolo lontano di paradiso: Quando? Parole che si consumano nel vento gelato che scivola dai monti, ma che non rendono a valle nessun sussurro, intriso dal tuo ricordo. Sono un concettualista disabile, un sognatore incantato che cena d`artista, uno scrittore maledetto che ha l`aquolina di parole e che nutre l`amore per l`amore che non c`è, l`amore per ciò che non sarà mai per sempre. Amo le sperimentazioni metriche e l`ermetismo sentimentale, il decadente fondo di un`abbraccio, l`amaro che preannuncia ogni saluto. Amo anche questo saluto, un`addio che da vecchio si traveste in fanciullo e che dolce mescola le sue lettere per ritrovarsi nell`arrivederci. C`è il preambolo di un nuovo respiro nell`incontrarsi ancora, per scoprire che forse mai s`è stati lontani. Resterà com`è, senza che la distanza possa permettere al cuore di cancellare ciò che ho dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-301378287458720736?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/301378287458720736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/301378287458720736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/un-sognatore-incantato-che-cena.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6835727887720674395</id><published>2009-01-30T00:11:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:13:09.817+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;L`OSCENO CONCETTUALISMO NOTTURNO, NEL SEGNO DEL DODICI..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono dodici i giorni in cui il cielo mastica e ingoia i miei pensieri, un cielo che non chiede e che non dà niente, un cielo che non scorre e che non resta, un cielo come la notte: infinito e suadente. Sono dodici i giorni in cui mi chiedo se la negazione sia l`arrivo o una resa senza ricordi, l`odore di sensazioni antiche mi suggerisce stranezze assorte in delusioni, ma la nebbia e il gelo di questo mattino ricadono sul retro di immagini malinconiche. Sono dodici come i nudi e lunghi mesi di un anno e come i numeri che ci rubano il tempo a bordo di una parete bianca, osservata nella distanza di un silenzio montano a muscoli tesi, che sviano verso una paralisi mentale con lo sguardo a cercare se c`è un qualcosa che possa bloccare la nostra vita almeno per un momento. Sono dodici i secondi che ci metto a realizzare quanto un pensiero sia irrazionale, anche se tornando verso la stessa parete mi si incupisce lo sguardo nel capire che il tempo è l`unico padrone del mondo. I miei pensieri non passano mai, ma dovunque sono io sarò. I miei pensieri non passano mai, ma dovunque saranno io sarò. Tu non stai passando, e come sarà io sarò. Ho provato dodici volte a chiedere al tempo quanti giorni dovrò ancora provare dolore prima che l`estate mi separi da questo ricordo, mano mano sempre più forte fino a perdere la voce, cosi da lasciarmi solamente parole al vento e ricordi dissonanti per farmi capire. Tornano le emozioni: meglio non controllare il cuore che controllare un pensiero e le sue decine di chiavi e mondi, panorami di una stranezza esotica e straniera che si mostrano come sogni in un sogno. Verso le due la scorsa notte mi sono messo a guardare verso le persiane non del tutto abbassate, perso nel caldo tormentante di coperte troppo spesse per questo periodo e di pensieri troppo grandi per doversi svegliare poche ore dopo. La pioggia contornava il silenzio di pensieri che si credevano ormai reclusi da quando lasciarono un angolo di cielo, donando loro la consapevolezza di avere qualcosa da dimenticare. In quel momento mi sono chiesto quali fossero i dodici ricordi per cui è valsa la pena dare l`impossibile e invertire l`iniezione di autostima per me stesso, osservare come da un angolo in ombra senza immettersi con esternazione, mandare lontano il sentimento e rinchiuderlo anche per qualche minuto. Mi sono risposto che non basterebbe un libro a racchiuderli, proprio quando uno stanco scampanio cominciò a scandire pesantemente l`ora notturna. E`mai possibile che tra santi in guerra e manifestazioni laiche mi debba tornare un briciolo di coscienza? Anche se mi chiedessi dodici giorni consecutivi il perchè trovo sempre il concretismo ai bordi della notte non troverei comunque una risposta, vale ammettere che è una cosa oscenamente accostata al concettualismo notturno e al fascino che questo mi esercita. Sobrio a furia di svenare per intellettualismo la poesia che mi richiama a vecchi odori nel vento, cedo di fronte alla mia condizione di inquieta e passionale coscienza sognante, e spero che chiudendo i miei occhi e contando fino a dodici possa passare ogni cosa.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6835727887720674395?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6835727887720674395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6835727887720674395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/losceno-concettualismo-notturno-nel.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4557409262418706395</id><published>2009-01-30T00:10:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:10:29.926+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;HO STRANI RICORDI, MA NON RICORDO EMOZIONI TANTO STRANE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stanco di scrivere le mie parole da fantasma. Credo che per Sabato le cancellerò come questo spazio su msn. Come dice il vecchio Santa, sono stato anch`io in paradiso una volta, e riguardandomi indietro mi viene solamente voglia di tornarci, anche se non posso. La poesia non se n`è mai andata, ma ora non ha nessuna emozione da rivestire. Ha imbrattato Cristina e le è rimasta addosso tutta quanta. Lascio ogni speranza al vento e a te lascio parte dei miei ricordi con la speranza che possano vivere nel tuo cuore senza mai farti soffrire. I ricordi che tornano quando i miei occhi riguardano le date che scompaiono poco a poco dal calendario: i giorni aumentano e siamo sempre più vicini ad andarcene da qua. Ieri notte mentre tornavo a casa mi sono fermato dal benzinaio con lo sguardo all`insù. C`era un vento tremendo e l`aria pungente era piena di sapori e sensazioni dimenticate. Era come il vento che soffiava in paradiso, e me lo ricordo anche se l`ho annusato una volta sola. Momenti, sogni e dolori, le buonanotti tormentate da te, i segni del tempo e l`amore fatto di cenere, i ricordi disincantati, addii mai ripromessi, la ricerca estenuante dei tuoi occhi in poesia, del tuo amore in quello che può essere solamente un appunto, saranno solamente macchie di un estate? Perchè niente dura per sempre, tantomeno l`amore. E ora che sono stanco sento ancora di più l`incapacità mia di vivere me stesso prima di ogni altra persona. Forse non sarei nemmeno stato capace di vivere lei. Non riesco più ad associare le cose che mi accadono con i miei meriti, i miei progetti che volano via senza dirmi niente, le mie parole che non hanno più nessun peso. Sono come tante persone nel mondo, dimenticato da me stesso. Ho strani ricordi ma non ricordo emozioni tanto strane. Ho una strana nostalgia che si trascina anno dopo anno, che cosa mi manca davvero? Che sia o no ancora quel paradiso, maledirei Dio e il suo mondo per poterlo dimenticare per sempre. Se qualcuno volesse qualche lettera prima che le cancelli del tutto, sono nell`albero temporale a fianco: bisogna selezionare il mese. Pensavo di cancellare i miei pensieri, ma poi ho subito pensato che ne avrei fatti di nuovi e che non sarebbe cambiato molto, allora sto pensando a come cancellare i miei ricordi, ma penso a come sarebbe senza ricordi e credo che i pensieri futuri non potranno più essere gli stessi se li cancello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4557409262418706395?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4557409262418706395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4557409262418706395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/ho-strani-ricordi-ma-non-ricordo.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2421809534769812584</id><published>2009-01-30T00:09:00.003+01:00</published><updated>2009-01-30T00:09:57.442+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;RINASCI TRA LE LACRIME DEL PENSIERO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi dire niente e ascoltami. Ci sono persone che nascono per sognare e persone che nascono per essere il sogno di qualcuno, come un`emozione da poco che brucia tra la cenere di ricordi in disuso. Ci sono le persone che vivono i loro desideri su tramonti d`incanto nel piattume di un lago e ci sono persone che vivono d`amore. E sono al punto da desiderare che i suoi occhi siano bocche da cui mangiare ogni mia parola, in modo che capisca realmente che cos`è il dolce e che cos`è l`amaro, un punto morto che crea solamente asuefazione a panorami fiscali e ore di noia. Non mi dire niente e ascoltami. In questo mio silenzio io scrivo storie di una vita che non c`è e che non ci sarà mai, come noi. Un genere intimista che s`ispira alla vita stessa, e non c`è niente di più interessante e profondo di un essere umano. E`rassicurante guardarsi indietro e non vedere l`impronta di briciole a cui rendere conto dei propri ritorni, dei centinaia di viaggi che faremo e di ogni lettera che cadrà come lacrime dai miei pensieri. Lasciami andare via, io rinascerò con te, ma non adesso. Ricorda e ricordami questo momento per sempre, tra le decine di parole mai scritte e lettere che non verranno mai spedite. Un respiro nuovo che si accende nell`alba di un giorno come tanti, mentre ogni giorno nascerai anche tu tra le mie braccia. Non mi dire niente e ascoltami: non hai mai vissuto pienamente la mia vita, perchè la tua era grande abbastanza per portarti via da me. Mai era il momento adatto e non ce ne saranno mai, poichè chi ama non è mai stato amato nel buio di un addio. Ora impara a sognare e rinasci tra le mie braccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2421809534769812584?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2421809534769812584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2421809534769812584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/rinasci-tra-le-lacrime-del-pensiero.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-643773714318222101</id><published>2009-01-30T00:09:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:09:30.489+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;MOMENTI, SOGNI E DOLORI..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un condannato che aspetta di venire incarcerato, anima e corpo da una forza viva e palpitante dovuta a una presenza nuova. Una presenza inaspettata e seducente che entra in te con dolce invadenza, e subito i miei occhi vedono l`assoluto. Una voce sconosciuta che impari presto ad amare e che riesce ad evocare emozioni da poco rimosse. E`solo un sogno, ma preferisco dormire ancora. Voglio provare ancora queste sensazioni uniche mentre le mani mi tremano, ma per chi o per cosa? Per una voce e per un`idea che immagina ciò che vuole immaginare, l`idea di un incontro mistico e lontano, perchè è l`anima che vive sensazioni nuove, mai provate con la stessa intensità, mai provate nella medesima visione. E il sogno vive e si alimenta d`ogni parola detta, d`ogni pensiero celato e d`ogni fumina di fiato che ti penetra anche nel cuore della tua notte più crudele. I tuoi occhi vorrebbero piangere le lacrime per l`amore che tanto desideri ma che non puoi vivere. Ma è solo un sogno, e preferisco dormire ancora. E mi chiedo cosa stai sognando e se è me che vedi. La paura è grande. La paura che anche l`universo possa all`improvviso finire ancora prima di cominciare, la paura che la realtà possa spezzare questo incantesimo racchiuso dentro ad un sogno, che ci prende con le sue mani incipienti come l`oceano. Una parte di te che desidera e spera, che cerca l’amore puro senza interessi, l’amore che non tradisce, che ha solo bramosia di vivere intensamente questi attimi di noi. Voglio nutrire la mia idea, ascoltando in silenzio i palpiti del mio cuore, godere del suono della sua voce ancora, sentire il sangue che si accende per uno contatto di mani, un contatto di labbra e un incontro di corpi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-643773714318222101?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/643773714318222101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/643773714318222101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/momenti-sogni-e-dolori.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-3401510806849873011</id><published>2009-01-30T00:08:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:09:02.140+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;BUONANOTTE INTRISA DI TE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buonanotte memoria mia, ormai è ora di perdersi e dimenticare. I ricordi scattano paralleli lungo assi e dimensioni contrapposte, verso mondi e inimmaginabili scadenze. Hai cercato un sogno in un`incubo, restando con i suoi brandelli tra le mani. Ci si ferma un momento e si torna a pensare, solamente noi e l`immenso vuoto che ci circonda. E`solo un momento di vergogna che ti marca la pallida guancia, ossa che vibrano tra le immagini di ieri. Sogna ancora i colori del cielo e i canti del vento che accarezza l`acqua del mare, i momenti in cui non eri che la mia vita e i miei desideri. Sogna tu ora perchè io non ne sono capace. Buonanotte a chi vuole restare da solo, ai momenti di dolore e rabbia, ai silenzi di quando se ne và un`amore. Buonanotte poesia, sterminata e stupenda. Si va spegnendo un vecchio tramonto nel riflesso azzurro del mare, dove barche procedono con lentezza sopra le onde, disseminando come briciole di pane i ricordi intrisi di te. Ci sarà un nuovo giorno e un nuovo tramonto tra le immagini di ieri, immagini di un mondo da bambino, di quando la vita era piena di colori, odori e suoni. Adesso dormi nel calmo di questa notte senza pretese, mentre le strade e i lampioni resteranno in silenzio ad illuminare nel buio un pò del tuo presente. Buonanotte memoria mia, ormai è ora di perdersi e dimenticare anche lei.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-3401510806849873011?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3401510806849873011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3401510806849873011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/buonanotte-intrisa-di-te.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-6640053121696736361</id><published>2009-01-30T00:08:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:08:36.736+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;UN`AMORE DI CENERE E SOGNI..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fanno più troppo male i giorni senza te, che prendono col tempo colore e calore, profumi e nuove sorprese. Continuo a non voler capire per evitare d`odiare te e me stesso, ormai lontano d`ogni tua parola, lontano dai tuoi ritardi a rispondere, lontano dai tuoi sguardi nei quali cercavo risposte. Ho smesso d`immaginarti ora, o almeno credo, in quella vita che sai bene che non t`appartiene. Sarai di qualcuno? Io sono solo mio, almeno quando mi ricordo d`esistere. Ricucio e disinvesto l`inattesa voglia del non ritorno, squarci di mondo che lentamente si richiudono mentre tengo i miei occhi ben chiusi. Cosa c`è oltre lo squarcio? Un mondo o forse uno specchio, un`immagine capovolta e rimandata, l`inverso e l`opposto del nostro presente, dei nostri momenti inscatolati. A volte smetto d`essere, per essere veloce a svincolarmi da me stesso, dai miei sentimenti. A volte smetto d`essere, per non accorgermi che quando la pioggia comincia ci troviamo sempre soli. A volte smetto d`essere parte del mondo, per il mio bene e basta. Neanche l`inizio dell`abbandono ha segnato un dolore come questo, anche se sbagliavo a volare, anche se addosso c`era tutto il contrario di noi. Un`amore disilluso comunque: dall`inizio sapevo che tutto sarebbe finito, come te del resto. Ho fatto ogni cosa, mai abbastanza per cancellare in te l`inaccettabile senso di colpa e chissà quali rimpianti che ti hanno fatto cadere nel vuoto. Vuoto precoce ed inflessuoso, l`amaro traguardo che segna la fine del mio sperare. Tu cadevi nel vuoto e io sbagliavo i miei voli. Togliendo il giorno dell`abbandono, rifarei tutto per te, con la consapevolezza del tramondo, che calerà comunque. Quel giorno avrei voluto fare tanto e ricordo tutto, di quel giorno non vorrei ricordare. Ricordo che al mio risveglio ti avrei voluto accanto, desiderando che l`intero del mio dolore fosse un`incubo: tu non c`eri, ma non volevo crederci. Chiedevo di te intorno a me, ma nessuno t`aveva visto, nessuno t`aveva parlato. Chiedevo e tutti avevano capito che non saresti venuta. Chiedevo di te e nessuno aveva il coraggio di dirmi ch`era finita. Non fanno più troppo male i giorni senza te, e avrei voluto essere ovunque ma non li in quei momenti d`inerzia. E ancora mentiamo al nostro cuore ogni maledetta volta che ci sentiamo per qualcosa in colpa. Promettiamo a noi stessi che la prossima sarà l`ultima, che smetteremo e impareremo dai nostri errori. Ma finisce sempre alla solita maniera, portando avanti amori fatti di cenere e sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-6640053121696736361?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6640053121696736361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/6640053121696736361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/unamore-di-cenere-e-sogni.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-7565791506795995597</id><published>2009-01-30T00:07:00.002+01:00</published><updated>2009-01-30T00:08:01.896+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;I SEGNI DEL TEMPO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguo l`oggi dentro l`alba d`ogni giorno, anche ora, corredo che cede al confronto con noi stessi, creandosi mondi da cui passare. E`una fuga o è solamente l`aberrazione nostra e dei nostri desideri? L`aria è carica d`un caldo spassionato e crudo, e nel vuoto d`un qualsiasi momento è la dispersione dei sentimenti a prendermi la mente per scuoterla. Ancora non sono giorni per parlare, per pensare o provare almeno a capire. Non sarebbe la soluzione di niente l`accettazione di sè e di ciò che è successo. E`vuoto e mi disperdo. E`vuoto e sono stanco di cercare nella notte un`attimo di giorno, l`ho fatto troppo e per troppo tempo. Senza spine o pretese d`essere o d`apparire, solamente con l`imperativa condizione di camminare senza ricordi che pesano, dolori che fanno ancora male. Anche ora, anche in questi giorni per non parlare, pensare o capire. E`come un brivido febbrile che ti percorre a lungo e completamente. Non mi lascia nemmeno ora, nemmeno a caldo, perchè in fondo era destino che mi restasse dentro. Permeo in dispersioni mentalmente devianti, nell`accento marcato d`amori e sogni appassiti con l`autunno.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-7565791506795995597?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7565791506795995597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/7565791506795995597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/i-segni-del-tempo.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2867558494325402863</id><published>2009-01-30T00:07:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:07:32.756+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;TI RICORDO NEI GIORNI D`ESTATE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo carne nella carne del mondo, cadaveri nascosti dentro a campi di cemento, dove nessuno ci può vedere o sentire, cosicchè prenda un pò di senso anche la nostra fine. Grazie per tutto quello che m`hai dato e per tutto quello che avresti voluto darmi, ma l`inizio dei sogni più abbienti di te è ormai prossimo. Guardando dentro a vasche di sabbia vedo l`aria annegare in pozze vuote di sentimento, annientato dall`impulso famelico di vivere, cosi debole in alcuni esemplari d`uomo da cedere di fronte al dolore. Te l`ho detto: l`uomo è creato per imparare ed innamorarsi, per imparare dall`amore e infine morire per un`errore. Ma l`amore non è il sentimento più forte, ma bensi il dolore. La notte più nera non l`ho trascorsa facendo pensieri d`amore o cospargendo rose sopra a terra incolta e macchiata, come non ho speso mai una sola lacrima d`amore, il suo senso non lo richiede. La cazzata più grande non l`ho mai compiuta in preda al sentimento o ai buoni propositi d`una storia. E`un sentimento in positivo immensamente più debole del dolore. Malinconiche ore senza sonno sommerse da una metrica d`invivibile incertezza. I ricordi e i momenti mai vissuti si mischiano nel continuo martellare del torace, l`irrinunciabile e immancabile pensiero. E`ancora un pensiero d`amore o è solo un momento doloroso? L`uomo è creato per imparare ed innamorarsi, per imparare dall`amore e infine morire per un`errore. L`amore m`ha insegnato che innamorarsi non porta niente se non dolore, e l`unico errore che penso d`avere commesso è di continuare a cascarci dentro. Tutte le cose: anche le meno interessanti o le più brutte hanno un lato piacevole. Bisogna solo volerlo vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2867558494325402863?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2867558494325402863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2867558494325402863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/ti-ricordo-nei-giorni-destate.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2672913017952323885</id><published>2009-01-30T00:05:00.001+01:00</published><updated>2009-01-30T00:05:53.857+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;L`INETTA DISSONANZA DELLA TUA VOCE..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Soldato è come una foglia che è su d`un albero in autunno, e che può cadere da un momento all`altro. Giuseppe U. è senza dubbio l`anima più sovversiva e incoerente che ho mai visto nello scenico della poesia all`italiana. Non mi spiego le incongruenze d`uno scritto coniato da chi mentalmente deve mantenere un certo rigore e tenore di vita come un militare, ma comunque nelle sue decisioni aleatorie e decadenti ai miei occhi pessimistici di loro, nonostante l`ermetico accento del suo comporre, posso rispecchiare qualcosa del mio vivere. L`ammirare la Guerra nel suo crudo e malinconico crearsi accompagnato dà un renderla un bozzo nel mondo di carne e dolore, parafrasando le situazioni e permanendo su piccoli momenti, su squarci di mondo e di persone, che donano l`accesso ad un`immensità di mondi opposti. Ma diamine. Mi sono ridotto all`osso nello scrivere d`Ungaretti per non parlare di cos`è accaduto nel tardo pomeriggio? Un modo poco elegante e scenico per pensare ancora al dolore, l`ingrata pretesa di posizioni d`insofferte accettazioni, semplici scacciapensieri che hanno reso l`idea dell`inutilità come troppe cose. Mi sento come un uomo, arrivato dal niente, pronto a tornarci se il caso lo volesse, senza fare domande o pretendere risposte. Un uomo dallo sguardo intenso tanto da penetrare l`anima di tutti. Capace a dare un senso al proprio dolore e illuso d`avere lasciato il passato alle spalle, convinto che da quel giorno in avanti tutto ciò che farà sarà il frutto della sua esistenza. Come un uomo, che ha capito che per essere bisogna trasmettere e che non esiste nessun confine. L`ha capito perchè vide la vita in ognuna delle sue prospettive e l`amava intensamente, perchè l`amore si volge verso ogni cosa. Un noi che non c`è e che forse non ci sarà mai, nemmeno nel sentirsi cosi. Sono solo un`illusa testa di cazzo che cerca oro nella cenere, lontano dai giorni in cui si tocca il cielo con le mani e si trova la forza per guardare indietro verso oceani e montagne già scoperti. Ho chiuso con sguardi e notti insonne l`alba del ricordo per non farci passare l`aria di parole abbozzate e complesse, ma l`aria ci scorre a piacimento tra questi limbici riassunti di malinconia, rendendo ancora più assolato l`intreccio d`emozioni e legami che mi tengono qua. E`solo carne in putrefazione, che prima o dopo tornerà dalla nera terra da cui viene, come l`uomo, i suoi dolori e i mille amori che giura d`avere provato, senza mai capire veramente a cosa serve vivere e morire per trovarsi anticipatamente all`inferno. Camminiamo sulle nostre idee e spesso le calpestiamo, osservando l`immobile passato che supplica di tornare con incanto a viverlo. S`accendono facilmente i nostri ricordi, e andiamo da loro in punta di piedi senza fare troppo rumore, cercando di ravvivare con più forza la fiamma che li tiene ancora legati a noi. Ma anche faccia a faccia con l`inferno questi fuochi saranno destinati a spegnersi. Un noi che non c`è e che forse non ci sarà mai, ma non è solo tua la colpa. E`colpa del mondo e del momento. E`colpa mia. E`colpa d`inaccettazioni e veloci emozioni. E`colpa del distacco d`umidi stracci cartacei, caduti dove il sole è solamente una variante che non si fà guardare. Fiumi di parole che non sono ancora pronti ad annegare. E`colpa anche di questo maledetto inferno. E non credendo ne a Dio ne al Diavolo, credere ad un`inferno senza sapere cosa c`è dentro è la cosa peggiore. Ci lascerei precipitare tutto ciò che ho dentro, cosicchè possano marcire, dolori ed emozioni, senza tornare mai più. E`ancora estate? Sembra un`immenso e permanente inverno: le mie parole, la mia voce, non riescono a penetrare nel tuo animo come una stagione e portare di nuovo la pace dov`è caduta una tempesta di pentimento. Grida senza mai perdere la voce, mentre l`addio risuona come un tuono. Mi percuote mentre ancora me lo chiedo, mi percuote ma non ho niente con cui nutrirmi. Sei cosi dissonante e crudele, da costringermi all`involubilità dell`amaro e pungente ricordo del tuo sapore. Io li ho ancora tutti dentro, fino all`ultimo momento, dal primo giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2672913017952323885?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2672913017952323885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2672913017952323885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/linetta-dissonanza-della-tua-voce.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-9035555037538537881</id><published>2009-01-30T00:03:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:05:02.983+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;LETTERA D`UN SUICIDA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara vita mia, una sola volta t`ho conosciuto e una sola volta m`hai deluso. Io non ho mai avuto timore di questo momento che ancora vivo come un`incanto. Sono arrivato al giorno in cui si tirano le somme e fortunatamente scelgo io la data, l`ora, il momento giusto, il momento in cui ho fatto tutto, il momento verso il quale m`hai accompagnato. Strano ma vero, ho fatto tutto e praticamente niente, mi sono ubriacato senza bere, mi sono innamorato senza conoscere l`amore, e ora perdo la vita senza aver mai conosciuto il suo senso. Cara famiglia mia, questa non è una delle tante stupide poesie che scrivo in preda al dolore, non è un monologo o un`inutile confessione. E`il mio testamento per voi: vi lascio le parole che non mi hanno mai deluso. Solo loro hanno dato un senso amaro ai miei dispiaceri. Non abbiate paura di questa lettera, ma quando non mi vedrete più mettete i vestiti miei alla gente che non li ha, date la mia arte a chi se la merita e l`apprezza, anche se voi la mia arte non l`avete mai capita, ma non è colpa vostra: nessuno ha mai scoperto il mio messaggio, nessuno mi ha mai confortato tranne il mio pensiero. Amore mio, rare sono state le occasioni in cui tu m`hai dimostrato quel tuo bene, ma non me ne volere per questo: io ho rubato quei momenti, li ricordavo nei momenti in cui rifiutavi con disprezzo la mia compagnia e mi lasciavi nell`abbandono della notte. Amore mio, per te spendo parole visto che ora non mi rimane altro, userei la solita immatura pretesa d`imbrattarti con la mia voce, ma taccio, mi congedo scrivendo. In questo momento sentimentalmente tempestato da dubbi e rancori, ricordi e lacrime sò con certezza che non mi hai mai cercato. Se fossi qui vicino a me, mi salveresti? Cari amici, so che la mia voce non la sentirete più, ma ora posso sapere davvero se v`ha fatto ridere, se mi avete preso sul serio o mi avete usato, avete copiato le mie parole e i miei gesti. M`auguro che verrete a salutarmi per l`ultima volta. Se verserete lacrime per me, sappiate che non era mio intento farvi piangere per un fantasma del passato, un ricordo. Mandate pure i fiori che volete, daranno un senso di vita solamente ad un marmo freddo e a quel nome inciso in eterno a parole d`oro. E d`ora in avanti sarà solamente l`eterno splendore d`un limbo immenso e misterioso, a splendere nell`oscurità a cui vado da solo incontro, dove chi non è mai esistito cesserà finalmente d`esistere. (E`impersonale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-9035555037538537881?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9035555037538537881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/9035555037538537881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/lettera-dun-suicida.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2135337323793654909</id><published>2009-01-30T00:02:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:03:15.138+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;L`IMMATURA PRETESA D`IMBRATTARTI DI POESIA..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano ormai ore notturne: il sole aveva lasciato l`orizzonte scomparendo nell`abisso del cielo mentre il fresco respiro della notte bussava al silenzioso passo d`un ricordo. Un susseguirsi di passi e persone tra la folla che andava di continuo all`interno dove i suoni mutavano i sensi e l`attenzione. Rimasi ancora un po`ad annusare la statica brezza e a meditare sul periodo trascorso, sull`amore sognato e su quelle speranze posate sul caldo d`un estate ormai trascorsa che salutava per sempre il mio sguardo. Riemerso dai momenti in cui il mondo sembrava voler cambiare tornai indietro e la incontrai. Mi manchi, mi manchi da morire. E`l`unica cosa a cui penso da ieri notte. Un`incontro codardo e malinconico, pieno di parole non sussurrate che non hanno avuto il coraggio d`uscire. E`bastato un momento per cambiare le consapevolezze maturate in questo piccolo tempo, è bastato un`abbraccio per eliminare ogni tentativo di farti uscire da me. Vorrei essere bravo a dimenticare cosi come lo sono a parlare. L`incrinazione d`un legame a cui non c`è rimedio, l`inesistenza di qualcosa e l`incapacità di recuperare quel qualcosa. Qualcosa a cui dò il tuo nome. E`un ricordo il passato. L`ho scritto una marea di volte per cercare di colmare il vuoto di qualcuno, senza rendermi conto che se lo dicevo era solamente per me. Sono rimasto a guardare nel silenzio dei miei pensieri la notte lasciare posto ad un calmo mattino. Vorrei che non ci fosse più notte che non dormo pensandoti. Vorrei che non ci fosse più notte a ripetere come un cane ciò che t`ho detto. Vorrei che non ci fosse più notte senza te. E`un`opporsi continuo ai propri desideri, un`opporsi di speranze e la morte d`ogni pensiero lucido. Mi manchi, mi manchi da morire. Mi manchi e lascio perdere qualsiasi finzione, l`immatura pretesa d`imbrattarti di poesia. Non conosco che te ora, l`immantenuto segreto nonostante qualsiasi saccheggio e sforzo o conseguenza. Non conosco che te ora, con la mente frantumata e l`universo capovolto, tra l`incambiabile pensiero di sguardi stranieri. Mi riempio d`altri nomi e raccolgo solo cenere. Non conosco io, la tua tenerezza omessa e lacerata, porzionata in piccoli frammenti e poi esplosa in un breve entusiasmo o in una fiamma notturna. Mi manchi, mi manchi da morire, e non ho ancora il bisogno di nasconderlo. Erano ormai ore notturne: il sole aveva lasciato l`orizzonte scomparendo nell`abisso del cielo mentre il fresco respiro della notte bussava al silenzioso passo d`un ricordo. Erano ormai ore notturne, quando m`hai guardato un`ultima volta prima d`andartene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2135337323793654909?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2135337323793654909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2135337323793654909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/limmatura-pretesa-dimbrattarti-di.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-1878644368802019006</id><published>2009-01-30T00:01:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:02:08.377+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;SCALZA SULL`ABISSO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei sola nel buio della notte? Perchè sei rimasta li senza chiamarmi? E`vero: senti la voce dell`anima ma non la mia. Adesso non hai più paura di restare sola? Non sai più chi sono. E`passato il tempo e l`abisso s`è ingrossato, è passato il tempo in cui rischiavamo di caderci nell`abisso. Guardi in basso sull`orlo d`incerti momenti, ma non vedi la fine del vuoto. Perchè nel vuoto c`è il niente, e non credo tu abbia il vuoto dentro di te. Sei sola anche nel buio di questa notte, e l`abisso è ancora sotto a te. Come mai non ti sei lasciate cadere nelle sue fauci d`ombra e mistero? Era troppa la paura di ricordare o di dimenticare il passato? Sarebbe rimasto a bordo di quel crepaccio, a guardarti cadere mentre t`allontanavi da lui, e non t`avrebbe mai seguito cosi a fondo. Saresti riemersa nelle profondità della terra, nel mondo che stà sopra le nostre anime, ma sotto all`uomo. Li non ci sarebbero più state le voci dell`anima a spezzare il buio della notte. Ma solo la mia. Sarai sola anche nel buio d`altre notti, e l`abisso sarà sempre sotto a te. E`un ricordo il passato, che cerchiamo di resuscitare troppo spesso. E`un ricordo che inseguiamo con testardaggine ed inconsapevolezza, ma che solo il buon senso accetta come tale. E`un ricordo che naufraga nel vuoto che ci portiamo dentro. E`un ricordo il passato: il dolore subito ormai è stato provato ed è finito. La sofferenza non modifica il ricordo e non ci mette in condizione di vivere. L`eterno chiedersi, l`inconcessa cessione, l`inaspettato addio. E l`abisso sarà sempre li a brillare nell`immenso vuoto d`ombra e mistero, nel buio d`ogni tua notte, nell`eterna indecisione di cedervi o meno.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-1878644368802019006?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1878644368802019006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/1878644368802019006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/scalza-sullabisso.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-2167146006299067649</id><published>2009-01-29T23:59:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:00:13.739+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;DISINCANTO NOTTURNO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono rinchiuso dentro ad una notte di merda. Non vuole finire, non vuole fermarsi, non vuole lasciarmi. E`forse la notte più nera e buia che ho mai vissuto: non c`è niente che mi sappia tirare fuori da questa dipendenza dal niente. Ne donne, ne amici. Un`estranea sensazione come se avessi vissuto ogni momento per il quale vale la pena spendere anche una sola occhiata. Sentirsi come se fossi condannato a restare qua per sempre, anche se a breve cambierà il mondo. Non vuole finire, non vuole fermarsi, non vuole lasciarmi. Quanto durerà ancora? E`una delle notti in cui si pensa ad un nome senza trovarlo. E`una delle notti in cui cerchi una persona a cui legare le tue emozioni senza trovarla. E`una delle mie notti dai mille addii. O è solamente la notte a cui sono destinato? Un`improbabile tachicardia erutta deboli impulsi nel torace, senza nascondere un`ansia immotivata. Perchè hai il cuore in fiamme? Non vuole finire, non vuole fermarsi, non vuole lasciarmi. Penso a lei. Ma chi è lei? Non lo sò nemmeno. Sono forse io a chiudermi da me in questa immensa notte, cosi da perdermi per sempre nei colori d`abisso e nei suoi disegni d`ombra e d`ambizione. E`una poesia anche questa notte di merda, le sue ore lunghe ed assonnate con il suo fermo e lucido pensiero. Cocci d`una stella cadente rendono per un`attimo l`universo lentigginoso, cosi da non fare sentire l`uomo poi cosi solo. E`ancora notte e comincio a pensare alla solitudine dell`uomo. Non vuole finire, non vuole fermarsi, non vuole lasciarmi. E`l`inverso del nostro subconscio: nasciamo soli e dobbiamo morire nell`identica maniera. L`uomo è destinato ad essere solo? Perchè Dio me lo stò chiedendo? Un`accenno del pessimismo universale, mi bagna le labbra come pioggia notturna, perchè ancora è notte. Cadono nel vuoto come rami d`autunno le certezze raccimolate, segnando l`acerbo cammino ch`ognuno deve fare. E`un sentiero di notte e c`è il rischio d`inciampare sopra a qualche sasso, di perdersi nel cammino e non ricordarsi la strada. Ma se fosse giorno, sarebbe un peccato vivere l`opaco panorama con un improprio disincanto, allontanandosi dall`immagine del sogno, per ritornare ad un mondo in cui è notte perenne. Non vuole finire, non vuole fermarsi, non vuole lasciarmi. E`notte e mi sento innamorato di lei. Ma ancora, lei non sò chi sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-2167146006299067649?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2167146006299067649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/2167146006299067649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/disincanto-notturno.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-3723715555796356784</id><published>2009-01-29T23:57:00.000+01:00</published><updated>2009-01-30T00:00:59.112+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;IL LUNGO ADDIO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A te: Che ci sei anche quando l`immenso frana sotto ai miei piedi. L`incondivisa metà del mio mondo, rimessa all`universo per non bruciarne l`ansimata attesa d`ogni notte. A te. Sò che non leggerai mai queste parole, ma è A te che dedico ogni momento di questo mio pensiero d`amore. Niente esiste che tu non sappia di me, come non c`è sorriso che non t`abbia mostrato. E`un`amore che ormai s`è spento da mesi. Ma continuerà a crescere in un`altra forma e dimensione. M`hai dato più d`ogni persona prima d`ora, e solo Dio sà quanto vorrei fare perchè tu possa stare sempre bene. E`l`incondivisa metà del mio mondo che ora dono all`universo, non per bruciare, ma per divenire un tutt`uno con esso. Un`universo contornato da parole che non hanno voce, e baci che non avranno mai la stessa impronta. Sono innamorato del nostro ricordo, ma non è con questo che potrò passare i miei giorni. Sono innamorato del nostro ricordo, e mi fà sentire un`idiota. Sono innamorato di te, o lo sono di ciò che eri? Lo ero, di te. Sognami mancato amore, sognami. Un`anno fà a quest`ora eravamo sdraiati su d`una spiaggia contornata da fuochi d`estate, lontano dal pensiero di cosa saremmo diventati nel tempo. Un`anno fà. Dove sarò tra un`anno? Sei ancora l`incondivisa metà del mio mondo, o sei solo la divisione d`un mondo riassunto, lasciata accartocciata a bordo d`una qualunque strada? E`tremendo l`amore. E`tremendo. Ti fà male più d`ogni altra cosa. Darei l`anima per divenire incapace d`amare, darei qualsiasi cosa per divenire la metà e l`opposto a complementare me stesso. E`solo un momento, anche questo. E`solo un ricordo, che viene a farti male. E`solo una lettera, scritta per un`amore che non tornerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-3723715555796356784?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3723715555796356784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/3723715555796356784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/il-lungo-addio.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4948962490176401327</id><published>2009-01-29T23:52:00.000+01:00</published><updated>2009-01-29T23:58:03.182+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;L`IGNORANZA VERSO IL TEMPO..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo uomini in croce su desertiche piane di fuoco: E`l`immenso pianto dell`addio al mondo, la conclusione del tempo e d`ogni cosa. L`inizio marcio niente, l`inizio che comincia in un macabro splendore. Davvero il tempo cambia ogni cosa? Viviamo nell`illusione di conoscere anche noi stessi. Un`ignoranza in cui crediamo, ma in ognuna di queste incertezze ci vediamo piccoli per cedere all`omertoso scorrere dei minuti. E`l`ignoranza verso il tempo a permettere che l`esistenza per noi cambi. Un`ammasso d`anime che si legano l`un l`altra per non finire anch`esse su croci in legno marcio. Continuo a scrivere ed il tempo passa senza fermarsi: Archiviamo calendari mentre le stagioni collassano dietro a passi d`acciaio. E`uguale al precedente ogni gelido mattino nel quale ho sentito la mano d`ogni ragazza che mi sfiorava, scansata come un cane rognoso da me. Ho guardato le poesie scritte per il mio cuore, spezzate anch`esse dal tempo mentre s`incidevano come solchi su sabbia. Anche quel tempo è in parte passato. Ho assaporato le labbra più belle del mondo e mi sembrava di succhiare veleno da una ferita. Il tempo è passato. Ho conosciuto persone che m`hanno amato, non ho mai fatto niente per ricambiare. Il tempo mi ha cambiato. Se una ragazza mi accarezza mi lego a lei come un`edera al muro. Il tempo mi ha cambiato. Se odo poesie scritte nel mio nome, il mio cuore viene scolpito da esse come su tavole di marmo. Il tempo mi ha cambiato. Se solo sento avvicinare delle labbra alle mie, un`uragano di emozioni mi sconvolge il cuore. Il tempo mi ha cambiato. Se solo conoscessi una persona che sapesse amarmi, la farei mia fino alla morte. E non ci sarebbe tempo per impedirlo, nemmeno cosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4948962490176401327?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4948962490176401327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4948962490176401327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/lignoranza-verso-il-tempo-siamo-uomini.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-533944505801215762.post-4514342174601507929</id><published>2009-01-29T23:49:00.000+01:00</published><updated>2009-01-29T23:58:45.145+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;ARIA DA NIENTE..&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E cominciò dal niente, perchè in fondo doveva essere un niente. Come uno dei tanti niente che ti riempiono, divenendo poi qualcosa, ma restando comunque tale. E`sciocco che un niente sia davvero niente se vuole dire qualcosa, un pensiero forse che non ha parole per esprimersi, e che incorniciamo nel muto commiato dei pensieri. E`dunque essenziale che niente sia l`opposto di niente, ma anche il suo identico riassunto? E`un pensiero da niente, o forse un`enorme certezza. Mi chiedo perche`niente con C. sia andato bene. Forse è andato interamente contro l`inverso del niente, riducendo l`essenziale ad una piccola e canticchiante merda nel mondo. Niente è come sembra, ma è dato che l`apparenza sia ogni cosa oramai. Un nuovo controsenso, che forse non vuole stare a dire un cazzo (Volevo dire niente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/533944505801215762-4514342174601507929?l=lecosechedico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4514342174601507929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/533944505801215762/posts/default/4514342174601507929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lecosechedico.blogspot.com/2009/01/aria-da-niente-e-comincio-dal-niente.html' title=''/><author><name>Giu`</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12482516776865292271</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
